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“M49 e M57 sono stati castrati”, l’ispezione al Casteller. Ecco cosa hanno scoperto i carabinieri del Cites: “Le condizioni di salute degli orsi? Non è stato possibile valutarle”

Stando a quanto riferito ai carabinieri del Cites da un funzionario della Provincia gli orsi si alimentano abbondantemente e stanno aumentando significativamente di peso ma nel nuovo rapporto redatto dopo l’ispezione si legge: “Non è stato possibile condurre valutazioni ed osservazioni approfondite utili a definire lo stato di salute degli esemplari detenuti”

Di Tiziano Grottolo - 19 settembre 2021 - 06:01

TRENTO. Lo scorso 9 giugno, come rivelato da Il Dolomiti (QUI articolo), i carabinieri del Cites si erano presentati al centro faunistico del Casteller a Mattarello per quella che il dirigente della protezione civile competente in materia di grandi carnivori, Raffaele De Col, aveva definito una “visita programmata”. L’ispezione infatti, faceva seguito a quella andata in scena diversi mesi prima, nel settembre 2020, quando i militari documentarono la situazione “di stress psico-fisico molto severa” nella quale erano costretti a vivere i tre orsi reclusi: M49, M57 e Dj3 (che sarà poi trasferita in Germania). Pertanto durante la seconda ispezione (quella del 9 giugno) erano presenti soltanto i due maschi ospitati separatamente in altrettante aree outdoor recentemente sistemate.

 

Dal rapporto relativo a quest’ultima visita si scopre che sia M49 che M57 sono stati castrati in aprile. Da quanto si evince, a riferire questo fatto ai carabinieri, è uno dei funzionari della Provincia (potrebbe trattarsi di un veterinario o di un responsabile della struttura, i riferimenti nel rapporto sono stati oscurati per ragioni di privacy). La stessa persona, spiegano i militari nel rapporto, ha definito soddisfacenti le condizioni generali degli orsi, facendo riferimento anche a una serie di accertamenti diagnostici condotti in tempi recenti. Inoltre, sempre stando a quanto riportato dal funzionario della Pat, gli orsi si alimentano abbondantemente e stanno aumentando significativamente di peso.

 

“È stato altresì riferito – prosegue il rapporto – che la segnalata situazione di stress psicofisico che interessò gli orsi in data 10 settembre 2020, in conseguenza della forzata stabulazione (cioè il confinamento di animali in spazi controllati costruiti o ricavati artificialmente ndr) dei soggetti in spazi ristretti, è stata risolta grazie anche alla ristabilita stabulazione esterna successivamente all’ultimazione dei lavori di adeguamento strutturale ultimati ai primi di maggio circa”.

 

Come rilevato dai carabinieri i lavori di adeguamento della struttura di detenzione hanno comportato la realizzazione, nell’autunno 2020, di altre due gabbie a servizio delle tane. Lavori che sono avvenuti in presenza di tutti e tre i plantigradi.

 

“Rispetto al programma di interventi riportato nel verbale di sopralluogo del 14 settembre 2020 – spiega il rapporto – non risulta realizzata un’ulteriore gabbia distanziata di 200metri dal recinto faunistico”. Ad ogni modo, riferiscono i militari, i lavori eseguiti risultano ultimati e, “sebbene nella limitatezza degli spazi disponibili che non consente di offrire un ambiente in grado di soddisfare le esigenze ecologiche degli orsi, appaiono comunque migliorativi sotto il profilo del contenimento del rischio di fughe”.

 

Sempre citando il rapporto, si evince che rispetto al precedente sopralluogo, quando i tre orsi allora presenti erano ospitati nella zona indoor all’interno di tre box tana di dimensioni contenute, le aree di stabulazione attualmente utilizzate risultano di dimensioni maggiori e più diversificate per quanto concerne la presenza di elementi ecologici (area boscata, pozza d’acqua, zona di deambulazione). Eppure, nemmeno i carabinieri dei Cites sono riusciti a raggiungere una conclusione definitiva sulle condizioni degli orsi reclusi: “Al di là dell’avvistamento di uno dei due soggetti – mettono nero su bianco i militari – non è stato possibile condurre valutazioni ed osservazioni approfondite utili a definire lo stato di salute degli esemplari detenuti”.

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