"È stato tutto perfetto", ha dichiarato Olav Kooij, il vincitore dell'ultima tappa di un Giro d'Italia memorabile, benedetto oggi anche da Papa Leone XIV

L'ultimo giorno del Giro è andato così diluendosi nella luce aurea delle sette, con le ombre lunghe e il tepore delle sere d'estate. È stato un Giro di pronostici ribaltati, di alcune rivelazioni abbaglianti, di molte conferme, alcuni ritorni e troppe cadute. È stato, soprattutto, un Giro che ha esaltato la componente collettiva dello sport del ciclismo

Ultima tappa del Giro d'Italia, ultimo giorno di scuola. Il programma è stravolto, l'orario accorciato, c'è chi è venuto in classe con la chitarra. Nella palestra ci sono un concerto e un mercatino, qualcuno ha portato delle torte fatte in casa. Negli zaini, il posto dei libri è stato preso dai costumi da bagno:

Certi ragazzoni di quinta hanno portato una cassa di birre, che data la maggiore età non hanno alcun imbarazzo a scolarsi in pubblico:

Il disappunto delle ultime verifiche è un ricordo lontano. Sono di buonumore anche quelli che sono stati rimandati a settembre (cioè alla Vuelta). I gemelli che vanno in due classi diverse e che a lungo hanno rivaleggiato nel combattuto torneo scolastico oggi si abbracciano e sorridono:


Mancano pochissime ore, due o tre oneri conclusivi. L'ultimo giorno è per esempio quello dei saluti istituzionali. Della circolare del preside, del saluto dell'assessore. Con la visita in Vaticano, il Giro d'Italia 2025 ha battuto per prestigio e simbologia tutti gli ultimi giorni di cui avevamo memoria, regalandosi una benedizione storica, oltre che di assoluto valore cinematografico.
Ci eravamo a lungo chiesti in queste tre settimane chi fosse il regista di questa edizione della Corsa rosa, ed ecco che l'avvio della tappa numero ventuno ci ha fornito un indizio consistente, proponendoci una sequenza di chiara ispirazione sorrentiniana:

Mischiando sacro e profano come solo il ciclismo sa fare, Simon Yates, protagonista ventiquattr'ore fa di un'impresa dalle chiare note mistiche (la redenzione, l'ascesa al monte, l'esorcismo dei propri demoni), ne ha approfittato per informarsi sulla pratica necessaria ad avviare il processo di beatificazione del cireneo della bicicletta altrimenti noto come Wout van Aert:
Oltre a quella di Simon Yates e di un incalcolabile numero di appassionati di ciclismo, tale pratica conterrà in calce anche la firma di Olav Kooij, il velocista della Visma, il fortunato che oggi era di turno nella lista dei compagni di Van Aert giornalmente assegnati alle cure di Van Aert. Il belga è stato l'ultimo uomo del trenino solitamente giallo, ma oggi rosanero, il cui primo vagone era l'altrettanto impeccabile Edoardo Affini, il ragazzone con la Peroni di cui qualche screenshot sopra, e l'unico passeggero proprio Kooij.
«È stato tutto perfetto», ha dichiarato dopo il traguardo il velocista, racchiudendo in quattro parole la portata di un weekend senza la minima sbavatura per la Visma, guastato soltanto dalla notizia della morte della moglie dell'ex scalatore e uomo-squadra Robert Gesink.

L'ultimo giorno del Giro è andato così diluendosi nella luce aurea delle sette, con le ombre lunghe e il tepore delle sere d'estate. È stato un Giro di pronostici ribaltati, di alcune rivelazioni abbaglianti, di molte conferme, alcuni ritorni e troppe cadute. Un Giro di giovani di sicuro avvenire (Del Toro, ma anche Pellizzari) e di ultratrentenni con zero voglia di abdicare (Yates e Carapaz, ma anche Caruso e Ulissi); un Giro di grandi generosi abituati a vincere (Pedersen, Van Aert) e di grandi generosi poco avvezzi al successo (Verona, Prodhomme, Hoole). È stato, soprattutto, un Giro che ha esaltato la componente collettiva dello sport del ciclismo: ha ricompensato a più riprese la coesione dimostrata da squadre come la Lidl-Trek, l'Astana, la EF e, in questa memorabile due giorni, dalla Visma Lease a Bike.
Curioso come al termine di un Giro magnanimo con l'idea di squadra si sia stagliata, rivelatrice, la storia di un individuo: perché il Giro d'Italia 2025 passerà alla storia soprattutto come il Giro della rivincita personale di Simon Yates. La vittoria dell'inglese ci ricorda che non bisogna sottovalutare la volontà di un essere umano di rivalersi, mai dubitare del desiderio di un campione di raddrizzare le cose. Sono questi i promemoria conclusivi di un Giro vivace, sorprendente, ben corso, che congediamo con il misto di giubilo e malinconia cui si saluta la scuola e ci si immerge nel mondo, sospettando che molto probabilmente ci deluderà.

IL PERSONAGGIO DEL GIORNO

L'ultimo fuggitivo dell'ultima fuga di questo Giro d'Italia è stato Josef Cerny della Soudal Quickstep, per gli amici Peppe, aspirato dal gruppo a 6 chilometri dall'ultimo passaggio sul traguardo del Circo Massimo. Ceco di trentadue anni, lo scorso 15 maggio Cerny fu suo malgrado uno dei protagonisti della maxi caduta della tappa di Napoli. La caduta che portò al ritiro di Jai Hindley per intenderci. Stando alla cronaca del Guardian, anche Cerny si ritirò dal Giro, quel giorno.
Invece Peppe ha terminato il suo Giro d'Italia. L'ha terminato al 132° posto, a debita distanza dalla maglia nera (Alexander Krieger della Tudor, 159° e ultimo a 6 ore e 25 minuti da Yates). L'ha terminato con una ventina di punti di sutura nella gamba sinistra ma l'ha terminato all'attacco, a conferma che i ciclisti hanno cuori grandi e gambe prodigiose, ma anche una propensione media al martirio superiore persino a quella di molte figure venerate nello staterello da cui è partita la tappa di oggi.

