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Boom di vespe e calabroni in città, l’esperta: “Colpa del lockdown e di una combinazione climatica favorevole, per questi insetti sarà un'annata fertile”

L’assenza dell’uomo e la combinazione tra un inverno mite e una primavera calda hanno reso il 2020 un anno molto fertile per vespe e calabroni. L’esperta: “La loro presenza in città è aumentata, grazie a un olfatto molto sviluppato posso individuare il cibo anche a notevoli distanze, accorrendo in forze”

Di Rebecca Franzin - 17 agosto 2020 - 11:05

TRENTO. Non è un’impressione ma realtà: le vespe in città sono aumentate e pure i calabroni. L’annata fertile per questi insetti della famiglia degli Imenotteri è dovuta ad un insieme di fattori, come spiega Alessandra Franceschini, assistente tecnica del Muse e specializzata in zoologia degli invertebrati e idrobiologia.

 

Da una parte è sicuramente dovuto alla diminuzione della presenza umana durante il lockdown: questa ha portato a un minor numero di disinfestazioni e altre operazioni di deterrenza, portando ad un aumento della popolazione di vespe e calabroni. D’altro canto – riprende l’esperta del Muse – questa stagione si presentava in generale favorevole per gli insetti, considerando l’inverno mite che abbiamo avuto e la primavera calda, solitamente c’è un periodo di quiescenza in inverno, ma cominciano a riprodursi con l’arrivo delle temperature calde”.

 

La combinazione alte temperature-lockdown non ha portato solo all’aumento delle vespe, ma anche di tutti gli insetti di cui esse si nutrono. “Le vespe sono ‘carnivore’, ovvero si cibano di altri insetti: se le prede sono abbondanti la popolazione di imenotteri aumenterà, perché hanno molta disponibilità di cibo”.

 

Questo aumento, dovuto in parte sicuramente al caldo portato dal cambiamento climatico, non comporterà però uno squilibrio dell’ecosistema: “Essendo predatori le vespe possono essere utili nel contenere la popolazione di insetti dannosi, soprattutto di quelli fitofagi, che hanno un impatto negativo sull’agricoltura”, commenta Franceschini. Questi insetti non sono mai accolti con grande gioia dall’uomo, anche per via degli allarmismi sull’arrivo del calabrone asiatico (o vespa velutina) dal veleno estremamente letale (QUI approfondimento). “Ho ricevuto molte segnalazioni da parte di persone che credevano di aver visto il tanto discusso calabrone asiatico, ma finora abbiamo solo riscontrato la presenza di vespe generiche europee”.

 

Ad ogni modo, per questa stagione, durante pranzi all’aperto, grigliate o picnic si dovrà convivere con la presenza di questi insetti. “Le vespe hanno un olfatto molto sviluppato e appena sentono l’odore del cibo accorrono, perché avere nutrimento significa mantenere in vita la colonia”. Con questo aumento di esemplari, l’uomo rischia maggiormente di avere a che fare con delle punture, che talvolta risultano letali. “Quando si incontrano le vespe bisogna mantenere la calma – avverte Franceschini – perché non vogliono fare del male all’uomo: pungono soltanto per difesa e per proteggere la colonia. Il loro veleno viene utilizzato per paralizzare le prede e di per sé non è letale: se ci sono delle conseguenze negative di solito sono dovute ad una reazione allergica del nostro organismo. L’importante – conclude l’esperta – è non fare movimenti bruschi e non spaventarle, così da non metterle sulla difensiva”.

 

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