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Cultura | 31 marzo 2025 | 12:00

Dante sotto la Pietra: la Divina Commedia ai piedi della montagna simbolo dell'Appenino Reggiano

Il massiccio roccioso isolato di Bismantova è citato dall'Alighieri nel Purgatorio. L'iniziativa - una tre giorni interamente dedicata a Dante e alla sua Divina Commedia - è stata promossa da duecento persone con l'obiettivo, a partire dalla scelta di un luogo dall'alto valore simbolico, di "immaginare e introdurre nella religione civile del Paese un momento che celebri, fuori da ogni retorica, il riconoscimento delle comunità nei e con i luoghi"

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Nel quarto canto del Purgatorio della sua Commedia, Dante Alighieri cita la Pietra di Bismantova: “Vassi in Sanleo e discendesi in Noli, montasi su in Bismantova e’n Cacume con esso i piè, ma qui convien ch’om voli”. È a partire da questa indicazione che un gruppo variegato di intellettuali e persone del mondo culturale, di ambientalisti e di persone impegnato per lo sviluppo e la tutela dell'ambiente montano, hanno promosso un Manifesto per indire nella tarda primavera del 2027 una tre giorni interamente dedicata a Dante e alla sua Divina Commedia, da realizzare ai piedi della Pietra, "quel massiccio roccioso dall'inconfondibile ed isolato profilo a forma di nave che contraddistingue il paesaggio dell'Appennino Reggiano" come la descrive il servizio geologico dell'Emilia-Romagna.

 

La Pietra, che fa parte del Parco nazionale dell'Appennino tosco-emiliano (PNATE), ha una lunghezza di un chilometro, una larghezza di 240 metri e un'altezza di 300 metri sull'altopiano che le fa da base, rappresenta un gigantesco esempio di erosione residuale e oggi è un "oggetto di culto dell'alpinismo e dell'arrampicata sportiva", sottolinea il sito del PNATE.

 

"È stato autorevolmente sostenuto che nessun luogo, più della Pietra di Bismantova, propone ai nostri occhi l’immagine dell’Italia di Dante, dunque l’Italia al momento del sorgere e nella più profonda espressione del proprio mito fondatore" spiegano i circa 200 promotori del Manifesto, cche è stato reso pubblico il 25 marzo con una pagina sul quotidiano di Reggio Emilia, La Gazzetta di Reggio.

 

"È già in programma una conversazione con il Sindaco di Castelnovo ne’ Monti (RE), primo destinatario dell’iniziativa, che la emittente Telereggio ospiterà il prossimo 10 aprile alle 8:30 di mattina" informa Giampiero Lupatelli, economista territoriale, vicepresidente della Cooperativa Architetti e Ingegneri di Reggio Emilia (CAIRE).

 

Il senso dell'iniziava, a partire dalla scelta di un luogo dall'alto valore simbolico, è "immaginare e introdurre nella religione civile del Paese un momento che celebri, fuori da ogni retorica, il riconoscimento delle comunità nei e con i luoghi".

 

Pubblichiamo integralmente il Manifesto a cui è possibile aderire scrivendo a g.lupatelli@caire.it

 

DANTE SOTTO LA PIETRA

 

Vassi in Sanleo e discendesi in Noli, montasi su in Bismantova e’n Cacume con esso i piè, ma qui convien ch’om voli

Dante Alighieri: Commedia, Purgatorio IV, 25 ss

 

“... C’è un effetto di silenzio aperto, perpetuamente in ascolto di qualcosa che lo minaccia: e nonostante il timore di una prossima pioggia, questo rumore vorrebbe trattenermi. Vorrei dire come Pietro sul monte Tabor, il luogo della trasfigurazione di Gesù, in Matteo, 17, 4, “Domine, bonum est nos hic esse”

Giulio Ferroni: L’Italia di Dante pagg.1137-38

 

Se la Commedia da origine tanto alla lingua italiana, quanto all’idea di Italia e raggiunge il vertice letterario d’ogni tempo, Dante diviene autorità assoluta non solo per la letteratura ma anche per la storia italiana

Luigi Zoja: Narrare l’Italia Dal vertice del mondo al Novecento – pag.65

 

È stato autorevolmente sostenuto che nessun luogo, più della Pietra di Bismantova, propone ai nostri occhi l’immagine dell’Italia di Dante, dunque l’Italia al momento del sorgere e nella più profonda espressione del proprio mito fondatore.

