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Sport | 02 novembre 2026 | 06:00

Come si fa a stabilire quando è possibile salire sui crateri dell'Etna? 3 fattori possono impedire di raggiungere le bocche sommitali

Raggiungere la sommità del vulcano è uno spettacolo unico ma anche un'escursione non da poco: il terreno etneo può essere insidioso e la temperatura percepita può sfiorare gli 0 gradi anche in estate. Inoltre, non sempre l'accesso alla sommità è consentito. A quali condizioni è possibile raggiungere il bordo del cratere? Quali parametri devono essere valutati per preparare un'escursione? Lo chiediamo ad una guida vulcanologica

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Bastoncini da escursionismo, dissipatore e caschetto per le ferrate, pala e artva per lo scialpinismo, ramponi e piccozza per la progressione in conserva nei ghiacciai: ad ognuno il suo. Ogni modo di frequentare la montagna ha le sue regole, le sue attrezzature e le sue opportunità. Questo vale per la montagna, ma se invece parlassimo di un vulcano?

 

In mancanza di una vera e propria vetta, è possibile raggiungere il cratere? In che modo? Quali condizioni lo permettono? Naturalmente, dipende da vulcano a vulcano: in Italia si incontrano vulcani ormai estinti, vulcani da tempo quiescenti e vulcani ancora oggi caratterizzati da un'attività eruttiva quasi continua.

 

L'isola di Vulcano e il Vesuvio, ad esempio, possono essere scalati nella loro interezza, fino al cratere posto sulla sommità. Non così Stromboli, celebre per la sua attività esplosiva persistente, dove l'ascesa è vietata dai 400 metri fino al cratere, situato a 926 metri.

 

L'Etna invece, il vulcano attivo più alto d'Europa può essere scalabile fino agli oltre 3mila metri dei crateri sommitali. Attualmente, si può salire fino a circa 3300 metri: non è possibile raggiungere il Cratere Voragine: la vera e propria "cima" dell'Etna, a 3400 metri. In condizioni di pericolosità ordinaria, ad ogni modo, per salire oltre una certa quota (2750 metri sul versante sud e 2800 sul versante nord) è obbligatorio affidarsi ad una guida vulcanologica.

 

In occasione di un recente viaggio in Sicilia, ci siamo chiesti come si preparasse un'ascensione in sicurezza sull'Etna. Ne parliamo in questo articolo con Giuseppe Privitera, guida vulcanologica di Zafferana etnea, che da anni accompagna escursionisti italiani e stranieri sulle pendici del monte dove è nato, raccontando loro la botanica, la morfologia e la storia dei suoi paesaggi lunari.

Qual è il periodo ideale per un'ascensione sull'Etna?

 

Non esiste un vero e proprio periodo migliore rispetto ad un altro, il vulcano offre bellezze da poter sfruttare tutto l'anno. Le attività escursionistiche predisposte dalle guide vengono infatti eseguite ogni giorno di ogni mese in funzione delle condizioni climatiche e vulcaniche. Il periodo più adatto per salire oltre i 3000 metri è quello da aprile a novembre. In particolare i mesi di giugno-luglio e settembre-ottobre, periodi dell'anno in cui le condizioni climatiche in alta quota risultano tendenzialmente più stabili ed adatte all'effettuazione dei trekking ai crateri sommitali. In inverno, in caso di nevicate abbondanti, le ascese risultano più tecniche e si eseguono attraversi l'utilizzo di attrezzature alpinistiche come, sci o ramponi per le attività sopra quota 2300 metri. Per le attività a quote più basse in caso di presenza di neve si utilizzano le ciaspole.

 

 

Quali sono le vie di ascesa ai crateri sommitali? Come scegliere se intraprendere l'una o l'altra?

