Furono le sole persone a rimanere sul Toc quella spaventosa notte: "Passai da Fulvio e Carmela per convincerli a venire in paese, ma loro erano decisi a restare lì"

"Quella sera la furia delle acque spazzò via la loro casa. I corpi non furono più ritrovati". La storia di Fulvio e Carmela è stata raccolta dal progetto "Ti rivedrò con gli occhi della Memoria", una web app che vuole essere un viaggio attraverso Erto e Casso, dentro a un'istantanea di quei momenti in cui la storia si è fermata con la tragedia del Vajont

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
“Fulvio e Carmela stavano qui, sul Toc - si legge nella guida - in località pian de Sot, ai margini della frana”. Da quassù lo sguardo spazia verso Casso. Vicino al pozzo, s’intravedono i resti della stalla.
“I coniugi avevano due mucche e portavano il latte nella latteria turnaria, la casina, nella località Canevèr. Nella stalla, vicino al pozzo, tenevano anche una manza che con il passare degli anni avrebbe sostituito la loro mucca più anziana”.

Dietro alla loro casa passava la strada circumlacuale. Quel 9 ottobre, l’amico e compaesano Checo Buc’ passò a trovare i coniugi. Doveva lasciare loro in affidamento il maiale in vista della macellazione. Sarà l’ultima persona ad avere loro notizie.
“…Venendo via dal Toc - racconta - passai da Fulvio e Carmela per convincerli a venire in paese, ma loro erano decisi a rimanere lì. Lasciai da loro il mio maiale perché eravamo d’accordo che l’avrebbero tenuto tutto il mese di novembre, per poi dividerlo a metà quando lo si avrebbe ammazzato. La loro casa si trovava proprio nella zona sovrastante il muro della diga”.

Il giorno prima il Comune di Erto aveva emanato un’ordinanza rispetto al pericolo frane. “Avviso di pericolo continuato. Si porta a conoscenza della popolazione che gli uffici tecnici della Enel-Sade segnalano l'instabilità delle falde del monte Toc e pertanto è prudente allontanarsi dalla zona che va dal Gorc, oltre Pineda e presso la diga e per tutta la estensione, tanto sotto che sopra la piana. La gente di Casso, in modo particolare, si premuri di approfittare dei mezzi che l'Enel-Sade mette a disposizione per sgomberare ordinatamente la zona, senza frapporre indugio, con animali e cose. Boscaioli e cacciatori cerchino altre plaghe e siccome le frane del Toc potrebbero sollevare ondate paurose su tutto il lago, si avverte ancora tutta la gente e in modo particolare i pescatori che è estremamente pericoloso scendere sulle sponde del lago. Le ondate possono salire le rive per decine di metri e travolgere annegando anche il più esperto dei nuotatori. Chi non ubbidisce ai presenti consigli, mette a repentaglio la propria vita”.

“Furono le sole persone a rimanere sul Toc quella spaventosa notte”, continua Checo. “Tutte le altre, prima di sera avevano già sgombrato ed erano arrivate a Casso portando le mucche e tutto quello che avevano potuto trasportare”.
“Quella sera la furia delle acque spazzò via la casa di Carmela e Fulvio. I loro corpi non furono più ritrovati”.

La storia di Fulvio e Carmela è stata raccolta dal progetto Ti rivedrò con gli occhi della Memoria, una web app che vuole essere un viaggio attraverso Erto e Casso, dentro ad un’istantanea di quei momenti in cui la storia si è fermata. Un'audio-guida con testimonianze e documenti inediti, file audio, foto storiche, indicazioni per raggiungere angoli storici celati, ai quali rendere omaggio.
“La popolazione di Erto e Casso si è unita insieme per questo progetto complesso e toccante”, spiega l’Ecomuseo del Vajont, promotore del progetto. “Superstiti e familiari hanno rilasciato i propri ricordi, aperto il cuore, messo a disposizione materiale fotografico mai visto e cimeli affettivi custoditi con cura nei cassetti; altri sono accorsi numerosi per registrare le loro voci, che ad una ad una, ricostruiscono la mappa dei ricordi”.













