Arriva la prima vera nevicata della stagione. Ma dove cadrà? Le quote e i territori interessati dalla perturbazione

"Finalmente sta arrivando un po' di neve", commenta l'esperto. Si tratta di condizioni tipicamente ottobrine, un tempo molto più frequenti e capaci di determinare la prima vera formazione del manto nevoso. Le previsioni meteo della settimana con Umberto Pellegrini, meteorologo della Regione autonoma Valle d'Aosta

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Il sistema meteorologico che in questi giorni sta interessando sostanzialmente tutta l'Europa ha la sua parte più interessante, in questo momento, sul Golfo del Leone, nella costa francese che guarda verso i porti di Marsiglia e Tolone. Secondo gli esperti, si troveranno lì i fenomeni più intensi per quanto riguarda le precipitazioni. A destare interesse, però, è anche il ritorno della neve sulle Alpi: Piemonte e Val d'Aosta sembra saranno le più fortunate.
Per un quadro completo sulle perturbazioni di questi giorni ci siamo rivolti a Umberto Pellegrini, meteorologo e fisico dell'atmosfera, attualmente al servizio dell'ufficio meteorologico della Regione autonoma Valle d'Aosta.
"Attualmente si sta verificando una depressione nord-atlantica da cui noi valdostani saremo soltanto sfiorati, e che poi si inserirà nel contesto del Tirreno centrale. Passerà sopra la Sardegna sostanzialmente nella giornata di domani. Dopodiché, da giovedì fino a domenica, ci sarà un'alternanza di correnti atlantiche, a tratti un po' più fredde e a tratti un po' più tiepide, che porteranno precipitazioni sulle Alpi, soprattutto nella nostra parte occidentale. Saranno quindi interessati in particolare il Piemonte e la Valle d'Aosta".
Fare il punto della situazione su tutte le precipitazioni che cadranno – al momento - è difficile, perché si tratterà di una concatenazione di diversi fenomeni nevosi che si alterneranno da questo pomeriggio fino almeno a domenica. "Il sistema che deve transitare da oggi pomeriggio a domani è molto esteso e, in genere, le grandi depressioni atlantiche che generano cicloni di grandi dimensioni, intese ovviamente in senso spaziale, quindi come diametro, sono anche quelle più incerte". L'attendibilità previsionale, pertanto, è al momento bassa.
In linea di massima, guardando soprattutto alla quota neve, è importante capire a quale altitudine si formerà il manto nevoso. "Le precipitazioni in arrivo tra oggi pomeriggio e domani a mezzogiorno saranno associate a temperature piuttosto miti. Lo zero termico, sia oggi sia domani almeno fino a mezzogiorno, sarà piuttosto alto, attorno ai 2800-3000 metri. Direi quindi che, per l'episodio di oggi (20 ottobre) , la quota neve a partire dalla quale potremo vedere formarsi un manto nevoso sarà intorno ai 2500 metri. Qualche fiocco potrebbe arrivare anche più in basso, ma questa è indicativamente la quota da considerare".
Per quanto riguarda le precipitazioni sulle Alpi, tra oggi pomeriggio e domani pomeriggio si potrebbe arrivare a una trentina di centimetri sopra i 3000 metri, e fino a mezzo metro alle quote più alte. Tra i gruppi montuosi che superano questa quota, nelle Alpi occidentali, il Gran Paradiso sarà una delle zone più interessate, insieme soprattutto al Monte Rosa. Il Monte Bianco, invece, sarà poco interessato da questa perturbazione.
"In generale, gli accumuli saranno modesti: parliamo di 10-20 centimetri di neve sopra i 3000 metri. La zona in cui probabilmente si registreranno gli accumuli maggiori sarà quella del Monte Rosa, che è anche il massiccio più esteso. Qui, tra oggi pomeriggio e domani pomeriggio, potrebbero cadere una quarantina di centimetri di neve, cinquanta al massimo. Si tratta di una stima dell'accumulo medio complessivo, non dei picchi massimi, che secondo me rappresenta sempre un dato di riferimento utile".
Successivamente, il sistema si sposterà verso l'arco alpino e tra mercoledì pomeriggio e giovedì mattina interesserà la parte centro-orientale, con aria più fredda. "Potremmo essere nell'ordine dei 20-30 centimetri tra mercoledì e giovedì pomeriggio sulle zone più elevate della Lombardia, quindi sui gruppi del Cevedale e dell'Ortles, sopra i 2000 metri. La parte dolomitica invece sarà quella meno interessata".
l passaggio di sabato sarà ancora fresco, con interessamento prevalente ai versanti settentrionali; la parte italiana che godrà maggior beneficio sarà quella orientale, dove un 10-20cm sopra i 2000 sono molto probabili.
Una volta terminato questo passaggio, si attende l'arrivo di altre perturbazioni di origine nord-atlantica, che interesseranno soprattutto i versanti alpini settentrionali. "Il passaggio di sabato sarà ancora fresco; la parte italiana che godrà maggior beneficio sarà quella orientale, dove un 10-20 centimetri sopra i 2000 sono molto probabili".
Sarà coinvolta anche la Valle d'Aosta. "Il passaggio più importante, qui, dovrebbe essere quello di domenica, ma anche in questo caso l'attendibilità è bassa, ed è importante sottolinearlo. Questa volta potrebbe essere interessata la zona del Monte Bianco, che sarebbe la prima a ricevere le precipitazioni. Potrebbero cadere altri 30-40 centimetri sopra i 3000 metri, ma si tratta di un episodio distinto, che non va sommato automaticamente agli accumuli previsti tra oggi e domani".
"Finalmente sta arrivando un po' di neve", commenta l'esperto, che ci riporta alle classiche perturbazioni ottobrine, che un tempo erano molto più frequenti e determinavano la prima vera formazione del manto nevoso, anche se a quote ben più basse. "Quest'anno, finalmente, stanno arrivando. Nel corso di questa settimana ci saranno tre o quattro passaggi perturbati che, in modi diversi, interesseranno l'arco alpino. Come dicevo, però, il primo, quello tra oggi e domani, avrà ancora una quota neve elevata, decisamente superiore alla media del periodo".
La situazione più delicata, però, riguarda la pioggia che interesserà il Tirreno tra oggi e domani, in particolare la Liguria. "Questa mattina Savona ha già registrato oltre 200 millimetri di precipitazioni, una quantità molto elevata. È quindi probabile che, durante questo primo passaggio, si verifichino fenomeni che potrebbero provocare danni. Questo è quasi certo almeno lungo la costa ligure, e una situazione analoga interesserà anche la costa francese".












