Quel punto rosso era il casco dell'alpinista disperso da mesi: "Senza l'anomalia segnalata dall'intelligenza artificiale in una delle 2600 foto dal drone, probabilmente non sarebbe mai stato trovato"

Di recente, la Bbc ha pubblicato un approfondimento sulle potenzialità delle nuove tecnologie nel campo della gestione delle emergenze. L'articolo mette in luce l'eccellenza del Soccorso Alpino e Speleologico del Piemonte e dedica ampio spazio al racconto dettagliato di un'operazione di ricerca effettuata sulle Alpi Cozie, che ha portato al ritrovamento del corpo di un esperto alpinista in un impervio canale a 3150 metri di quota

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Il ritrovamento del corpo di un alpinista scomparso nel settembre 2024 tra le pieghe impervie delle Alpi Cozie ha segnato un significativo punto di svolta nel modo di concepire le operazioni di ricerca e soccorso nelle terre alte.
A risolvere un enigma che durava da mesi sono state la competenza e la tenacia dei soccorritori, unite alla capacità di integrare l'occhio umano con uno strumento di intelligenza artificiale in grado di scorgere l'invisibile. La vicenda, ripresa di recente anche dalla Bbc, mette in luce l'eccellenza tecnologica del Soccorso Alpino e Speleologico del Piemonte e apre alcune riflessioni di carattere più ampio.
L’emittente pubblica britannica ha pubblicato un approfondimento sulle potenzialità delle nuove tecnologie nel campo della gestione delle emergenze. L’articolo - intitolato Come l'intelligenza artificiale ha risolto il mistero di un alpinista disperso - inizia raccontando nel dettaglio quanto avvenuto sulle Alpi occidentali, attraverso le testimonianze di Simone Bobbio, portavoce del Soccorso Alpino e Speleologico del Piemonte, e di Saverio Isola, pilota di droni e responsabile della stazione del Soccorso Alpino di Torino.
Nicola Ivaldo, chirurgo ortopedico ed esperto alpinista 66enne, risultava disperso dal 14 settembre 2024. La sua assenza dal lavoro aveva fatto scattare l’allarme. "Era partito da solo per un’escursione e, purtroppo, non aveva condiviso i dettagli della sua destinazione con nessuno – riporta la Bbc -. L'unico indizio sulla sua posizione era l'auto che i soccorritori avevano trovato parcheggiata a Castello di Pontechianale, in Valle Varaita".
Da lì, ipotizzarono le squadre di ricerca, l’uomo si era probabilmente diretto a scalare una delle due vette più imponenti delle Alpi Cozie: il Monviso, alto 3.841 metri, o il vicino Visolotto, che tocca i 3.348 metri. Era quanto si poteva desumere dall'ultimo segnale del suo cellulare, tracciato approssimativamente in questa zona, e dal fatto che nessuno – fra i tanti che in quella domenica avevano frequentato i sentieri più battuti – aveva incrociato Ivaldo lungo il cammino.
L’area da passare al setaccio era vastissima, attraversata da centinaia di chilometri di itinerari. Ogni versante presenta molteplici vie di salita. "Più di cinquanta soccorritori hanno perlustrato la zona a piedi per quasi una settimana, mentre un elicottero effettuava diverse missioni nella speranza di avvistarlo dall'alto. Quando è arrivata la prima neve a fine settembre, ogni speranza di trovarlo vivo era svanita e le ricerche sono state interrotte".

Le operazioni sono riprese a luglio dell’anno successivo, quando i canaloni sono tornati a essere in gran parte liberi dalla neve. Due piloti di droni del Soccorso Alpino e Speleologico piemontese, assistiti da tecnici esperti del territorio, hanno sorvolato i versanti ovest e nord del Monviso, ipotizzando un passaggio lungo la cresta nord-ovest. Le ricognizioni ravvicinate hanno consentito di esplorare canali e pareti, raccogliendo immagini e video ad alta risoluzione.
Questa volta i soccorritori hanno potuto contare su un ulteriore supporto: quello fornito dall'intelligenza artificiale (Ia). Coprendo una porzione di territorio impervio di ben 183 ettari, i droni hanno catturato 2600 fotogrammi, che poi sono stati caricati su un software in dotazione al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.
Questo programma, utilizzando l’intelligenza artificiale, è stato "in grado di analizzare le migliaia di foto scattate da droni che potevano volare vicino alle pareti rocciose e risalire i numerosi canaloni che solcano i fianchi delle montagne. I due droni hanno impiegato solo cinque ore per catturare migliaia di immagini, analizzate il giorno stesso per identificare i punti in cui le squadre di soccorso avrebbero potuto concentrare le loro ricerche". L’analisi ha portato a individuare tre potenziali siti-target, cioè tre punti da verificare con un’ispezione più ravvicinata nella speranza di rinvenire l’alpinista disperso, ma le cattive condizioni meteorologiche hanno ritardato l'operazione.
Tre giorni dopo, il corpo del medico scomparso è stato ritrovato proprio in uno dei siti individuati dall'Ia, adagiato in un canalone sulla parete nord del Monviso a circa 3.150 metri di quota. Il suo corpo è stato recuperato in elicottero.

