"In alcune località sono caduti quantitativi di pioggia prossimi a quelli della grande alluvione del 1966": cos'è successo in Toscana

"L'ennesimo evento alluvionale che ha colpito la Toscana (ben 6 in soli 18 mesi, senza contare i numerosi episodi minori) è stato provocato da piogge eccezionali cadute in un intervallo temporale ristretto. La caratteristica comune delle ultime fasi di maltempo non è soltanto l'anomala intensità delle precipitazioni, ma il fatto che queste si concentrino in poco tempo e tendano ad insistere sulle stesse aree": il Consorzio Lamma (Laboratorio di Monitoraggio e Modellistica Ambientale per lo sviluppo sostenibile) spiega quanto è accaduto nelle scorse ore

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Sull'Appennino tosco-romagnolo e nelle città a valle sono state giornate segnate dall'allerta rossa per le forti precipitazioni che hanno colpito in particolare la Toscana e l'Emilia-Romagna.
Il Consorzio Lamma (Laboratorio di Monitoraggio e Modellistica Ambientale per lo sviluppo sostenibile) ha diffuso l'analisi che riprendiamo di seguito, perché spiega con chiarezza quanto accaduto tra mercoledì e sabato in Toscana.
"L'ennesimo evento alluvionale che ha colpito la Toscana (ben 6 in soli 18 mesi, senza contare i numerosi episodi minori) è stato provocato da piogge eccezionali cadute in un intervallo temporale ristretto. La caratteristica comune delle ultime fasi di maltempo non è soltanto l'anomala intensità delle precipitazioni, ma il fatto che queste si concentrino in poco tempo e tendano ad insistere sulle stesse aree.
Un altro elemento degno di nota è l'occorrenza di fenomeni precipitativi estremi nei mesi freddi, fatto che denota un surplus di energia e vapore acqueo legato a temperature dell'aria e dei mari costantemente superiori alle medie.
Nell'ultimo evento sono caduti quantitativi di pioggia localmente eccezionali sulle province di Livorno, Pisa e Firenze, con cumulati sulle 24 ore che in alcune località sono stati prossimi a quelli registrati durante la grande alluvione del 1966.
A Firenze Peretola nella sola giornata del 14 marzo registrati 105 mm di pioggia, più di quanto piove nell'intero mese di marzo; durante tutto il peggioramento (dal 12 al 14 marzo) ben 163 mm.
A Borgo San Lorenzo (FI) 142 mm il 14 marzo (superiore di 4 mm rispetto al cumulato del 3 novembre 1966) e 213 mm in 3 giorni. In località Vaglia (FI) 252 mm in 72 ore, pari quasi al quantitativo che dovrebbe cadere in tutta la primavera.
Nella zona collinare del livornese, a Valle Benedetta, il 14 marzo sono caduti 142 mm di pioggia, di cu 120 mm in sole 4 ore. Infine, il dato di San Miniato, dove nella giornata di ieri sono caduti 110 mm (il 3 novembre 1966 ne caddero 113).
Le precipitazioni degli ultimi tre giorni sono arrivate dopo un bimestre gennaio-febbraio particolarmente piovoso che aveva reso il territorio saturo e quindi particolarmente vulnerabile. Alcune province, in particolare, si distinguono per valori di pioggia fuori scala.
A Firenze Peretola tra il 1° gennaio e il 15 marzo registrati 411 mm che rappresentano il maggior cumulato mai osservato nel periodo in oggetto dal 1955. A Prato, sempre tra il 1° gennaio e il 15 marzo, cumulati 464 mm, un dato secondo soltanto al 2014 (507 mm), mentre a Pistoia 634 mm contro i 669 mm del 1960. Nel Valdarno Medio e Inferiore in due mesi e mezzo è caduta la metà della pioggia attesa in tutto l'anno".
ALLUVIONE DEL 2 NOVEMBRE 2023 E DEL 14 MARZO 2025 A CONFRONTO

Le due immagini mostrano la pioggia cumulata il 2 novembre 2023 (sinistra) e il 14 marzo 2025 (destra). "L'evento alluvionale del 14 marzo 2025 è stato molto simile, come dinamica, a quello del 2 novembre 2023: due linee precipitative stazionarie legate a convergenze di venti nei bassi strati e accompagnate anche da attività temporalesca", spiegano gli esperti del Consorzio Lamma.











