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Sport | 13 maggio 2025 | 13:00

Storia dell'albero più caratteristico del Mediterraneo: se un tempo era una specie forestale, ora non lo è quasi più

Il Canale di Pirro e la storia dell'albero-emblema del Mediterraneo. Anche in una tappa quasi pianeggiante il Giro d'Italia riesce ad accompagnarci abbiamo tra luoghi e storie vicine - dal punto di vista naturalistico - agli ambienti che amiamo vivere

LA MONTAGNA DEL GIORNO - a cura di Luigi Torreggiani

 

Come raccontare la montagna in tappe piatte di pianura? Ce lo siamo chiesti più volte, prima di imbatterci in questa avventura. Ma per noi la montagna è anche una particolare collina, oppure un luogo “simil montagnoso” perché non proprio del tutto piatto e per certi versi vicino, dal punto di vista naturalistico, agli ambienti che amiamo vivere. È questo il caso di una particolare valletta che la Tappa 4 del Giro sfiorerà alla sua partenza: il Canale di Pirro.

 

Lungo circa 12 chilometri e largo tra i 500 e i 1500 metri, questo avvallamento naturale rappresenta una delle forme geologiche create dal carsismo di superficie. Nel Canale di Pirro si coltiva, ma i versanti più ripidi, quelli che lo rendono “simil montagnoso”, ospitano anche una vegetazione autoctona di grande valore.

 

Secondo la leggenda, pare che il nome di questo luogo particolare derivi da Pirro, il Re dell’Epiro, da tutti conosciuto per un famoso modo di dire, “vittoria di Pirro”, che significa battaglia vinta a caro prezzo e ininfluente sul risultato finale della guerra.

 

Poco importa se il toponimo derivi più probabilmente da “pirre”, le cisterne qui utilizzate per la raccolta delle acque. Quando nella terza settimana qualche commentatore, magari lo stesso Leonardo Piccione, utilizzerà l’espressione “vittoria di Pirro” per una tappa conquistata amaramente da un grande sconfitto del Giro, voi penserete anche a questo luogo pugliese “quasi montagnoso” e magari… vi verrà voglia di scoprirlo. 

LA FORESTA DEL GIORNO - a cura di FSC Italia

 

Dopo il giorno di riposo si riparte dall’Italia! E se diciamo ‘Puglia’, quale albero vi viene in mente? L’ulivo, ovviamente.

 

Nonostante la sua presenza diffusa nel paesaggio mediterraneo, è errato parlare di "foreste di ulivi". Questo perché l'ulivo è una pianta coltivata dall'uomo e non una specie forestale spontanea. E allora chiudiamo subito l’approfondimento, visto che FSC Italia è stata chiamata a parlare del lato forestale di questo Giro 2025? Certo che no: abbiamo raccolto qualche nozione e curiosità anche su una pianta che era forestale - ora non lo è quasi più - come l’Olea europaea (questo il suo nome scientifico).

 

Innanzitutto, forse in pochi sanno che è originaria del Medio Oriente, in particolare delle regioni della Siria, Palestina e Asia Minore: le prime testimonianze della sua presenza risalgono a più di 5.000 anni fa, con ritrovamenti archeologici che ne attestano l'uso sin dal 4.000 a.C.. In queste regioni, l'ulivo cresceva spontaneamente formando boschi, noti come "foreste di oleastro", l'antenato selvatico dell'odierno ulivo coltivato.

 

Furono i Fenici, tra il XIV e il XII secolo a.C., a diffondere questa coltivazione nel Mediterraneo, grazie alle loro rotte commerciali. Successivamente i Greci portarono la pianta nelle loro colonie e divenne simbolo di pace e prosperità, tanto da essere strettamente legata alla dea Atena, che secondo la mitologia la donò agli uomini. I romani ne affinarono invece la coltivazione e la produzione, partecipando attivamente alla diffusione dell'olivo in tutta l'area mediterranea e rendendolo così una delle coltivazioni principali dell'epoca.

Per essere aggiornati sulla tappa di oggi e per scoprire le montagne e le foreste attraversate da quella di domani, non perdetevi l’articolo serale a cura di Leonardo Piccione di Bidon e seguite la rubrica qui, su L’AltraMontagna!

la rubrica
Un altro Giro

A partire dal 9 maggio e per ogni tappa del Giro d'Italia 2025, Leonardo Piccione del magazine Bidon coordina un resoconto serale su L'AltraMontagna, per ricapitolare quanto accaduto nella Corsa rosa, ma anche le storie e dei territori che ruotano attorno ad essa. La redazione de L'AltraMontagna contribuirà quotidianamente con aneddoti e curiosità sui rilievi attraversati dal Giro, anche laddove la montagna (solo apparentemente) non esiste. Il tutto è possibile grazie a FSC Italia, che ci racconterà le foreste certificate in giro per la penisola: modelli di sostenibilità e mete da visitare. Dal 9 maggio al 1 giugno brindiamo ogni sera al ciclismo e alla montagna con... Un altro Giro!

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