Contenuto sponsorizzato
Attualità | 16 ottobre 2025 | 13:00

"La presenza dei cinghiali è ancora troppo alta". Coldiretti invita a incrementare il depopolamento: non solo peste suina, ma anche danni alle coltivazioni e all’economia agricola

L’allarme, questa volta, arriva da Coldiretti Piemonte a seguito dell’incontro tra il mondo suinicolo regionale e il commissario straordinario per la peste suina, Giovanni Filippini. Preoccupazione anche in Veneto: "La situazione che viviamo quotidianamente - sostiene Carlo Salvan, presidente regionale di Coldiretti - non è più sostenibile"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Urgente incrementare i numeri del depopolamento dei cinghiali. La loro presenza sul nostro territorio resta ancora troppo alta e questo crea criticità sanitarie, danni ingenti alle coltivazioni con significative ripercussioni economiche sulle imprese agricole”.

 

È quanto è emerso durante l’incontro di lunedì 13 ottobre nella sede di Coldiretti Piemonte, nel quale la consulta suinicola regionale e i direttori delle federazioni provinciali hanno incontrato il commissario straordinario per la peste suina (psa), Giovanni Filippini. All’incontro erano presenti anche Giorgio Sapino, commissario piemontese per la psa, e Giorgio Apostoli, responsabile nazionale zootecnia Coldiretti.

 

Tra le normative di contrasto alla peste suina si prevederebbero il contenimento mediante barriere lungo le autostrade e le zone di controllo dell’espansione virale, l'implementazione di attività di depopolamento e sorveglianza, e le iniziative legate alla formazione e alla comunicazione.

 

Lo scenario internazionale attuale ci mostra come l’Europa abbia bisogno di un’agricoltura forte, autonoma e sempre più sostenibile. Questo passa anche attraverso l’eradicazione totale della problematica della peste suina e la riduzione concreta e drastica del numero dei cinghiali”, concludono Cristina Brizzolari e Bruno Rivarossa, Presidente e Delegato confederale di Coldiretti Piemonte.

 

A rischio ci sarebbe l’intera filiera suinicola piemontese, tra le più importanti economicamente nel tessuto imprenditoriale agricolo, contando circa 3000 aziende, un fatturato di quasi 400 milioni di euro e 1 milione e 200 mila capi.

 

Una settimana prima, era stata Coldiretti Veneto a sollevare il medesimo problema.

 

“La situazione che viviamo quotidianamente - sosteneva Carlo Salvan, presidente regionale di Coldiretti Veneto - non è più sostenibile. Gli agricoltori vedono vanificati mesi di lavoro a causa di devastazioni nei campi; le strade venete sono sempre più spesso teatro di incidenti provocati da animali selvatici; la biodiversità autoctona viene compromessa da una presenza invasiva e fuori controllo”.

 

Pieno sostegno, dunque, da parte di Coldiretti al Piano Regionale per il Controllo dei Cinghiali, che prevede l’incremento degli abbattimenti (da 7.625 capi annui ad un minimo di 11.000 capi annui), l’ampliamento del numero di soggetti autorizzati, l’impiego di tecnologie avanzate e la creazione di un sistema informatico unico regionale, per facilitare segnalazioni e interventi tempestivi.

 

Nel frattempo, entrambe le politiche regionali di Veneto e Piemonte sembrano aver già dato i loro risultati: l'allarme tuttavia non è rientrato e si segnala l’importanza di “non abbassare la guardia”.

SOSTIENICI CON
UNA DONAZIONE
Contenuto sponsorizzato
recenti
Alpinismo
| 24 aprile | 18:00
"Sugli scaffali e appeso alle pareti c'è di tutto e di più; giro e rigiro per la stanza e poi lo vedo: là, appeso [...]
Ambiente
| 24 aprile | 12:00
"La sopravvivenza di questi cuccioli è minacciata da tre fattori: la predazione naturale, i mezzi agricoli durante [...]
Contenuto sponsorizzato