Contenuto sponsorizzato
Attualità | 05 ottobre 2025 | 19:00

"Una scuola di altissimo livello per un turismo capace di convogliare e creare cultura sugli Appennini". Al via le lezioni nella fiabesca cornice di Calascio, in Abruzzo

Cinquantasei giornate di lezioni ed eventi, nove masterclass, attività sul campo e progetti in collaborazione con le realtà locali. La "Scuola di perfezionamento di Calascio nella gestione turistica sostenibile dei piccoli comuni" partirà il 3 novembre con un ciclo di lezioni condotte da esperti del settore, attraverso tutte le sue sfaccettature. Tra i primi appuntamenti sarà presente anche L’AltraMontagna

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

A Calascio, in provincia dell’Aquila, nasce il progetto di una nuova Scuola di perfezionamento nella gestione turistica sostenibile dei piccoli comuni. Da novembre 2025 il via alle lezioni.

 

Cinquantasei giornate di lezioni ed eventi, nove masterclass sui temi chiave per progettare il futuro delle terre alte abruzzesi, attività sul campo ed eventi in collaborazione con gli enti locali. La partnership con l’Università di Teramo garantisce inoltre l’accesso a dodici crediti formativi per gli studenti universitari che parteciperanno.

 

Ad ospitare l’iniziativa, tenuta per conto del Comune e progettata da Il Bosso Formazione e da Ideazione srl, sarà la splendida cornice di Calascio, un luogo dal forte valore simbolico e identitario per l’Abruzzo. Nel paese si trova la splendida Rocca Calascio, la fortezza icona della regione, scenario di famosissime scene cinematografiche - da Ladyhawke (1985) a Il nome della rosa (1986) - definita da National Geographic uno dei castelli più belli del mondo.

 

La prima masterclass prevista dalla Scuola inizierà il 3 novembre di quest’anno. Il secondo giorno, mercoledì 5 novembre, saranno presenti Luca Pianesi, direttore de Il Dolomiti, e Pietro Lacasella, curatore del quotidiano L’Altramontagna, in rappresentanza del collettivo omonimo.

 

Per conoscere il progetto della Scuola, a chi si rivolge e il terreno da cui è emerso, abbiamo intervistato Paolo Setta, direttore delle attività turistiche del gruppo Il Bosso e presidente della Federazione dei Professionisti del Turismo Attivo ed Esperienziale.

Ci presenteresti brevemente il progetto in cui si inserisce questa Scuola di perfezionamento?

 

Il progetto è stato voluto dal Comune di Calascio, un piccolissimo paese di poco più di un centinaio di abitanti, che si è aggiudicato uno dei bandi del Pnrr.  L’obiettivo è offrire la possibilità di poter ripensare, riqualificare lo stesso paese di Calascio dal punto di vista materiale e immateriale. Ci saranno quindi una serie di recuperi, di interventi da parte dell'amministrazione comunale che porteranno alla riqualificazione di monumenti, di palazzi storici, ma anche di tante case che diventeranno un albergo diffuso di proprietà del comune di Calascio. Questa Scuola è solo una tra le tantissime azioni che lo stesso comune ha promosso, come parte del più ampio progetto Rocca Calascio - Luce d'Abruzzo. Tra queste ci sono una serie di iniziative immateriali come scuole sulla pastorizia (ne parlavamo in questo articolo), scuole sulla tessitura, una scuola di innovazione e anche la nostra scuola di perfezionamento sulla gestione turistica sostenibile dei piccoli comuni. È una scuola che ha l'ambizione di portare valore in questo piccolo paese e fare di questo comune un caso emblematico per l'Abruzzo.

Com’è strutturata la Scuola?

È un progetto molto robusto perché è un progetto pilota di rigenerazione culturale, sociale ed economica. Rocca Calascio - Luce d'Abruzzo è stato selezionato dalla Regione Abruzzo nell'ambito della misura del Pnrr del Ministero dell’Agricoltura. Tra i partner ci sono davvero tanti nomi di spicco. I temi affrontati sono tantissimi. Tra le nove masterclass, la prima è “Etica e politica di sistema per innovazione turistica integrata”. Qui interverranno anche Luca Pianesi (direttore de Il Dolomiti ndr) e Pietro Lacasella (curatore de L’AltraMontagna). Il giorno prima, invece, parlerà Pierluigi Sacco, professore di Politica economica all’Università di Chieti-Pescara. Tra le masterclass ce ne saranno anche di dedicate a temi come “abitare e riabitare i paesi di montagna” e “fare impresa nel turismo”. Si parlerà delle cooperative di comunità, di accessibilità e di competitività nel turismo. Poi ci saranno dei Boot Camp, dedicati alla rigenerazione e all'innovazione sempre in ambito turistico. È una bella sfida portare un progetto del genere in un paese così piccolo oltre i mille metri di quota.