 

L’evidenza geografica della Pietra, l’ampiezza e la varietà delle sue frequentazioni, il valore simbolico che ad essa si associa, la propongono come un riferimento potentissimo per immaginare e introdurre nella religione civile del Paese un momento che celebri, fuori da ogni retorica, il riconoscimento delle comunità nei e con i luoghi.

 

La Pietra evoca una universalità nello spazio e nel tempo che dobbiamo leggere nella dimensione locale delle comunità dell’Appennino Emiliano, nella dimensione nazionale della lingua italiana e, in una proiezione cosmopolita che, nel riconoscimento dantesco della unità politica – europea - dell’Impero, ne abbraccia le lingue e le culture, nella consapevolezza letteraria che, con Borges, vuole che la Commedia sia “apice della letteratura e delle letterature”.

 

Abbiamo immaginato che questo momento di riconoscimento del singolare elevarsi della Pietra nella estensione dell’universo montano, dagli Appennini alle Alpi, e del suo contestuale immergersi nella profondità delle radici della nostra consapevolezza nazionale, trovi espressione in una lectura dantis integrale che, nella unità di tempo e spazio convenientemente allestita nell’impianto scenografico della Pietra, prenda vita nei tre giorni consecutivi di un fine settimana di tarda primavera del 2027.

 

Una maratona letteraria per dare voce a cento e più interpreti, espressione di una moltitudine articolata, chiamato ciascuno a leggere un canto o un brano della Commedia. Una moltitudine fatta di personaggi autorevoli e di gente comune; di protagonisti della cultura e dello spettacolo; di donne e uomini di scienza e di letteratura; di portatori e portatrici di responsabilità politiche; di influencer di nuovo e di vecchio stampo; di studenti, agricoltori, pastori, artigiani; di giovani e meno giovani impegnati nelle attività di cura delle persone e delle terre, a partire da quelle alte.

 

Donne e uomini che intendono questo esercizio corale come manifestazione di un consapevole affetto per le radici da cui la narrazione dantesca trova alimento, e insieme di curiosa disponibilità ad incontrare le attenzioni e i messaggi provenienti da un orizzonte assai più esteso verso cui questa si è saputa rivolgere.

In un gesto che è assieme di amore per la lingua e di riconoscimento appassionato del suo valore politico, in una celebrazione del rilievo delle montagne nella prospettiva locale del suo più diretto rapporto con le culture urbane; in quella nazionale di una attenzione rinnovata ai luoghi dai quali il Paese intero ritrae gran parte delle risorse ambientali, come l’acqua, necessarie alla sua vita; in quella europea e globale che riconosce i luoghi come Patrimonio dell’Umanità e apprezza i prodotti della eccellenza alimentare di questa terra.

 

Siamo ben consapevoli che questa proposta segna una prospettiva davvero molto impegnativa e richiede una convinta adesione e disponibilità delle Istituzioni locali e regionali cui questo appello si rivolge perché ne facciano proprio l’intento e lo vogliano declinare con le attenzioni necessarie.

 

Siamo anche convinti che una iniziativa così complessa e ambiziosa richiede la attenzione, la partecipazione e la determinazione a fare, di una schiera assai vasta di persone, pronte ad assumere responsabilità ed impegni che il procedere degli eventi e – ci auguriamo – il progressivo perfezionamento del progetto, renderanno via via più chiari.

 

Per questo dichiariamo la disponibilità ad assumere queste responsabilità e questi impegni, ciascuno di noi per quanto si converrà ai propri mezzi e alle proprie capacità, gli uni come le altre fragili e inadeguati, ma tutti insieme come corpo civile che ha orgoglio e ambizioni non minori delle istituzioni cui rivolge il proprio invito.

 

Nel farlo, ci costituiamo come Comitato Promotore dell’evento chiedendo attenzione e udienza alle istituzioni della Montagna, delle Città e della Regione per valutarne assieme le condizioni di fattibilità e di successo.

 

Bismantova, 25 marzo 2025

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