La Corea del Sud è pazza per le Dolomiti: migliaia gli arrivi. "Qui, quando una cosa diventa popolare, tutta la popolazione si muove"

Se nel 2015 gli arrivi dalla Corea del Sud sulle Dolomiti erano meno di 2000, ora sono oltre 40.000. Nel 2025 solo a Cortina d'Ampezzo sono stati registrati 11.218 arrivi. Un impulso significativo alla promozione delle Dolomiti in televisione sembra averlo dato Alberto Mondi, "l'italiano più famoso di Seul", star del web e di talk show

Che i turisti siano in aumento sulle Dolomiti è un fatto ormai appurato. I dati Istat informano a tal proposito che in Veneto, tra il 2019 e il 2025, le presenze turistiche in montagna sono aumentate del 19,2% (con un incremento del 7,9% nell'ultimo anno). Adottando un termine di paragone, le presenze turistiche delle città d'arte venete sono aumentate, nello stesso intervallo di tempo, del 2,1% (con un incremento dello 0,9% nell'ultimo anno).
Insomma, la montagna e, nello specifico, i cosiddetti "monti pallidi", piacciono sempre di più, e non solo su scala regionale, nazionale o europea: sulle Dolomiti oggi arrivano turisti da tutto il mondo.
Negli ultimi anni, una particolare spinta arriva dall'Asia: solo a Cortina d'Ampezzo, per rimanere in Veneto, nel 2025 sono stati registrati 5.232 arrivi dalla Cina per un totale di 10.880 presenze; 3.054 arrivi dal Giappone per un totale di 6.533 presenze; 11.218 arrivi dalla Corea del Sud per un totale di 20.826 presenze; 1.192 arrivi dall'India per un totale di 2.665 presenze; 14.526 arrivi da altri paesi dell'Asia per un totale di 29.471 presenze.
Osservando queste statistiche, non è trascurabile la presenza di turisti di origini sudcoreane. Un recente servizio del Tg1, informa che sono spinti sulle Dolomiti da contenuti web e da show televisivi. Un impulso significativo alla promozione delle Dolomiti in televisione sembra averlo dato Alberto Mondi, "l'italiano più famoso di Seul", star del web e di talk show, che al Tg1 ha spiegato:
"La Corea è il paese numero uno in Asia per flussi turistici verso l'Italia in paragone alla popolazione. In Corea, quando una cosa diventa popolare, poi tutta la popolazione si muove. Diciamo che le mode hanno molta presa".
Sempre i dati Istat informano che, se nel 2015 gli arrivi dalla Corea del Sud sulle Dolomiti erano meno di 2000, ora sono oltre 40.000.
Questi dati dimostrano che precedenti esperienze di gestione territoriale dovranno sempre più fare i conti con traiettorie turistiche nuove e di respiro globale, spesso innescate da desideri, da aspettative e da diversi modi di intendere e di vivere i territori. Tali dinamiche, se ignorate e non gestite, nel lungo periodo possono originare nuove problematiche. Come rifletteva Valentina Ciprian in questo precedente articolo della rubrica Le Dolomiti nell'era del overtourism, infatti, quando i flussi diventano più veloci della capacità di gestirli si rischia di perdere il controllo della situazione.

Attraverso una serie di reportage sul territorio, con questa rubrica a cura di Pietro Lacasella e Valentina Ciprian, L'Altramontagna desidera approfondire un tema che, negli ultimi anni, sta innescando numerose discussioni relative alla gestione di una delle aree più frequentate della catena alpina. L'overtourism è un fenomeno circoscritto a pochi luoghi oppure diffuso in modo capillare tra valli e vette? Di cosa vanno in cerca, oggi, i turisti che si avventurano sulle Dolomiti? Quali sono gli atteggiamenti più comuni? Come vengono amministrati i flussi? Proveremo a rispondere a queste domande a partire dai sopralluoghi "sul campo"