Con queste parole, il Soccorso Alpino piemontese informava della conclusione delle operazioni: "Appena le condizioni lo hanno consentito, i piloti di drone sono partiti per controllare i punti sospetti. Quello ritenuto prioritario era situato sulla parete nord del Monviso: il drone, penetrando nel canale Perotti, ha individuato i resti di un essere umano nel canale più a destra dei tre che solcano la parete nord al di sopra del ghiacciaio pensile. È quindi decollato l’elicottero dei Vigili del Fuoco, trasportando in quota anche il personale del Soccorso Alpino e Speleologico piemontese e della Guardia di Finanza per il recupero della salma e le operazioni di polizia giudiziaria. La posizione del ritrovamento è coerente con le informazioni fornite dalle celle telefoniche del cellulare di Nicola Ivaldo, disperso nella zona da settembre 2024".
"La chiave era un casco rosso identificato come punto di interesse dal software", afferma Bobbio alla Bbc. La testata britannica osserva: "Sebbene tragicamente troppo tardi per Ivaldo, questo test basato sull'intelligenza artificiale ha dimostrato quanto questa tecnologia possa rivelarsi utile in futuro, per la ricerca di persone scomparse. In questo caso, nella fase iniziale non era stato possibile implementare questa tecnologia, ma le squadre di soccorso sperano che possa essere utilizzata in combinazione con le operazioni di soccorso tradizionali per la ricerca di persone che potrebbero essere ancora vive".
L'impiego dei droni durante la ricerca del corpo di Ivaldo è stato fondamentale per il suo ritrovamento: le loro dimensioni e la loro manovrabilità hanno permesso loro di coprire rapidamente il terreno impervio, avvicinarsi alle pareti rocciose e offrire viste impossibili da ottenere con un elicottero.
A raccontare i particolari della missione è Saverio Isola, che spiega come i piloti dei droni avessero perlustrato la zona diverse volte (durante l'inverno e la primavera) per esercitarsi a volare in un ambiente montuoso e per identificare le aree prioritarie in cui concentrare le ricerche: "Abbiamo raccolto tutte le informazioni disponibili sul terreno dalla missione precedente e studiato i percorsi di arrampicata che avrebbero potuto attrarre Ivaldo - ricorda Isola -. Fino a due anni fa, analizzavamo queste fotografie da soli, una per una".
Come riporta la Bbc, dal 2023, i soccorritori italiani hanno iniziato a sperimentare alcuni software di intelligenza artificiale, addestrati a identificare discontinuità significative nel colore o nella texture del paesaggio. Ciò significa che l'analisi delle immagini può essere completata in poche ore.
Nel caso di Ivaldo, l'intelligenza artificiale ha analizzato le foto scattate dai piloti dei droni, pixel per pixel, alla ricerca di qualsiasi cosa che potesse sembrare "fuori posto". Scansionando nel dettaglio i rilievi del Monviso catturati in centinaia di fotografie, il software ha identificato decine di potenziali anomalie. A questo punto, le competenze umane si sono rivelate fondamentali per selezionare le possibili anomalie nel modo più accurato possibile. Spiega alla Bbc Isola: "Il software poteva reagire a diversi elementi, come un pezzo di plastica o una roccia dal colore insolito. Può persino provocare allucinazioni. Quindi, abbiamo dovuto restringere ulteriormente il campo, prendendo in considerazione il percorso che Ivaldo, da abile scalatore, avrebbe potuto seguire".

La selezione ha portato a individuare tre possibili posizioni, tra cui una che conteneva un oggetto rosso. Quando i droni sono andati a controllare i punti sospetti, l'oggetto rosso che compariva in una delle foto si è rivelato essere proprio il casco di Ivaldo. Questo ha permesso ai soccorritori di scoprire rapidamente il corpo del medico scomparso, ancora parzialmente coperto di neve e vestito di nero. Senza l'Ia che segnalava il punto rosso in una delle foto scattate dal drone, probabilmente non sarebbe mai stato trovato. "Il software è riuscito a rilevare il colore rosso anche se il casco era in ombra quando è stata scattata l'immagine", sottolinea Bobbio.
Non è la prima volta che l'intelligenza artificiale viene utilizzata con successo in una missione di ricerca, ricorda la Bbc, portando alcuni casi emblematici in cui tali strumenti si sono rivelati efficaci.
Al momento, queste tecnologie innovative presentano ancora parecchi limiti: ad esempio, possono generare dei "falsi positivi" o risultare inutilizzabili in diverse situazioni, come su terreni coperti da una fitta vegetazione o in condizioni di scarsa visibilità.
Gli attuali software di intelligenza artificiale in grado di rilevare anomalie nelle immagini aeree necessitano sicuramente di una messa a punto e sono in fase di sviluppo. Tuttavia, le potenzialità meritano di essere esplorate. Una delle sfide sarà quella di riuscire ad "addestrarli" in modo più preciso e di integrare questi strumenti direttamente a bordo dei droni specializzati per le operazioni di ricerca.
Di fronte all'urgenza di trovare una persona in difficoltà prima che sia troppo tardi, tali algoritmi potrebbero diventare un ausilio importante per le squadre di soccorso, ritengono i ricercatori. "In definitiva, potrebbero salvare delle vite", conclude la Bbc.











