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Storie | 08 aprile 2025 | 06:00

"Tutti vanno in città, ma io resto": due diciannovenni hanno salvato due edicole di montagna destinate alla chiusura

Ci sono due cronache di terre alte dall’Appennino emiliano, una sul versante modenese l’altra sul versante reggiano che, a distanza di circa 30 chilometri, ci raccontano suppergiù la stessa storia di resilienza e non rassegnazione. Giulia Piras e Davide Tagliati sono i protagonisti di due storie che si somigliano davvero tanto. Entrambi diciannovenni, hanno scelto di rilevare un’edicola di montagna destinata a chiudere per rilanciarla e dare nuova vita - e nuova speranza - alle comunità che orbitano intorno a questi piccoli presidi di cultura e senso civico.

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
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Tutti in città. I centri urbani - ci hanno sempre detto - danno la possibilità di vivere e spostarsi con maggior agio, di avere servizi a portata di mano, di godere, in ultima analisi, di una qualità della vita migliore. Se il boom economico degli anni Sessanta e la conseguente crescita impetuosa tra edilizia e terziarizzazione delle nostre città, negli anni Ottanta e Novanta del Novecento, hanno disinnescato sul nascere una potenziale contronarrazione delle aree interne e rurali del nostro Paese, i primi anni Venti del nuovo secolo, invece, con gli effetti dirompenti della pandemia da Coronavirus, hanno quantomeno rimesso al centro un nuovo modello di vita fatto (forse) di qualche scomodità in più ma anche di ritmi più lenti, armoniosi e umani. 

 

Ci sono due cronache di terre alte dall’Appennino emiliano, una sul versante modenese l’altra sul versante reggiano che, a distanza di circa 30 chilometri, ci raccontano suppergiù la stessa storia di resilienza e non rassegnazione.

 

Giulia Piras e Davide Tagliati sono i protagonisti di due storie che si somigliano davvero tanto. Entrambi diciannovenni, hanno scelto di rilevare un’edicola di montagna destinata a chiudere per rilanciarla e dare nuova vita - e nuova speranza - alle comunità che orbitano intorno a questi piccoli presidi di cultura e senso civico.

 


L'edicola di Giulia Piras (a sinistra, foto da Tgcom)

 

Giulia vive a Farneta di Montefiorino (Modena), Davide a a Castelnovo Monti (Reggio Emilia). Non si conoscono ma hanno messo in piedi la stessa azione dimostrativa.

 

“Tutti vanno in città, ma io resto”, dice candidamente Giulia alla stampa locale e alle troupe televisive nazionali che in questi mesi hanno letteralmente preso d’assalto il suo punto vendita. “Farneta è un paese piccolo, ma a me è sempre piaciuto starci. C’è un modello delle relazioni umane diverso rispetto al centro urbano, diciamo pure un modo più diretto di dirsi le cose e legami più autentici. Quando entro in un negozio in città io pago e me ne vado, mentre qui conosco tutti e posso scambiare con chiunque quattro chiacchiere”. 

 

“I miei compaesani”, prosegue la ragazza, “erano terrorizzati dall’idea di vedere l’edicola sparire: molti non hanno l’automobile e non potrebbero recarsi ogni giorno ad acquistare il giornale. Quindi, nonostante mi sia scontrata e continui a scontrarmi con una burocrazia allucinante, resisto e vado avanti anche in nome di un patto sancito tra me e le persone che abitano a Farneta”.

 

Nell’edicola Giulia non vende solamente quotidiani, “ma anche prodotti da cartoleria e poi trucchi, intimo e in generale articoli da regalo. Potevo scegliere se continuare a vendere anche i giornali oppure no: ho deciso di farlo perché penso che sia importante. Vero che i mezzi digitali hanno superato e in alcuni casi soppiantato la lettura del giornale di carta, ma noto che ci sono ancora tante persone, specie tra le fasce della popolazione più anziana, che vogliono acquistare il giornale cartaceo”.

 


L'edicola di Davide Tagliati (a destra, foto di Redacon)

 

Davide Tagliati abita a esattamente 100 metri dal suo posto di lavoro. Una scelta di convenienza si potrebbe obiettare. Eppure, in lui, come già in Giulia, emerge con spontaneità e delicatezza la forza dirompente dell’essere andato controcorrente. “Per me è un’emozione, ogni giorno si conoscono persone nuove. Potevo essere uno di quei giovani che va in città o in giro per il mondo, ma mi è parso più onesto e naturale rimanere qui, dove ci sono le mie radici, e provare a realizzare un sogno”.

 

La passione per le edicole risale alle elementari, quando “il mio interesse principale erano le figurine. Alle superiori ho cominciato a leggere giornali e riviste e oggi eccomi qui. Sono nato e cresciuto a Castelnovo Monti e sono molto legato alla cultura di questo territorio”. 

 

I giornali, da soli, anche per Davide non sono una fonte di reddito sufficiente: “Vendiamo i biglietti degli autobus e diamo un servizio di fotocopie. A ciò, in un futuro molto vicino, vorrei affiancare la vendita dei libri, visto che a Castelnovo Monti una vera e propria libreria non c’è. Il mio obiettivo è creare un ambiente che sia sì moderno e rinnovato, ma anche in grado di soddisfare le richieste dei miei compaesani”.

 

La gestione quotidiana dell’attività non è semplice - al mattino alle 5.45 si comincia e alla sera se tutto va bene si chiude alle 19 - ma Davide non si scompone. “Ho la collaborazione dei miei genitori e la carica degli amici”.

 

Giulia e Davide, nel loro piccolo, hanno fatto qualcosa di unico: non cedere alle sirene dell’abbandono forzato e mainstream della montagna. Una piccola goccia nell’oceano dei problemi ad alta quota, certo, ma pur sempre un contributo prezioso e impareggiabile alla vitalità di due comunità dell’Appennino modenese e reggiano. È di piccoli gesti, in fondo, che si nutre il cambiamento e l’evoluzione delle nostre società.

 

In copertina, Giulia Piras e Davide Tagliati (fonte delle foto: www.redacon.it)

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