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Cultura | 14 agosto 2025 | 17:00

"Crediamo che il cinema rappresenti uno strumento profondo per incidere sull’immaginario delle persone". Lo stupore negli occhi di Francesco Nuti e la montagna di 'Tutta colpa del Paradiso'

Il 15 agosto sul grande schermo di 'Croc una specie di cinema', nel cuore del Parco nazionale dei Monti Sibillini, viene proiettato il lavoro del regista e attore toscano, uscito per la prima volta nel 1985. Sarà presente Emiliano Cribari, autore del podcast "Zitti e Nuti". La rassegna, di cui L'Altramontagna è media partner, è promossa da C.a.s.a. (Cosa Accade Se Abitiamo), associazione di promozione sociale nata dopo il terremoto 

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Francesco Nuti è Romeo che, uscito dal carcere a Firenze parte per le Alpi della Valle d’Aosta, alla ricerca del figlio, adottato da una coppia che vive in un rifugio, fuori da un paese di montagna.

 

Tutta colpa del Paradiso è un film pieno di poesia, in cui l’autore, regista e attore toscano è affiancato da Ornella Muti. Nel 1985, Francesco Nuti aveva 30 anni. Ne avrebbe compiuti 70 in questo 2025, se non fosse morto due anni fa.


L’associazione C.a.s.a. (Cosa Accade Se Abitiamo) di Ussita ha perciò scelto di dedicare a Nuti, come un omaggio, il Ferragosto di “Croc una specie di cinema”, la rassegna di cinema all’aperto in corso da fine giugno a fine agosto all’ombra del Monte Bove, nel cuore del Parco nazionale dei Monti Sibillini.

 

Crediamo che il cinema rappresenti uno strumento profondo per incidere sull’immaginario delle persone. Tutta colpa del Paradiso è un film molto importante, perché grazie allo sguardo di Francesco Nuti ha permesso a tanti di innamorarsi della montagna e sognare una vita in rifugio, a contatto con la natura e con i selvatici, da tutelare” sottolinea Chiara Caporicci, presidente di C.a.s.a.

 

Ad "accompagnare" Francesco Nuti ad Ussita è Emiliano Cribari, poeta, scrittore e fotografo fiorentino, autore del podcast Zitti e Nuti (Officina del podcast), che porta a Croc anche il suo libro Soltanto d’estate, un racconto sulle difficoltà di trovare oggi una casa in cui vivere tutto l’anno, nell’Appennino spopolato (ne avevamo parlato in QUESTO ARTICOLO).

 

 

Emiliano, che cosa possiamo imparare nel nostro rapporto con la montagna guardando oggi Tutta colpa del Paradiso? 

Lo stupore. Quando Francesco arriva su è stupito, a differenza di noi che oggi siamo preparati fondamentalmente a tutto, perché quando andiamo a fare un viaggio ci viene la tentazione di chiederci come sarà, cosa ci sarà, e questo fa sì che tu consumi tutto prima di esserci stato, di averlo visto. Quando Romeo esce dal carcere, da una costrizione, va subito incontro a qualcosa che non solo è aperto, clamorosamente spalancato, ma che è anche un mondo che non conosce, da cui non sa che cosa aspettarsi e così lo impara a conoscere vivendo la comunità che trova, vivendo i paesaggi, sperando che gli diano quello che va cercando. C’è molto spazio, nella montagna che non conosce turismo, e lui fa una cosa che ormai pochi fanno: va e resta, non 2 giorni o 7 giorni in un albergo o in un rifugio. Si ferma, conosce la comunità e si integra nella comunità, tanto che diventa subito un paesano. Questa in realtà è una favola, ma racconta di un modo possibile di abitare la montagna. Ci sono anche i cliché, ma ci sono anche la montagna che si difende, come ricorda il primo dialogo con Novello Novelli.

 

 

Che cosa colpisce nel rapporto tra Nuti, un cittadino nato a Firenze e cresciuto a Prato, e le Alpi?

Nuti arriva e non porta niente di sé, anche perché esce dal carcere con una sacca. Non porta nemmeno le sue abitudini. Siamo ancora in un mondo analogico e lui si adegua, è una delle cose che mi affascina di più del film: cerca di capire come funzionano le cose in quel paese e il suo temperamento lo rende il direttore d’orchestra che fa cantare tutti, in una delle scene memorabili del film. Quindi, l'aspetto da sottolineare, è che Nuti si pone in ascolto, con il suo carattere entra a far parte della comunità e quando se ne va, lo fa con la nostalgia dell'abitante, del viandante che lascia un luogo che ha conosciuto. La figura di Romeo ci riporta ad Ulisse, alla nostalgia dell’emigrante che sa che non tornerà, o almeno è sicuro che nel caso tornasse non troverà mai il luogo come lo ha lasciato, ma solo dove. 

 

L’ingresso agli appuntamenti a 'Croc una specie di cinema' è libero. Le proiezioni si tengono nell'Area Caraceni, all'ingresso di Ussita (MC). Dalle 19:00 appuntamento al BarCroc, per panini, birre e gli immancabili pop corn. Dalle 20:00 con Emiliano Cribari presentazione del libro “Soltanto d’estate” (Bottega Errante Edizioni). Le proiezioni iniziano alle ore 21:15, su schermo Airscreen di oltre 7 metri, grazie alla collaborazione con La Catasta – Eventi.

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