LE FRASI DEL GIORNO

«Non è più un ragazzo, Fortunato».
Francesco Pancani, Raisport, riproponendoci il dubbio sulla presenza o meno della virgola
«Abbiamo giocato, e quando si gioca si vince e si perde.»
Richard Carapaz, Education First, con una raffinata sintesi del Giro e di un po' tutto
«Credo di essere abbastanza bravo a rimapparmi.»
Damiano Caruso, Bahrain Victorious, confermando che il Giro ci insegna molte cose, qualche volta anche dei verbi
«Vi ringrazio per quello che fate, che Dio vi benedica!»
Papa Leone XIV, maglia bianca, perché dopo tutte le nostre parole ci piaceva chiudere con quelle, da noi condivise, dedicate ai corridori del Giro d'Italia da un pontefice
IL POST DEL GIORNO

Ultimo giorno significa nessun cambiamento in classifica generale? Macché, la maglia rosa è cambiata anche oggi:
LA POSTA DEL GIORNO

Questa rubrica ha ospitato le missive che ci sono arrivane da amici, collaboratori e lettori presenti di persona - beati loro - sulle strade del Giro. Ad ascoltarne i suoni, interpretarne i colori, gli odori. Uno spazio aperto a tutte e tutti. Il primo contributo di oggi ci è stato inviato da Gabriele Paiuzzi:
Due giorni in moto con il mio Galileo. Visti passaggi sopra Verres, poi col de Joux. Notte in tenda a Meana di Susa, passaggio sul Finestre (poco sopra il paese) e poi a Sestriere, sotto l'acqua, per l'arrivo di un Giro indimenticabile, come la nostra due giorni di corsa!

L'ultimo contributo di questo Giro è invece arrivato da Roma, da Stefano Stradotto:
Sul traguardo di Roma i tre gradini del podio attendono. Attendono l'estasi, attendono la delusione, attendono chissà anche il rimpianto o il rimorso, attendono in ogni caso gambe spremute da acido lattico, sole e in qualche caso asfalto. Attendono, e questo vale senz'altro non solo per quei tre ma per tutti quelli che nel frattempo sfilano giro dopo giro sul circuito finale romano, la liberazione dalla fatica e la chiusura di uno splendido viaggio, comunque sia andato. Noi qui davanti, molto più semplicemente, attendiamo di tributare il nostro grazie ed il nostro applauso.
LA CANZONE DEL GIORNO

a cura di Filippo Cauz
Il Giro è finito e finisce anche questa rubrica, che pensavo che sarei riuscito a fare solo ogni tanto e invece eccoci, 21 su 21. Più facile del previsto, perché ha finito a invogliarmi ad ascoltare cose accantonate e a ritrovare nomi meno noti della canzone d'autore italiana. Spero che per chi legge e ascolta sia stata un'occasione di scoperta.
Così l'ultima tappa non posso che dedicarla a uno straordinario cantautore romano, da sempre e fieramente fuori dal mercato. Flavio Giurato ha cantato Roma in tanti modi, forse quasi in ogni suo brano. A Roma si concludeva anche la storia di "Per futili motivi", il suo straordinario disco d'esordio (1978), dedicato alla seconda guerra mondiale. È una conclusione dopo le bombe e dopo le tragedie, temi quantomai ancora attuali, ma è anche un'osteria in cui si ride e si festeggia. È finita. «Signori, er conto. So’ annati tutti via».
LE CLASSIFICHE

L'ultimo riepilogo, adesso. Olav Kooij ha vinto la volata del Circo Massimo davanti a Kaden Groves e un ottimo Matteo Moschetti. La classifica a punti l'ha vinta Mads Pedersen, quella degli scalatori Lorenzo Fortunato, quella dei giovani Isaac del Toro: probabilmente sono i nomi che abbiamo citato di più in questa rubrica, dal 9 maggio in avanti. Un po' meno di frequente abbiamo citato il nome del vincitore del Giro d'Italia 2025, un Simon Yates che ha saputo attendere il suo momento per far sua una delle edizioni della Corsa rosa più piacevoli di questo millennio.
Domani non è in programma nessuna tappa. Nessuna tappa del Giro d'Italia, almeno. Ripartiranno come sempre le tappe delle nostre vite di tutti i giorni, che il Giro ha al solito alleggerito, colorato, ravvivato. Ci auguriamo che questa rubrica sia stata all'altezza di un'edizione della Corsa rosa pregna di storie e personaggi indimenticabili. Grazie per aver seguito il curioso esperimento che è stato "Un altro Giro". Alla prossima!



A partire dal 9 maggio e per ogni tappa del Giro d'Italia 2025, Leonardo Piccione del magazine Bidon coordina un resoconto serale su L'AltraMontagna, per ricapitolare quanto accaduto nella Corsa rosa, ma anche le storie e dei territori che ruotano attorno ad essa. La redazione de L'AltraMontagna contribuirà quotidianamente con aneddoti e curiosità sui rilievi attraversati dal Giro, anche laddove la montagna (solo apparentemente) non esiste. Il tutto è possibile grazie a FSC Italia, che ci racconterà le foreste certificate in giro per la penisola: modelli di sostenibilità e mete da visitare. Dal 9 maggio al 1 giugno brindiamo ogni sera al ciclismo e alla montagna con... Un altro Giro!













