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Storie | 20 luglio 2026 | 18:00

"Ciò di cui abbiamo bisogno è l’istruzione per i nostri figli". Un anno dopo, Edmund Hillary costruì la prima scuola nel Khumbu, in Nepal. Dall'alpinismo all'impegno umanitario: una vita dedicata all'Himalaya

Nasceva oggi, nel 1919, sir Edmund Hillary. Dopo la prima ascesa assoluta dell'Everest, insieme allo sherpa Tenzing Norgay, divenne un esploratore famoso in tutto il mondo, arrivando a raggiungere tutti i "poli" della terra, nonché cavaliere della Corona britannica. La sua eredità più grande, però, è stato il suo impegno umanitario, con la costruzione di scuole e ospedali per le genti di Nepal e Tibet. Tutto iniziò in una notte di accampamento in ghiacciaio

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Centosette anni fa, in un paese a sud di Auckland, in Nuova Zelanda, nasceva Edmund Hillary: il primo uomo, insieme allo sherpa Tenzing Norgay, a raggiungere la cima dell’Everest nel 1953. Di ritorno dalla vetta, scoprì che la sua fama era esplosa in tutto il mondo e presto divenne "sir" Edmund Hillary, nominato Cavaliere Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico. Da quel giorno, un apicoltore neozelandese, veterano della Seconda Guerra Mondiale e grande appassionato di alpinismo, divenne parte della storia di questa pratica e dell’esplorazione in generale, cui non smise mai di dedicarsi.

 

Negli anni a seguire, Hillary partecipò a numerose spedizioni in Himalaya e non solo. Nel gennaio del 1958 raggiunse il Polo Sud, divenendo il terzo uomo della storia a raggiungerlo. Nel 1977 risalì il fiume Gange, dalla foce nell’oceano indiano fino alle sorgenti himalayane. Fu persino il primo a raggiungere i cosiddetti tre poli della terra: l’Everest, il Polo Sud e il Polo Nord. Ciò che però lo stesso Edmund Hillary ha da sempre considerato la sua eredità più grande è piuttosto il suo impegno umanitario. Dal 1960, quando ha fondato la Himalayan Trust, un’organizzazione impegnata tutt’oggi in progetti umanitari per il popolo nepalese, Hillary non ha infatti mai smesso di dedicarsi e queste genti e al loro territorio.

 

L’attenzione alla popolazione sherpa era già emersa dopo l’ascesa dell’Everest, quando - nonostante alcuni manifesti ritraessero il neozelandese portato a spalle sull’Everest dallo sherpa - sia Hillary che Tenzing evitarono di alimentare la polemica su chi per primo avesse toccato la vetta, sostenendo di esserci arrivati all’unisono. Solo anni dopo, Tenzing scrisse che Hillary era davanti quando raggiunsero il punto più alto. Di lì e con le successive spedizioni, nacque un rapporto profondo tra Hillary e le genti sherpa.

 

"Fu il coinvolgimento della gente del posto", raccontava Hillary in un’intervista del 2000. "Tutto è iniziato con l’Everest e le altre spedizioni. Ho sviluppato un grande affetto e rispetto per le genti di montagna dell’Himalaya. Come conseguenza ai loro desideri ho deciso di fondare prima di tutto una scuola a Khumjung e poi in seguito altre scuole, ospedali e attività. Ma era tutto in risposta ad un sentimento di amicizia che sentivo di avere con gli sherpa".

 

Pare che l’inizio di tutto sia avvenuto una sera del 1960, in un accampamento in ghiacciaio. Hillary si trovava nella regione dell'Everest a capo di una spedizione che studiava la fisiologia d'alta quota. Fu allora che il neozelandese chiese allo sherpa Sirdar Urkien cosa desiderasse per i suoi figli e per il popolo Sherpa.

 

"Se ci fosse qualcosa che potessimo fare per gli sherpa, cosa sarebbe?", racconta di aver chiesto Hillary. "Sappiamo di essere forti come te, forse più forti, ma ciò di cui ha bisogno la nostra comunità è l’istruzione, l’istruzione per i nostri figli", rispose Urkien. "Se potessi dare vita ad una scuola da qualche parte, dove suggeriresti che fosse?", chiese allora il neozelandese. E lo sherpa: "Nel villaggio di Khumjung".

 

Nel 1961, mantenne la sua promessa costruendo la prima scuola nella regione del Khumbu, in Nepal. Seguirono altre scuole, 26 in totale nell'arco di 30 anni. Per facilitare il trasporto dei materiali da costruzione, lo stesso Hillary decise di costruire una pista di atterraggio, un'impresa non facile in quel paesaggio montuoso. Il sito scelto fu infine accanto al piccolo villaggio di Lukla. Oggi, quella cittadina, con la sua pista di atterraggio, è la seconda più trafficata del Nepal (la novità attirò più turisti di quanti il suo promotore avrebbe gradito). 

