"Un gesto folle, rischiata una strage". Aereo sfiora gli scialpinisti sul Monte Rosa, parla l'autore del video: "Ero a pochi metri, mai vista una cosa del genere"

Luca Calzone, cinquantaseienne alpinista piemontese, autore del video che sta facendo il giro del web: è lui ad aver ripreso l'incredibile passaggio di un aereo che sfiora un gruppo di scialpinisti a quota 4.000 sul Monte Rosa. "Non ho mai visto una cosa del genere - racconta a L'AltraMontagna -, rivedere quel video mi fa realizzare ancora di più il rischio enorme che abbiamo corso. Non trovo parole né spiegazioni per la manovra del pilota"

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
È sabato 26 aprile, mancano pochi minuti a mezzogiorno: la pace e le suggestioni offerte dal paesaggio soleggiato e innevato del Colle Sesia, sul Monte Rosa, è il rifugio perfetto per centinaia di scialpinisti saliti a quota 4.000 dopo aver assistito al Trofeo Mezzalama.
"C'erano tantissime persone - racconta Luca Calzone a L'AltraMontagna -, la combinazione del ponte del 25 aprile, il bel tempo, la presenza della gara internazionale che per lo scialpinismo è un appuntamento importante e prestigioso, il biglietto a 10 euro per gli impianti invece dei 'soliti' 45. A Indren mi hanno detto che hanno registrato qualcosa come 2.100 passaggi".
È questo il preludio al fatto che nelle ultime ore sta letteralmente travolgendo il web e gli appassionati di montagna: un piccolo aeroplano, un Piper Pa18 di un aeroclub svizzero, che sbuca all'improvviso, atterra sul ghiacciaio e poi inspiegabilmente torna ad "accelerare" sfiorando gli scialpinisti impegnati nella salita prima di librarsi in volo.
A riprendere la scena con freddezza e professionalità c'è proprio Luca Calzone, 56 anni, piemontese, appassionato di montagna tanto da aver salito ben 67 "Quattromila" ma anche di fotografia e di nuovi media. "Se avessi raccontato a voce quello che ho visto, credo che non mi avrebbe creduto nessuno: invece la potenza delle immagini ha dato veramente grande rilevanza a questo fatto che poteva davvero assumere le proporzioni di una strage. All'inizio onestamente pensavo che il mezzo avesse avuto un'avaria o un guasto e fosse costretto ad un atterraggio di fortuna sul ghiacciaio; ma poi quello che è accaduto dopo è semplicemente folle, io non so proprio spiegare quali possano essere state le cause di questo gesto scriteriato".
"Impossibile che il pilota non si sia accorto della lunga 'carovana' di scialpinisti sulla traccia - prosegue Luca -, le condizioni di visibilità erano ottime e le persone sulla neve centinaia; nulla fa pensare ad un errore o a un guasto. Ci sono stati 3-4 secondi in cui mi si è gelato il sangue nelle vene: sono anche volontario della croce rossa, ma quello che poteva accadere andava oltre a qualunque tipo di preparazione. Un amico è stato tra i più vicini al passaggio dell'aereo, è stata una grande fortuna che in quel tratto non ci fossero scialpinisti legati in cordata: ce n'erano tre con una corta anche lunga solo pochi metri più avanti. Se l'aereo li avesse in qualche modo agganciati... Roba da brividi. Veramente un grande rischio, nel rivedere il video 'a freddo' me ne rendo conto ancora di più".

Il video oltre a comparire sui media di mezzo mondo e ad inondare i social network ("Forse non ho mai ricevuto tante telefonate in vita mia come oggi...", scherza Luca) è stato consegnato da Calzone alle forze dell'ordine: "Ho spiegato tutto e messo a disposizione il mio video. Come me, anche loro erano assolutamente increduli e allibiti: a quanto mi è stato detto, sembra inevitabile che si vada verso il sequestro dell'aereo e la revoca della licenza. Staremo a vedere. Non trovo veramente alcuna spiegazione alla manovra pericolosissima del pilota. Sembra quasi che abbia dato 'gas' invece di provare ad evitare le persone".
"Il Colle Sesia lo frequento da tanti anni", conclude Calzone. "Da un certo punto di vista 'per fortuna' è la prima volta che assisto ad una scena del genere. Ma certo dopo aver letto qualche giorno fa di quell'imprenditore che ha parcheggiato il suo elicottero sul Grostè, a Madonna di Campiglio, per poi sciare sulle piste come nulla fosse, quest'altro caso di prepotenza insensata dà da riflettere su come le montagne stiano diventando un luogo in cui qualcuno si appropria e si approfitta di spazi e libertà che non gli appartengono".












