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Cultura | 25 luglio 2024 | 17:00

Il docufilm che racconta Mario Rigoni Stern: scrittore capace di arrivare alle persone senza scadere nel populismo

Domani, 26 luglio, a Cortina nell'ambito del Dolomiti film festival, verrà proiettato il docufilm "Il Sergente dell'Altopiano". Alla proiezione sarà presente il biografo Giuseppe Mendicino

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Mario Rigoni Stern era capace di arrivare alle persone senza scadere nel populismo.
Una qualità che acquista particolare valore in un'epoca dove gli slogan e le false lusinghe si stanno subdolamente insinuando nel discorso pubblico. 

 

«(...) Mi arrivavano delle voci strane. C'erano dei professori che leggevano "il Sergente" e dicevano: ma guarda questo come si permette di scrivere. "I topi!" Punto esclamativo e basta; "Il lepre"; ... Insomma passavano il libro con la matita rossa e blu, per divertirsi poi a farmi dire come io, ignorante qual ero, mi fossi permesso di scrivere un libro. Lasciavo dire; non me ne importava niente, perché vedevo che quando questo libro l'avevo portato a Carlo il pastore, Carlo il pastore si mise a leggerlo con tanto interesse e con tanto amore, e capiva tutto quel che avevo scritto». 

 

Da questo passaggio, così tenero e commovente, emerge tutto il potenziale comunicativo della sua scrittura.
Una scrittura capace di raccontare la complessità del mondo senza banalizzarlo; senza manipolarlo a proprio piacimento; senza inciampare in semplificazioni ingannevoli.

Domani, 26 luglio, a Cortina nell'ambito del Dolomiti film festival, verrà proiettato il docufilm Il Sergente dell'Altopiano dedicato a Rigoni Stern. Gli autori, Tommaso Brugin e Federico Massa, hanno saputo cogliere la poesia e qualità letteraria dello scrittore asiaghese. 
Alla proiezione sarà presente il Giuseppe Mendicino, biografo di Rigoni, che ha di recente presentato il docufilm a Radio Cortina (Qui il suo intervento).
Suggestioni poetiche che emergono anche dalla locandina di Nicola Magrin.

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