"Dopo aver dato indicazioni a migliaia di escursionisti, anche il cartello ha voluto fare la sua escursione". Dai 2000 metri della malga alla spiaggia: una storia che avvicina mare e montagna

"Sarà venuto giù con il maltempo che ha colpito quella zona un mese fa". Ora anche il Nord-Est ha il suo Pinocchio, il lungo viaggio dalle montagne al mare di un pezzo di legno "parlante" (italiano e tedesco)

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
“Ho trovato questo cartello consumato sulla spiaggia di Rosolina Mare vicino alle foci del fiume Adige”. Tra le crepe del legno si distingue una scritta, “Falser Alm”.
Raccogliendo dall’acqua l’insegna di legno con quell’iscrizione in tedesco, per un attimo sembra di sentire il rumore del vento che passa tra i pascoli dell’Alto Adige. Ma è soltanto un attimo. Poi il sole torna a scottare la pelle, e di nuovo ci si trova con i piedi tra le sabbie sottili delle spiagge adriatiche.
Dev’essere andata così ad Angelica Ricchi che, ieri pomeriggio, ha pubblicato il post sulla pagina Facebook MeranO Community. Ma qual è l’origine di quell’insegna? E com'è arrivato tra il Delta del Po e la foce dell’Adige, nell’allegro lido di Rosolina?
Quello che ha tutte le sembianze di un breve sogno, avrà pensato Angelica, non poteva evitare di essere indagato. Così ha lanciato l’appello nel gruppo social: “Credo arrivi da una malga nelle zone di Merano. Qualcuno può confermarlo?”.
Le risposte non sono mancate, spesso in forma di fotografie ritraenti scenari da fiaba: malghe, staccionate, prati verdi e laghi di montagna. Presto le ricerche si restringono alla Val Passiria: qualcuno azzarda l’ipotesi, ma sbaglia di qualche metro di dislivello. Finalmente, si scopre la Cenerentola che ha perduto la scarpetta: è Malga Valser Alm, o Falser Alm, nel Parco Naturale Gruppo di Tessa.
Si trova ai piedi dello splendido lago Faglssee, sopra la Val Passiria. È aperta nei mesi estivi, mentre d’inverno riposa pittorescamente coperta dalla neve. Fa parte del parco più grande dell’Alto Adige, che custodisce una biodiversità vegetale e faunistica di incommensurabile valore naturalistico.
Tra i commenti, intanto, qualcuno già prova a ricostruire la vicenda che ha portato la segnaletica 1980 metri più in basso. “Sarà venuto giù con il maltempo che ha colpito quella zona un mese fa”. Questo spiega la rottura del cartello, ma come ha percorso tutta la strada?
Un'ulteriore ipotesi è arrivata, provvidenziale, da un altro utente del gruppo. “Dopo aver dato indicazioni a migliaia di escursionisti, anche il cartello ha voluto fare la sua di escursione. Bel ritrovamento, unisce due realtà diametrali, le vette e il mare, legate tra loro da una via d'acqua, dapprima un torrentello, poi il Passirio e infine l'Adige a condurlo nell'Adriatico, terminale di tutti i corsi d'acqua delle Alpi che scendono in pianura Padana”.
“Preferisci mare o montagna?”. Forse quel cartello ora saprebbe rispondere a questa domanda. Probabilmente, però, la risposta non soddisferebbe la nostra tendenza a razionalizzare il mondo per separazione. Da capo a piedi, la nostra penisola è un continuo scambio di sguardi tra l’uno e l’altra, un continuo scambio di vita che scende inesorabile sui letti dei fiumi; ora con violenza, ora con dolcezza. Se questa storia può raccontarci qualcosa, forse è proprio che non c’è dicotomia tra mare e montagna, tantomeno contrasto, ma un’eterna continuità.
Così, tra un temporale di inizio estate a 2000 metri e l’ultimo bagno al mare di settembre, spazio e tempo si annullano in un pezzo di legno.













