"Ho commesso un grave errore", si è autodenunciato il pilota dell'aereo che ha sfiorato gli scialpinisti sul Monte Rosa: "Mi dispiace davvero tanto"

Ha chiesto scusa e si è autodenunciato alle autorità competenti l'uomo, un pilota svizzero, che si trovava ai comandi dell'aereo che sabato mattina ha sfiorato una colonna di scialpinisti sul Monte Rosa

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Ha chiesto scusa e si è autodenunciato alle autorità competenti il pilota svizzero dell'aeroplano che sabato 26 aprile, intorno a mezzogiorno, è atterrato sul versante elvetico del massiccio del Monte Rosa ed è poi decollato dal ghiacciaio sfiorando una "colonna" di scialpinisti oltre quota 4.000 metri di altitudine, poco sotto il rifugio Capanna Margherita. "Una tragedia sfiorata", aveva commentato a L'Altra Montagna l'autore del video Luca Calzone.
"Cari colleghi piloti di montagna - ha scritto Francois T. su La Stampa nelle pagine della Valle d'Aosta - volo da 45 anni, dal 2025 ho la formazione per atterraggi e decolli sui ghiacciai. Ho commesso un grave errore di valutazione sul Monte Rosa, segnalato immediatamente al servizio di segnalazione eventi. Attendo la procedura e mi dispiace profondamente per la comunità che amo più di tante altre cose. Spero che non accada mai a nessuno di voi. Mi dispiace davvero tanto".
Sull'accaduto indaga l'Ufficio federale dell'aviazione civile (Ufac) della Confederazione Svizzera "per chiarire i fatti e dare a questo incidente ogni seguito opportuno".
L'aereo coinvolto appartiene all'Aéroclub di Ginevra che tramite una nota ha comunicato come il mezzo sia stato utilizzato a titolo personale da un "pilota privato" e che il volo "è stato effettuato nell'ambito di un'attività privata, non correlata all'attività di formazione della nostra scuola e in un'area autorizzata dalla normativa".
"Comprendiamo e ci rammarichiamo per le reazioni di chi era presente sul ghiacciaio, anche perché molti dei nostri soci sono appassionati di montagna", prosegue la nota.
In qualità di operatore dell'aeromobile, conclude il sodalizio elvetico, "stiamo collaborando pienamente con le autorità svizzere nell'indagine in corso e abbiamo anche avviato un'indagine interna per comprendere le circostanze e adottare tutte le misure necessarie per evitare che un caso del genere possa ripetersi".