 

Allora, confessa l’alpinista, pensava che la costruzione della scuola di Khunjung sarebbe stata un’operazione isolata, e poi sarebbe tornato ad occuparsi di altro, ma così non accadde. "Dopo quella prima scuola, invece, abbiamo continuato a ricevere petizioni da molti altri villaggi, a molte miglia e molti giorni di cammino, tutti chiedevano assistenza per scuole, cliniche mediche o altro. Poiché questi sembravano progetti molto validi è diventata un’abitudine continuare a lavorare sodo per convincere le persone a contribuire tramite dei fondi alla costruzione di queste strutture, per poi lavorare attivamente con gli sherpa per metterle in piedi".

 

Nel 1966, Hillary realizzò un'altra sua ambizione costruendo un piccolo ospedale a Khunde e affidandolo come personale a volontari neozelandesi. Un traguardo fondamentale si raggiunse quando l’operatore sanitario Kami Temba, dopo 20 anni di lavoro presso l'ospedale, ottenne un posto alla Facoltà di Medicina delle Fiji, che gli permise di conseguire la laurea e diventare il Dott. Kami Temba, direttore Sanitario dell'Ospedale di Khunde.

 

Negli anni, al suo impegno umanitario si unì ad una maturata sensibilità ambientale, che lo portò - tra le altre cose - a farsi portavoce di gruppi ambientalisti chiedendo al Comitato del Patrimonio Mondiale di inserire il Parco Nazionale di Sagarmatha, nell'Himalaya, nella lista dei siti a rischio e rivolgendo un appello ai governi mondiali per proteggere la catena himalayana dagli effetti dei cambiamenti climatici, chiedendo un impegno concreto nella riduzione delle emissioni di gas serra. 

 

Negli anni della maturità, davanti all'aumento delle spedizioni commerciali, Hillary divenne un fermo oppositore di quella che considerava una mercificazione della montagna, stigmatizzando i turisti facoltosi che pagavano cifre enormi per raggiungere le vette più alte del pianeta, senza consapevolezza né attenzione per l'ambiente. Rispetto all’impatto della crescente frequentazione del monte Everest e sulle montagne di tutto il mondo, sempre in quell’intervista del 2000, Hillary mostrava di offrire uno sguardo in parte ottimistico sul futuro di questa pratica: "Non eravamo diversi quando abbiamo iniziato, quando le questioni ambientali non erano un problema e quindi abbiamo lasciato bombole di ossigeno vuote dal polo sud fin sulle montagne più alte, e anche un bel po’ di spazzatura giù ai campi base - affermò l'alpinista -. Col passare del tempo sono diventato un ambientalista entusiasta e ora mi pento del fatto che noi stessi abbiamo dato adito a quest’abitudine di lasciare residui sulla montagna, che è diventata davvero pessima. Quanto sei su una montagna come l’Everest l’ultima cosa che pensi è come portar giù la spazzatura, ma negli ultimi anni molte spedizioni sono diventate molto più responsabili. Hanno portato giù le loro cose e alcune anche le cose lasciate da altre spedizioni. C’è ancora molto da fare, ma mi sembra si stia percorrendo la giusta strada".

 

Per oltre vent’anni, Edmund Hillary fu anche presidente onorario dell'American Himalayan Foundation, un'associazione non-profit che cerca di migliorare l'equilibrio ecologico e le condizioni di vita dei popoli di Nepal e Tibet, dove molti vivono ancora senza assistenza sanitaria, istruzione, acqua potabile o ponti che colleghino i villaggi remoti.

 

La sua non fu affatto una vita semplice, ma non smise mai di avere come primo proposito il sostegno delle popolazioni e dei territori che avevano ospitato il suo più grande successo alpinistico. Nel 1975, quando venne costruito l'Ospedale di Phaplu, Hillary fu segnato da una tragedia: un incidente portò la morte all’amata moglie Louise e alla figlia minore Belinda, che stavano tornando in aereo da Kathmandu a Phaplu. Nonostante ciò, Edmund Hillary continuò a visitare i progetti dell’Himalayan Trust ogni anno fino a quello della sua morte, avvenuta nel 2008, all'età di 88 anni.

 

Disse: "La cosa che ritengo più significativa tra quelle che sono riuscito a realizzare è stata la costruzione di scuole e cliniche. Ciò mi ha dato più soddisfazione di aver messo piede su una montagna". Parole che racchiudono l'essenza del suo legame con le terre alte e con le comunità che le abitano, sintetizzando il senso di una vita intera.

 

 

Foto in apertura da himalayantrust.org

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