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M49-Papillon: “Sta bene e viene alimentato anche con integratori per cani”. Zanotelli non chiude a un possibile trasferimento, ma spiega: “Finora nessuna proposta valida”

Durante la reclusione M49-Papillon non ha mai manifestato atteggiamenti aggressivi né verso le persone né verso gli oggetti. Mentre su un possibile trasferimento dell’orso Zanotelli ribadisce la disponibilità della Pat, ma avverte: “Ad oggi e come in passato, ai proclami non è seguita nessuna proposta concreta fattibile”

Foto d'archivio
Di Tiziano Grottolo - 09 luglio 2020 - 13:28

TRENTO. Da quando M49-Papillon è stato ricatturato (lo scorso 28 aprile sopra Tione nelle Giudicarie) è tornato ad occupare una parte del complesso del Casteller, dove vengono inseriti gli orsi “problematici”. Nel frattempo, grazie a un’interrogazione presentata da paolo Ghezzi di Futura, si è venuti a sapere che l’orso è stato castrato (QUI articolo).

 

“Come di prassi  per gli animali detenuti in cattività” ha sottolineato l’assessora all'agricoltura, foreste, caccia e pesca Giulia Zanotelli, che poi ha aggiunto: “L’esemplare sta terminando la sua fase di adattamento ed inserimento progressivo nell’area faunistica del Casteller. Nel corso di questo mese tale fase si concluderà con l’inserimento dell’animale nell’area forestata a disposizione dei plantigradi”.

 

 

Dalla relazione redatta dal veterinario della Pat si apprende che le condizioni di salute del plantigrado sono buone: “Ad M49 fin dalla cattura – si legge – oltre a una dieta varia consona alla specie sono stati somministrati degli integratori per cani che contengono sostanze naturali (amminoacidi e vitamine) che è risaputo avere effetti benefici e calmanti senza alterarne comportamento e fisiologia”.

 

Secondo quanto riportato dalla relazione il plantigrado non ha mai dato segni di intolleranza alla reclusione, senza mai manifestare atteggiamenti aggressivi, nei confronti di persone o cose, e nemmeno autolesionistici. Per queste ragioni il veterinario ha scelto di non somministrare farmaci o psicofarmaci.

 

“L’Amministrazione – conclude Zanotelli – ribadisce la disponibilità a consentire il trasferimento del plantigrado in strutture che eventualmente risultassero migliori per ospitarlo, qualora le proposte risultassero ben documentate e tecnicamente valide – anche se – ad oggi e come in passato, ai proclami non è seguita nessuna proposta concreta fattibile”.

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