 

Le principali vie d'accesso ai crateri sommitali sono il rifugio Sapienza, sul versante sud, e Piano Provenzana, sul versante nord. Entrambe consentono di salire fino alle alte quote del vulcano a un pubblico vasto ed eterogeneo, dall'appassionato escursionista neofita all'escursionista esperto. Per chi non è avvezzo a lunghe salite e dislivelli importanti, o semplicemente desidera fare un'escursione meno impegnativa, da sud è possibile prendere la funivia, dai 1930 metri fino ai 2500 metri, e successivamente si sale col bus 4x4 fino a 2850 metri circa, in prossimità dei crateri Barbagallo. Da lì inizia la vera escursione a piedi per poi arrivare sui crateri sommitali. Anche il versante nord offre pure ottimi bus fuoristrada per salire dai 1800 metri di Piano Provenzana fino ai 2900 metri e da lì iniziare l'escursione. Gli escursionisti più esperti ed allenati potranno invece decidere di fare escursioni solo a piedi, con partenza dalla quota delle stazioni turistiche di rifugio Sapienza a sud e di piano Provenzana a nord. Si tratta di trekking di medio lunga percorrenza, 15-20 chilometri tra andata e ritorno, con dislivello totale in ascesa di circa 1500 metri.

Si può salire in autonomia? Qual è il ruolo della guida vulcanologica?

 

La guida vulcanologica è obbligatoria, in condizioni di rischio vulcanico ordinario, dai circa 2800 metri in su: la sua presenza è necessaria in quanto permette di mitigare il rischio connesso sia ai fenomeni vulcanici sia all'ambiente montano (l'Etna è non solo un vulcano attivo, ma anche una montagna, parecchio alta e con una superficie molto estesa). Di fatto le guide vulcanologiche e le guide alpine sono le uniche figure professionali abilitate ad accompagnare i turisti alle quote sommitali dei vulcani come l'Etna, lo Stromboli, il Vesuvio. In generale sono esperti dei fenomeni vulcanici e delle tecniche escursionistiche adatte al terreno vulcanico attivo o quiescente. La guida vulcanologica ha il compito di illustrare le caratteristiche dell'ambiente montano e vulcanico in cui opera, ma soprattutto di tutelare la sicurezza e incolumità dei propri allievi/clienti, riducendo il rischio nelle aree vulcaniche attive, lungo itinerari tecnicamente impegnativi e in qualsiasi condizione.

 

 

Da quando esiste questa figura?

 

A disciplinare la figura della Guida Vulcanologica è stata la legge nr. 6 del 2 gennaio 1989. La professione di guida vulcanologica è subordinata al conseguimento dell'abilitazione tecnica, nonché all'iscrizione nell'elenco speciale regionale delle Guide vulcanologiche tenuto dal Collegio Regionale delle Guide Alpine-Maestri di alpinismo, Aspiranti Guida e Guide Vulcanologiche, sotto la vigilanza della Regione.  Originariamente, prima di questo inquadramento giuridico, esistevano già da inizio ottocento sul vulcano le guide dell'Etna che accompagnavano i visitatori desiderosi di scoprire i segreti e le bellezze del vulcano. Si trattava per lo più di lavoratori della montagna, come pastori, taglialegna, carbonai, persone dotate di grande rettitudine, preparazione fisica e profonda conoscenza del territorio. Prima della legge che inquadra la professione di guida vulcanologica, le sole guide autorizzate all'accompagnamento ai crateri sommitali erano inquadrate sotto il profilo di guida alpina, a partire dal 1875, istituita e regolamentata dal Cai. Tutt'ora le uniche due figure autorizzate ed abilitate all'accompagnamento sui crateri sommitali sono la guida alpina e la guida vulcanologica.

A quali enti rivolgersi per capire se le condizioni sono favorevoli?

 

                                                                                                                                                                

Si può consultare autonomamente il sito dell'INGV, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, in particolare quello relativo alla sezione di Catania (INGV OE) da cui si possono reperire molti dati aggiornati costantemente dalle reti di monitoraggio del vulcano, per avere informazioni sulle variazioni dell'attività vulcanica dell'Etna. Inoltre sul sito della protezione civile regionale è possibile reperire gli avvisi aggiornati su eventuali restrizioni nell'accesso all'Etna, diramati in caso di potenziale rischio vulcanico per attività ad alta intensità. Inoltre, prima di programmare una visita sull'Etna, è buona cosa confrontarsi sempre con le guide alpine e vulcanologiche, che forniscono preziose informazioni sempre aggiornate sia sulle condizioni vulcaniche sia sul meteo, parametro da non sottovalutare mai in montagna e sull'Etna in particolare, in quanto esposta a forti venti e soggetta a bruschi cambiamenti climatici anche nel giro di pochissimo tempo.