A chi è rivolta la Scuola?

È indirizzata a un target plurale. Il corso di esperto di turismo montano è indirizzato agli studenti universitari o a diplomati, ma anche a operatori turistici. Ci sono masterclass rivolte a professionisti del turismo attivo esperienziale, a strutture turistiche ricettive, ad operatori turistici, ad amministratori locali, perché si parla anche di progettazione, di governance, di innovazione e di amministrazione nei piccoli comuni di montagna. Quindi è una scuola che può essere vissuta per intero da chi vuole decidere di fare questo percorso di approfondimento e di formazione o chi potrà scegliere quella masterclass piuttosto che un'altra.

Perché è nato il progetto? Sentivate forse il bisogno di un cambio di passo?

Quando si parla di terre alte, soprattutto nel centro-sud del paese, emerge una necessità: quella di fronteggiare lo spopolamento, l'abbandono. E per abbandono non parliamo solo di un abbandono demografico ma anche un abbandono da parte delle istituzioni. Sono luoghi che non hanno più un presidio sanitario, in cui le scuole chiudono, le poste non ci sono più, così le banche e via di seguito. È chiaro che non possiamo pensare di riportare questi paesi come al 1900, ma possiamo in qualche modo ripensarli e cercare di difenderli, quantomeno, o di preservarne la vitalità, seppur in forme diverse. Se prima i nostri paesi erano concentrati su pastorizia e agricoltura, la società moderna ha portato a un repentino esodo, dopo il boom economico, verso le aree metropolitane. A peggiorare la situazione c’è poi il fenomeno della bassa natalità. Quindi dobbiamo assolutamente pensare a come questi paesi possono tornare ad essere abitati e abitabili.

Cosa si intende per turismo sostenibile? Qual è la vostra idea di turismo?

 

Fare una scuola di perfezionamento nella gestione turistica sostenibile dei piccoli comuni significa parlare di sostenibilità anche dal punto di vista sociale, demografico, economico, culturale. Questi stessi luoghi devono essere anche luoghi dove promuovere un turismo rigenerativo e ispirazionale, ovvero capace di convogliare e creare cultura, produzioni cinematografiche, spettacoli teatrali, residenze artistiche, oppure ispirare manager a costruire laboratori di performance aziendali. Le sfide sono tante e ambiziose. Ma lasciare questi luoghi al loro destino è irresponsabile. Essi vanno adattati alle nuove sfide; il turismo stesso sta cambiando. Non è più spinto solo dalla destinazione, ma anche dalle motivazioni. Lavorare nel turismo attivo ed esperienziale ci ha portato a comprendere che le varie sensibilità degli ospiti possono determinare flussi e target turistici del tutto nuovi. Quello che vogliamo fare noi è proprio questo: mettere al centro questa rigenerazione, questo turismo rigenerativo, che passa attraverso una scuola di altissimo livello, con docenti di altissimo livello. Dimostrare che questa realtà, in un piccolo paese sopra i 1200 metri, può diventare un modello vincente, attrattivo e ripetibile.

Qual è il ruolo della cooperativa Il Bosso?

 

Per quanto riguarda noi del gruppo Il Bosso, che dal 1998 si occupa di turismo attivo ed esperienziale, di educazione ambientale e di formazione, l'idea è sempre quella di generare valore, di creare opportunità. Secondo la nostra filosofia, una destinazione turistica è fatta certamente di luoghi, ma anche di persone; e per persone si intendono tutte quelle categorie diverse: i residenti, i neo abitanti, i visitatori, gli operatori turistici, gli amministratori. Non solo paesaggi bellissimi, ma soprattutto vivi e vissuti. Quello che cerchiamo di fare da oltre 25 anni è creare valore attraverso la cooperazione tra i vari agenti del territorio.

Contenuto sponsorizzato