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Attualità | 17 marzo 2025 | 18:00

Frana un versante, riemerge una vecchia discarica, la piena trascina i rifiuti a valle: situazione allarmante nell'Appennino toscano

Nel Comune di Palazzuolo sul Senio, in provincia di Firenze, una frana ha fatto riemergere una discarica dismessa dei primi anni '70 da quello che sembrava un normalissimo versante boscato nella parte alta del Fiume Rovigo. L’amministrazione è già attiva per mettere in sicurezza il sito, ma la piena ha trasportato a valle grandi quantitativi di rifiuti, presagendo un danno ambientale enorme

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Domenica 16 marzo 2025. Il vento ha spazzato via le nuvole dal cielo toscano lasciando alla luce del sole le conseguenze di quello che è stato definito dal Consorzio Lamma “l'ennesimo evento alluvionale che ha colpito la Toscana (ben 6 in soli 18 mesi, senza contare i numerosi episodi minori) provocato da piogge eccezionali cadute in un intervallo temporale ristretto”.  

 

Ad essere state duramente colpite questa volta sono la piana di Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino, la Valdisieve e il Mugello, sia a valle che sulle montagne, fino alla Romagna toscana, con Ronta e Marradi fra le località che hanno registrato più danni. Ad aver accusato il colpo più pesante è stata la viabilità, di tutte le tipologie e categorie, dalle ferrovie alle strade provinciali, comunali e vicinali con case e famiglie ancora isolate per il crollo di ponti, frane, strade chiuse e percorribili solo dai mezzi di emergenza. 

 

Quello che circonda le frazioni dell’Alto Mugello è un paesaggio trasformato, un mondo nuovo che, oltre a perdere punti di riferimento nelle geografie familiari, nasconde lontano dai centri abitati e dalle strade, frane e danni che verranno scoperti solo con il tempo, quando proveremo a percorrere i sentieri di sempre e li troveremo improvvisamente interrotti.

 

Tra le storie più incredibili e spaventose di questi giorni, quella di una frana che ha riportato alla luce una vecchia discarica dismessa degli anni ‘70 nel territorio del Comune di Palazzuolo sul Senio (FI), sul lato del torrente Rovigo lungo la SP 477. 

 

La scarpata che collega la strada al letto del fiume è franata interamente, con centinaia di metri cubi di spazzatura che, riemersa dal terreno, è scesa in acqua e poi è stata trascinata verso valle dalla forza della piena. Letteralmente “una montagna” di rifiuti di ogni tipo: vestiti, copertoni, vetro, contenitori vari e plastica, frammenti di plastica di ogni colore e dimensione che adesso si trovano sparsi a perdita d’occhio lungo il corso del Rovigo, affluente del Santerno, che scorre in quella che era, prima volta costretti ad usare il tempo passato, una delle valli considerate più “selvagge” di questo territorio

Quando è iniziata a girare la voce di quello che era successo, oltre alla spazzatura è iniziato a riemergere il ricordo di quei giorni. Sono gli inizi degli anni ‘70, quelli in cui camion pieni di rifiuti salivano la strada del passo per mettersi in coda e scaricare in questo insolito sito individuato da “uno scellerato accordo fra il Comune di Palazzuolo Sul Senio e quello di Firenze”, come le ho definito l’attuale Sindaco di Palazzuolo Marco Bottino, grosse quantità di rifiuto indifferenziato. Gli abitanti dei paesi lungo la strada che porta al Passo della Colla, e da lì alla discarica, raccontano di un passaggio serrato, che lasciava dietro di sé cattivo odore e disagi tali da dare vita a numerose iniziative di protesta. A Razzuolo, ad esempio, venne occupata la strada per impedire il transito dei camion. Proprio grazie a queste iniziative dei cittadini il flusso di camion durò una decina di giorni, per poi interrompersi. 

 

Ma vinta la battaglia e chiusa la discarica, dopo qualche anno in cui le esalazioni avevano continuato a disturbare gli abitanti delle vicine Spiagge, come ci riporta L., che viveva lì a quei tempi, il ricordo si era perduto e le giovani generazioni, pur frequentando l’area, non avevano alcuna idea di cosa nascondesse il fianco apparentemente incontaminato della montagna. Sulla ex-discarica passava infatti uno dei sentieri più utilizzati per l’accesso alla Valle del Rovigo oltre che, ad esempio, i tracciati di alcune gare di trail running famose nella zona. 

Il Sindaco di Palazzuolo sul Senio, sentito questa mattina, ha comunicato che sul posto sono già attive squadre per il recupero del materiale in alveo e per la messa in sicurezza del versante. Per domani, 18 marzo, è fissata una riunione con Regione Toscana per discutere le dinamiche tecniche e finanziarie per la messa in sicurezza del sito e la bonifica dell’area. Il sito infatti, figlio del tempo, non prevedeva nessun tipo di accorgimento per la salvaguardia dell’ambiente circostante, con i rifiuti che venivano semplicemente scaricati e accumulati lungo il versante per rispondere ad una emergenza del capoluogo toscano dovuta alla chiusura della discarica di San Donnino. 

 

Come L'AltraMontagna ci impegneremo a monitorare questa situazione che, facendo tornare alla luce i fantasmi del passato, ci ricorda la necessaria lungimiranza nelle scelte di gestione territoriale in ambienti fragili.

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