 

 

Quali sono i parametri da considerare?

 

Preparando un'escursione è necessario considerare anzitutto il tremore vulcanico, un segnale sismico continuo che l'Etna genera costantemente, non si tratta della scossa improvvisa di terremoto: è una vibrazione di fondo continua, legata al movimento di magma e gas nei condotti interni del vulcano. Le stazioni sismiche dell'Ingv - Osservatorio Etneo lo registrano 24 ore su 24, e l'istituto pubblica quasi in tempo reale il grafico della sua ampiezza. Vanno poi considerate le condizioni meteo, il livello di preparazione fisica degli escursionisti e la tipologia di obiettivi che gli escursionisti si prefiggono rispetto all'uscita: durata, dislivello luoghi da raggiungere eccetera.

Quali condizioni possono rendere impraticabile la salita ai crateri sommitali?

 

Sono essenzialmente 3 fattori che possono impedire di raggiungere i crateri sommitali: condizioni vulcaniche non favorevoli, condizioni meteorologiche avverse, difficoltà fisiche dell'escursionista legate all'attività motoria in quota o a mancanza di allenamento. Per quanto riguarda il vulcano, un aumento marcato del tremore vulcanico, può essere predittivo di un veloce incremento dell'attività. Ad impedire l'ascesa vi sono poi la possibile emissione copiosa di sabbia e gas lungo le vie di risalita, l'eiezione di materiale piroclastico al di fuori dell'orlo craterico, e la presenza di accumuli di acqua o neve in prossimità di una colata lavica in avanzamento (rischio di esplosioni idromagmatiche). Per quanto riguarda il meteo, invece, i fattori determinanti possono essere forti raffiche di vento sui bordi craterici e i fulmini. Quest'ultimi sono tra le primarie cause di decesso sull'Etna: essendo una montagna isolata e molto alta a ridosso del mare attira violenti e improvvisi temporali. Quest'estate, per esempio, un turista solitario che era andato a vedere la colata di lava di agosto, è morto colpito dal fulmine   

 

Qual è l'abbigliamento adatto ad un'escursione sull'Etna?

 

Per un'ascensione sull'Etna sono necessarie scarpe da trekking, preferibilmente a caviglia alta, pantalone lungo in modo da coprire le calzature e prevenire l'ingresso di sabbia all'interno, cosa molto fastidiosa e frequente sull'Etna, soprattutto in discesa. È necessario poi uno zaino con spazio sufficiente per portare alimenti, acqua, strati di abbigliamento supplementari necessari in caso di variazione delle temperature e una volta raggiunte le quote sommitali (in vetta, la temperatura può sfiorare gli 0 gradi anche in estate). In estate è preferibile indossare abbigliamento leggero e traspirante, per la salita, ma sempre accompagnato da un guscio antivento e uno strato intermedio termico. L'uso dei bastoncini da trekking è consigliato solo a chi ha parziali impedimenti nella deambulazione a causa di infortuni precedenti o a coloro che abitualmente li usano, con esperienza, in montagna. Chi non li ha mai utilizzati è preferibile non ne sperimenti l'uso proprio sull'Etna, in quanto il nostro vulcano presenta terreni molto variegati e spesso sdrucciolevoli, con appoggi per i bastoncini spesso precari i quali possono portare a una perdita di equilibrio paradossalmente dovuta proprio all'utilizzo, improprio, degli stessi. Consigliati sempre, per chi va ai sommitali, sia in estate che in inverno, la crema solare, cappellino con visiera e occhiali protettivi. Inoltre, sull'Etna, è sempre buona idea portare sempre con sé un buff per proteggere le vie respiratorie da eventuali emissioni di sabbia e il caschetto da arrampicata/alpinismo, è un dispositivo di sicurezza indispensabile e obbligatorio, per chi desidera visitare i crateri sommitali

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