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Storie | 08 settembre 2026 | 18:00

Da Milano a un piccolo paese di montagna: cambiano vita grazie a un progetto scovato per caso sul web. "Se ci avessero detto che avremmo lasciato la città per la Carnia avremmo sorriso increduli"

A Cercivento (in provincia di Udine), Roberto Vitulli e Jeanneth Caren sono diventati l'anima di Saût, un progetto erboristico e sociale nato più di vent'anni fa, gestito dalla cooperativa Menaus. Tra la coltivazione di piante officinali, la produzione di tisane e cosmesi naturale, l'iniziativa mantiene la tradizione della raccolta e lavorazione delle erbe e offre opportunità di inclusione a persone con fragilità

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Se qualche anno fa ci avessero detto che avremmo lasciato la città per vivere in un piccolo paese di montagna, probabilmente avremmo sorriso increduli. Eppure, oggi, siamo qui, a costruire un nuovo capitolo della nostra vita”. Inizia così la nostra chiacchierata con Roberto Vitulli. Insieme a sua moglie, Jeanneth Caren, originaria del Guatemala, e a Ian, loro figlio, oggi tredicenne, vivono a Cercivento, in Carnia. E lì lavorano per Saût, un progetto di coltivazione di erbe officinali con l’intento di realizzare tisane, creme, detergenti, sali e oli di alta qualità, coinvolgendo anche persone con svantaggio sociale e diverse abilità psico-fisiche.

 

La nostra storia inizia nella provincia di Milano, una zona piena di opportunità, ma anche di ritmi frenetici. Sentivamo il bisogno di qualcosa di diverso, un cambiamento che ci permettesse di vivere in modo più autentico, più vicino alla natura e ai suoi tempi. Abbiamo scoperto la Carnia quasi per caso, grazie al progetto Vieni a vivere e lavorare in montagna, scovato casualmente sul web. Così, spinti dalla voglia di cambiamento, siamo venuti a vedere con i nostri occhi. È bastato poco per innamorarci: i boschi, le montagne, il silenzio, la sensazione di spazio e libertà. Ci siamo chiesti “perché non provare”? E così abbiamo deciso di restare”, aggiunge con entusiasmo Robert. Jeanneth annuisce, guardandolo con gli occhi sorridenti. 

 

Roberto e Jeanneth Caren sono arrivati due anni fa in Carnia. “ Le prime giornate sono state un mix di emozioni. Da un lato l'entusiasmo della novità, dall'altro la consapevolezza delle sfide da affrontare. La più grande è stata senz'altro quella di trovare una casa in affitto da cui poter iniziare. Per i primi 15 giorni non c’erano opzioni e abbiamo vissuto in macchina, un'esperienza che ci ha messo alla prova e ci ha anche resi ancora più determinati a trovare il nostro posto qui. Ma il vero cambiamento è stato umano: i primi incontri con i vicini, in Val Pesarina, ci hanno fatto sentire accolti. Abbiamo scoperto persone che, pur con una riservatezza iniziale, hanno saputo regalarci consigli preziosi e momenti di autentica condivisione. Vivere in montagna non è solo una questione di paesaggio, è un modo di pensare e di sentire. Abbiamo riscoperto la bellezza delle piccole cose: il suono della neve che cade, il profumo del legno appena spaccato, il silenzio della notte interrotto solo dal vento. In città eravamo abituati a correre, qui abbiamo imparato a rallentare. E poi c'è la comunità. In un paese piccolo tutti si conoscono, e anche se all'inizio ci si sente “i nuovi arrivati”, basta poco per entrare a far parte  della vita del luogo. Le feste tradizionali, le chiacchiere scambiate dal panettiere o per strada, piccoli gesti di gentilezza e condivisione sono momenti semplici, ma che fanno la differenza”, raccontano, sempre con il sorriso. 

 

“Vogliamo creare qualcosa che valorizzi il territorio, desideriamo permettere ad altre persone di scoprire la bellezza di questa valle”, mi raccontavano l’anno scorso, quando ci siamo conosciuti, in Val Pesarina. Roberto lavorava in supermercato e Jeanneth in un hotel. Poi, complice un mercatino, hanno conosciuto Saût, un progetto erboristico e sociale nato a Cercivento, sempre in Carnia. E ora sono l’anima della cooperativa che gestisce Saût e si dividono tra i campi, il laboratorio, l’ufficio, i mercati. “Si lavora spesso anche per 12 ore di fila e in piena stagione non esiste la domenica”, spiega Roberto. È una vita piena, coinvolgente, faticosa, ma bella. Hanno lasciato la Val Pesarina, con non poco dispiacere, e hanno trovato casa, oltre che il lavoro, a Cercivento, alla confluenza tra la Valcalda e la Valle del But. Hanno un progetto impegnativo e ambizioso, che vogliono far crescere.

 

“Saût dipende da noi e ci coinvolge dalla raccolta alla vendita. È un progetto nato più di vent’anni fa, per mantenere le tradizioni e la cultura montana. Un progetto importante, bellissimo, ma che pian piano stava perdendo smalto. È entrata in gioco quindi, nel 2023, la cooperativa sociale Menaus, che ora gestisce il marchio Saût. Lavoriamo con persone seguite dal Centro di salute mentale, con chi sta affrontando problemi dovuti all’alcool. Viviamo insieme i loro e i nostri piccoli e grandi successi, giorno per giorno. Uniti. Perché dentro Saût ci sono mani e amore, persone e storie. Insieme, vogliamo riportare in vita la tradizione della raccolta e della lavorazione delle erbe. Qui già più di cent’anni fa c’erano donne che proponevano le loro pomate pregiate, le loro tinture preziose. Vogliamo farle conoscere, desideriamo aiutare le persone a riconnettersi con la natura. È qualcosa di essenziale, che sentiamo essere profondamente nostro”, spiegano, immersi tra fiori di lavanda e di malva, mentre nell’alambicco il rosmarino sta diventando olio e idrolato. Sono indaffarati, forse sopraffatti dalle cose, ma felici.

 

“Possiamo dire con certezza che lasciare la città è stata la scelta giusta. Certo, le difficoltà non mancano e il cammino è ancora lungo, ma la soddisfazione di costruire qualcosa con le nostre mani e di vivere secondo i nostri valori ripaga ogni fatica. Siamo felici di essere qui e di poter contribuire, nel nostro piccolo, a valorizzare questa valle meravigliosa. Speriamo che sempre più persone possano scoprire queste bellezze e capire che, a volte, il vero tesoro si nasconde proprio dove sembra non esserci nulla”, chiosano. Li lascio nel loro laboratorio nel cuore del paese. Fuori le voci di qualche bambino che gioca, i fiori alle finestre, il verde intenso del bosco oltre i tetti delle case . Certo, Milano da qui è davvero lontana. 

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