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Attualità | 09 agosto 2025 | 08:32

Incendio sul Vesuvio: il fronte si estende, riprendono le operazioni. In Campania, 1.060 roghi boschivi dal 15 giugno, bruciati 2.568 ettari

Non è ancora stato domato l'incendio di vaste proporzioni che ha colpito il monte Somma, nel Parco Nazionale del Vesuvio: le fiamme hanno divorato molti ettari di vegetazione, tra boschi e pinete. La situazione è critica e sta provocando un danno ambientale devastante per il Vesuvio, già segnato dagli incendi del 2017. Mentre le autorità stanno indagando sull'ipotesi del dolo, la Protezione Civile informa che sono già oltre mille i roghi che si sono verificati in Campania dal 15 giugno

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Non è ancora stato domato l'incendio di vaste proporzioni che ha colpito il Vesuvio: le fiamme, divampate nel pomeriggio di ieri (venerdì 8 agosto) stanno interessando il monte Somma, nel Parco Nazionale del Vesuvio, dove hanno divorato molti ettari di vegetazione, tra boschi e pinete. 

 

L'area più colpita rientra nel comune di Terzigno (NA). Il monte Somma è parte integrante del complesso vulcanico Somma-Vesuvio. Le fiamme - alimentate dal vento e dalle alte temperature - hanno rapidamente risalito il crinale, spinte verso la cima, fino a superare i 1050 metri di quota. Ieri, la colonna di fumo era ben visibile anche da Napoli.

 

Le squadre antincendio a terra e i mezzi aerei hanno operato per contenere l'incendio fino al calare del sole, quando, per motivi di sicurezza, ogni intervento è stato stato sospeso. Il rogo purtroppo è proseguito per tutta la notte. Di primo mattino, sono riprese le operazioni dei canadair: "Si combatte su tutti i fronti", spiega il sindaco di Terzigno Francesco Ranieri, che ha parlato di "ore terribili" per il territorio.

 

Per fronteggiare l'emergenza in atto - che è "grave", come sottolinea il Parco del Vesuvio - è stato attivato un tavolo permanente presso la Prefettura di Napoli, al quale partecipano tutte le istituzioni preposte.

 

"Siamo preoccupati - dichiara il presidente del Parco nazionale del Vesuvio, Raffaele De Luca - e seguiamo minuto per minuto l'andamento dell'incendio in costante contatto con le autorità competenti. Confidiamo nel lavoro instancabile delle squadre a terra e dei piloti dei mezzi aerei, ai quali va la nostra massima gratitudine. Il nostro pensiero va alla salvaguardia del patrimonio naturale e alla sicurezza di chi vive e lavora intorno al vulcano". 

 

La situazione è critica e sta provocando un danno ambientale devastante per il Vesuvio, già segnato dagli incendi del 2017. Mentre le autorità stanno indagando sull'ipotesi del dolo, secondo la Protezione Civile sono già 1060 gli incendi che si sono verificati in Campania dal 15 giugno, con 2.568 ettari bruciati.

Nel caso specifico, da ormai quattro giorni il Nucleo Operativo Territoriale della Protezione Civile di Terzigno, in coordinamento con la Protezione Civile Regionale, era costantemente impegnato nelle attività di presidio e monitoraggio dei focolai che hanno interessato la pineta di Terzigno, con "presidi permanenti nelle aree a rischio per garantire la sicurezza e il contenimento delle fiamme".

 

Alla popolazione si raccomanda di non recarsi nelle aree interessate dall’incendio, evitare l'accesso in via Zabatta e via Salvatore Emblema (a Terzigno) per non intralciare le operazioni di spegnimento e non sovraccaricare le linee di emergenza.

 

Il 6 agosto, a seguito del vasto incendio sviluppato in un’area compresa tra i comuni di Pompei, Boscoreale e Scafati, che aveva provocato una densa colonna di fumo, il sindaco di Terzigno aveva emesso un'ordinanza che invitava la popolazione a non stazionare in luoghi aperti e ordinava la disattivazione degli impianti di condizionamento. 

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