Contenuto sponsorizzato
Ambiente | 01 giugno 2025 | 13:00

Lo sapevate che una delle tre residenze del Presidente della Repubblica è immersa in un bosco alle porte di Roma? Ultima tappa del Giro nella città dei sette colli, quattro dei quali decisamente "forestali"

Oggi finisce il Giro d'Italia e, con lui, i nostri racconti di montagne e foreste seguendo la corsa rosa. In questa ultima tappa scopriamo alcune particolarità forestali della Città eterna

LA MONTAGNA DEL GIORNO - a cura di Luigi Torreggiani

 

Le grandi montagne sono finite e l'ultima tappa di questo appassionante Giro d'Italia ci riporta in una città, e che città: Roma.

 

Che montagna raccontare nella capitale dei sette colli? Non una montagna vera e propria, ma un ambiente naturale (costiero, di pianura) che tuttavia ci ricorda i grandi spazi verdi attraversati dalla corsa su Alpi e Appennini. Non solo la loro bellezza, ma anche le loro difficoltà. 

 

Si tratta di una delle tre residenze ufficiali del Presidente della Repubblica Italiana: la tenuta di Castel Porziano, che ospita quasi 5.000 ettari di bosco che variano da ambienti a macchia mediterranea a leccete, da sugherete a pinete artificiali di pino domestico.

 

Proprio queste pinete sono oggi in grande difficoltà, a causa di un insetto alloctono chiamato "cocciniglia tartaruga" che sta disseccando decine e decine di ettari di pineta. Vedendo le chiome secche dei pini romani viene immediatamente da pensare agli abeti rossi disseccati dal bostrico sulle Alpi, in un parallelismo che non può che farci pensare alla necessità di cura per questi ambienti che sono naturali, sì, ma anche profondamente legati nostra specie. Cura significa gestione responsabile, monitoraggio, ricerca e sperimentazione. Cura significa anche comprendere il valore di questi ambienti - talvolta vicini, altre volte lontanissimi dalle città - per la vita di tutti noi. 

 

E quindi concludiamo questa "rubrica nella rubrica" ringraziando chi si è preso così tanta cura del racconto del Giro d'Italia su L'AltraMontagna, donandoci per tre settimane emozioni, storie e sorrisi: Leonardo Piccione in primis, con tutto il fantastico gruppo di Bidon Magazine. Ma anche Fsc Italia, che ci ha permesso di realizzare questa avventura raccontandoci inoltre, giorno dopo giorno, anche di alberi e boschi.

 

Grazie! E se il ciclismo, come crediamo, "è montagna"... al prossimo "altro" Giro!


LE FORESTE DEL GIORNO a cura di FSC Italia 

 

Eccoci giunti al termine di questa bellissima esperienza, in cui non possiamo che ringraziare L’AltraMontagna e Bidon Magazine per aver creduto in questo format un po’ laterale di racconto delle tappe del Giro d’Italia 2025. A noi è piaciuto tantissimo, e speriamo anche a voi che ci leggete.

 

La chiusura della competizione è un anellone di 143 km tra EUR, Lido di Ostia e Fori imperiali, e noi ci abbandoniamo alla forte voglia di snocciolare qualche fatto sulla relazione tra antichi romani e boschi.

 

Innanzitutto la toponomastica: dei 7 colli che compongono il nucleo storico della Città eterna, almeno 4 portavano nell’antichità nomi legati al mondo forestale: ad esempio il monte Celio era chiamato Querquetulanus per l’alta presenza di querce; l’Oppio era conosciuto come Fagutalis per via dei faggi; il Viminale prende il nome dai giunchi (vimina); l’Aventino era toccato dalle strade Lauretum Maius e Lauretum Minus, che testimoniavano la presenza di molte piante di alloro che qui vi crescevano.

 

I romani attribuivano poi una sacralità particolare ad alcune aree boschive, conosciute come lucus (da non confondere con le più comuni silvae): questi luoghi erano considerati dimora di divinità e per questo temuti e protetti attraverso leggi severe. Una di queste, la Lex spoletina o Lex luci spoletina, risale alla fine del III secolo a.C. e regolamenta l'uso dei boschi considerati sacri, imponendo restrizioni su attività come il pascolo e la raccolta di legna e punendo con sacrifici o multe chiunque trasgredisse alle disposizioni.

Foto: Ανδραμοιεννεπε; LocalGuidesConnect.com - Wikimedia Commons

la rubrica
Un altro Giro

A partire dal 9 maggio e per ogni tappa del Giro d'Italia 2025, Leonardo Piccione del magazine Bidon coordina un resoconto serale su L'AltraMontagna, per ricapitolare quanto accaduto nella Corsa rosa, ma anche le storie e dei territori che ruotano attorno ad essa. La redazione de L'AltraMontagna contribuirà quotidianamente con aneddoti e curiosità sui rilievi attraversati dal Giro, anche laddove la montagna (solo apparentemente) non esiste. Il tutto è possibile grazie a FSC Italia, che ci racconterà le foreste certificate in giro per la penisola: modelli di sostenibilità e mete da visitare. Dal 9 maggio al 1 giugno brindiamo ogni sera al ciclismo e alla montagna con... Un altro Giro!

SOSTIENICI CON
UNA DONAZIONE
Contenuto sponsorizzato
recenti
Ambiente
| 26 aprile | 19:00
Cosa fanno i forestali mentre osservano questa avanzata? Intervenire altera l'ecologia attuale, ma il [...]
Storie
| 26 aprile | 18:00
"Loro camminano. La massa nevosa si mette in movimento. In un primo momento pare quasi innocua. Poi, in maniera [...]
| 26 aprile | 13:00
Un itinerario ad anello nella parte più appartata e autentica della Val Campelle, alle porte sudoccidentali del [...]
Contenuto sponsorizzato