"Manifestare (in montagna) non serve a niente?". Le 290 persone, salite nel Vallone delle Cime Bianche per opporsi collegamento funiviario, dimostrano l'importanza della partecipazione

Partecipare fisicamente è un modo per ritrovare la misura in una società che, nella connessione ininterrotta, vede un progressivo indebolimento delle relazioni; è una misura da prendere per sentirsi meno soli con le proprie sensibilità. Accorgimento importante perché, nella condivisione, è facile trovare nuove motivazioni e speranze, evitando di precipitare nello sconforto e, di conseguenza, nell’inazione

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
"Manifestare, ormai, non serve a niente".
Sabato scorso, mentre risalivo il Vallone delle Cime Bianche assieme ad altre 290 persone, mi sono tornate in mente queste parole, origliate di recente in un bar.
A pronunciarsi, scandendo bene quasi volesse emettere una sentenza, era stato un ragazzo seduto a breve distanza da me. I suoi amici gli avevano dimostrato approvazione annuendo e il discorso si era esaurito con un sorso di birra.

Ripensando a quella conversazione, osservavo i manifestanti snodarsi tra le balze del Vallone per opporsi alla realizzazione di un impianto di collegamento funiviario (l'ennesimo) che andrebbe a compromettere irrimediabilmente una delle valli più suggestive delle Alpi.
Un serpentone anagraficamente eterogeneo, unito dal desiderio di esprimere ai politici la richiesta di perseguire - almeno questa volta - la strada del buon senso.

Quel ragazzo si sbagliava, ho constatato con maggiore convinzione dopo aver conversato con diverse persone presenti all’iniziativa: manifestare ha ancora un significato profondo, anche nelle aree più difficili da raggiungere; anche nelle valli più periferiche.
Partecipare fisicamente è un modo per ritrovare la misura in una società che, nella connessione ininterrotta, vede un progressivo indebolimento delle relazioni; è una misura da prendere per sentirsi meno soli con le proprie sensibilità - come mi ha insegnato Giovanni Ludovico Montagnani presentandomi il progetto Ci Sarà un Bel Clima -. Accorgimento importante perché, nella condivisione, è facile trovare nuove motivazioni e speranze, evitando di precipitare nello sconforto e, di conseguenza, nell’inazione.












