Contenuto sponsorizzato
Storie | 12 settembre 2026 | 12:00

Un bambino al suo risveglio strilla perché la sua tazza di latte gli è stata rubata da un topo: per rimediare al fatto il roditore sale in montagna. Tra le lettere di Gramsci, un principio di cura del territorio

"Il topo e la montagna" è una novella della tradizione popolare sarda. In questo particolare caso non è un menestrello o un cantastorie a tramandarcela, ma Antonio Gramsci in una lettera indirizzata alla moglie Giulia Schucht e ai figli Delio e Giuliano, scritta durante la detenzione per motivi politici nel carcere di Turi. In Gramsci si percepisce il desiderio di lasciare un messaggio significativo ai figli, che rispetti la complessità del reale e che non si fermi alla superficie, senza sconfinare nella pesantezza, ma con la dolcezza di una storia della buonanotte

Quanto spesso ci accorgiamo che nelle massime popolari, nei proverbi, si cela un profondo principio di verità. Una sapienza che nasce dall'esperienza, che si stratifica nel tempo e che si arricchisce man mano di senso. E quanto spesso ci capita di ritrovare in fiabe e favole della tradizione emozioni, sentimenti o fatti accaduti a noi o alla nostra famiglia, un po' come fosse un humus comune, un vero e proprio patrimonio, dal quale tutti partiamo, al quale tutti siamo radicati.

 

Il topo e la montagna è una novella della tradizione popolare sarda che ci tramanda proprio questo tipo di sapienza. E in questo particolare caso non è un menestrello o un cantastorie a tramandarcela, ma Antonio Gramsci in una lettera indirizzata alla moglie Giulia Schucht e ai figli Delio e Giuliano, scritta durante la detenzione per motivi politici nel carcere di Turi.

 

In questa lettera del primo giugno del 1931 non incontriamo il Gramsci politico e ideologo, ma il Gramsci padre, un padre in carcere che non può raccontare più le storie della buonanotte ai figli e allora lascia delle indicazioni di massima alla moglie: "Vorrei ora raccontare a Delio una novella del mio paese che mi pare interessante. Te la riassumo e tu gliela svolgerai, a lui e a Giuliano".

 

La novella è costruita in forma circolare o ad "acchiapparello", come molte storie popolari, una delle canzoni più conosciute che segue questa struttura è Alla fiera dell'Est. Gramsci ci racconta una storia che evidenzia come negli ecosistemi naturali, in questo caso quello montano, tutto è collegato da un filo nascosto, che non possiamo vedere, ma che possiamo percepire, soprattutto quando viene spezzato.

 

Infatti, il racconto parte da una situazione iniziale di equilibrio che viene rotta: un bambino al suo risveglio strilla perché la sua tazza di latte gli è stata rubata da un topo, per rimediare all'errore fatto, il topo deve rivolgersi a vari elementi naturali per arrivare infine alla montagna, che però è stremata dai maltrattamenti che subisce, dagli speculatori che sfruttano i suoi beni, dalla guerra e dai disboscamenti. La montagna sarà disposta ad aiutare il topo solo dopo la promessa che ci sarà qualcuno che si prenderà cura di lei.

 

La natura che ci viene presentata in questa novella si regge su un equilibrio comune, è una realtà organica che supera le divisioni dei singoli ed evidenzia le relazioni e le interconnessioni. È una storia che contiene il seme di un principio ambientalista, di cura del territorio. Infatti, la soluzione al problema iniziale sta proprio nell'assumersi le proprie responsabilità civili ed etiche, nell'impegno nei confronti dell'ambiente.

 

Nonostante il carcere e la distanza dalla famiglia, tra le parole di Gramsci, si percepisce il profondo desiderio di lasciare un messaggio significativo ai figli, che rispetti la complessità del reale e che non si fermi alla superficie, senza sconfinare nella pesantezza, ma con la dolcezza di una storia della buonanotte.

 

Questa lettera ci dimostra come le persone possano essere fermate, incarcerate, persino cancellate dalla storia, ma non il loro pensiero.

 

Il topo e la montagna

 

Carissima Giulia,
puoi domandare a Delio, da parte mia, quale dei racconti di Puskin ami di più. Io veramente ne conosco solo due:
Il galletto d'oro e Il pescatore.
Vorrei ora raccontare a Delio una novella del mio paese che mi pare interessante. Te la riassumo e tu gliela svolgerai, a lui e a Giuliano.
Un bambino dorme. C'è un bricco di latte pronto per il suo risveglio. Un topo si beve il latte. Il bambino, non avendo latte, strilla, e la mamma che non serve a nulla corre dalla capra per avere del latte. La capra gli darà il latte se avrà l'erba da mangiare. Il topo va dalla campagna per l'erba e la campagna arida vuole l'acqua. Il topo va dalla fontana. La fontana è stata rovinata dalla guerra e l'acqua si disperde: vuole il maestro muratore; questo vuole le pietre. Il topo va dalla montagna e avviene un sublime dialogo tra il topo e la montagna che è stata disboscata dagli speculatori e mostra dappertutto le sue ossa senza terra. Il topo racconta tutta la storia e promette che il bambino cresciuto ripianterà i pini, querce, castagni ecc. Così la montagna dà le pietre ecc. e il bimbo ha tanto latte che si lava anche col latte. Cresce, pianta gli alberi, tutto muta; spariscono le ossa della montagna sotto il nuovo humus, la precipitazione atmosferica ridiventa regolare perché gli alberi trattengono i vapori e impediscono ai torrenti di devastare la pianura. Insomma il topo concepisce un vero e proprio piano di lavoro, organico e adatto a un paese rovinato dal disboscamento.
Carissima Giulia, devi proprio raccontare questa novella e poi comunicarmi l'impressione dei bimbi.
Ti abbraccio teneramente.
ANTONIO

la rubrica
La montagna nei libri

Nella convinzione che l'esperienza di un territorio possa acquisire una misura consapevole non solo attraverso la frequentazione, ma anche grazie alla lettura, con la nuova rubrica, La montagna nei libri, ogni settimana pubblicheremo (a volte commentandoli) passaggi, citazioni, riflessioni custodite in libri capaci offrire uno sguardo più attento sui rilievi. D'altronde, per dirla con Johann Wolfgang Goethe, "L'occhio vede ciò che la mente conosce".

Contenuto sponsorizzato