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La Lega Antivivisezionista denuncia Fugatti: “L’orsa JJ4 dev’essere sequestrata, basta fare la guerra a questi animali”

Il presidente della Pat denunciato dagli animalisti che chiedono anche il sequestro dell’orsa: “Ogni anno il Trentino crea problemi con la gestione degli orsi sul suo territorio e almeno un plantigrado ne paga le conseguenze, la guerra ai grandi carnivori deve finire”

Di Tiziano Grottolo - 05 luglio 2020 - 12:54

TRENTO. Si inasprisce lo scontro giudiziario attorno alla vicenda dell’orsa JJ4, principale indiziata per l’aggressione avvenute sul monte Pelle in Val di Non. Dopo la minaccia proveniente da Oipa ed Enpa sulla possibilità di presentare ricorso al Tar per far revocare l’ordinanza di abbattimento firmata dal presidente della Pat Maurizio Fugatti, un’altra associazione animalista è passata alle vie di fatto.

 

“Non abbiamo più tempo – afferma Gian Marco Prampolini presidente di Leal Lega antivivisezionista – in queste ultime ore sono iniziate le operazioni di cattura del plantigrado e la zona è pattugliata da agenti della forestale, mentre sono già state piazzate le trappole tubo. JJ4 sarà catturata e uccisa. Abbiamo depositato la denuncia nei confronti di Fugatti dopo che la nostra diffida di non uccidere l’orso è rimasta inascoltata”.

 

La legale rappresentante dell’associazione, Aurora Loprete, è stata incaricata di depositare una denuncia contro il presidente della Pat per delitto tentato ed uccisione di animali. Nel frattempo è stato chiesto il sequestro dell’orsa e dei suoi eventuali cuccioli. “Ogni anno il Trentino crea problemi con la gestione degli orsi sul suo territorio e almeno un orso ne paga le conseguenze. Per difendere anche il diritto alla vita di JJ4 abbiamo già annunciato che ricorreremo anche al Tar”, afferma Prampolini.

 

L’associazione ricorda come le dinamiche dell’aggressione siano ancora da chiarire “comprese quelle che hanno dato il via alla reazione dell’orsa”, inoltre la Leal chiede al Trentino un cambio di strategia: “La guerra agli orsi e ai grandi carnivori deve finire – concludono gli animalisti – sarebbe ora che si deponessero le armi dando il via all’informazione e alla formazione, diffondendo tutte quelle conoscenze etologiche e regole di comportamento che sono alla base di una pacifica e rispettosa convivenza tra fauna selvatica ed essere umano”.

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