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Su La7 Zanotelli parla degli orsi del Casteller: ''Sono in buono stato. Ora in letargo''. Dallapiccola: ''In 5 anni a Dj3 non è mai successo. Se vero, notizia importante''

L’assessora Zanotelli è intervenuta nella trasmissione di Licia Colò facendo delle dichiarazioni alquanto discutibili dove ha parlato anche di Provincia ''impegnata in opere di prevenzione''. Dallapiccola: ''Non è assolutamente vero, Qualsiasi proposta è ferma al palo. Delle casette per le api, dell’aiuto alla guardiania, degli investimenti per i recinti sperimentali su modello di quello costruito alla Sega di Ala, dei box in quota per i pastori, non se ne è fatto nulla''

Di Tiziano Grottolo - 07 febbraio 2021 - 16:07

TRENTO. “Ad oggi gli orsi del Casteller sono in buono stato, al momento gli animali sono in letargo”, o almeno così ha affermato l’assessora all’agricoltura, foreste, caccia e pesca Giulia Zanotelli alla trasmissione “Eden-Un pianeta da salvare”, in onda su La7 e condotta da Licia Colò. Alla giornalista che le chiedeva conto del rapporto redatto dopo il sopralluogo dei carabinieri del Cites all’area faunistica l’assessora ha replicato che lo stesso sarebbe avvenuto durante un “momento particolare” mentre venivano svolti dei lavori di rinforzo della struttura.

 

Eppure in queste dichiarazioni emergono alcune imprecisioni. Tanto per cominciare se è vero che quando avvenne l’ispezione dei militari erano già iniziati i lavori di rinforzo della struttura è anche emerso come questa non fosse l’unica condizione alla base del malessere degli animali, come riportato nel rapporto, lo stesso veterinario della Provincia ha stabilito che tutti e tre gli orsi versano in una situazione di stress psico-fisico molto severa, dovuta in primis alla forzata e stretta convivenza dei tre esemplari” e come si legge nel documento sia M49 che M57 saranno costretti per circa quattro mesi (tempi di realizzazione dei lavori di adeguamento) ad una detenzione in spazi per nulla ampi e privi di stimoli ambientali, così come per altro già evidenziato nella precedente relazione”. Quindi non si è trattato di una situazione transitoria, fermo restando che l’intera struttura misura appena 8.000 metri quadrati (poco più di un campo da calcio), mentre quella di Spormaggiore è addirittura più piccola (QUI articolo).

 

Se sul “buono stato di salute degli animali” per il momento non è possibile ottenere un riscontro oggettivo ciò che pare strano è che gli orsi reclusi al Casteller siano andati in letargo. Come spiega Michele Dallapiccola, il veterinario che nella passata legislatura ha ricoperto lo stesso ruolo di Zanotelli, quando Dj3 venne catturata per essere trasferita nella struttura fra le prime abitudini che vennero meno la prima fu proprio quella di andare in letargo. “Se quanto sostiene l’assessora fosse vero saremmo di fronte a una notizia interessantissima dal punto di vista scientifico, infatti per la letteratura è perfettamente normale che un orso che vive in cattività smetta di andare in letargo. L’orso bruno – prosegue Dallapiccola – possiede un tessuto adiposo molto particolare, un deposito di grasso che viene utilizzato per il letargo invernale e che viene alimentato con un iper-nutrizione durante la buona stagione, ma queste condizioni non si verificano al Casteller”. In altre parole l’ex assessore sostiene di non aver mai visto Dj3 andare in letargo, pertanto appare strano che abbia iniziato proprio ora, difficile anche pensare che per M49 e M57 sia andata diversamente ma in questo caso si può concedere il beneficio del dubbio.

 

Ad ogni modo Zanotelli ha voluto ricordare la posizione della Giunta sul tema degli orsi: “Chiediamo la responsabilità, la possibilità di gestire la presenza dei grandi carnivori perché i numeri sono poco compatibili con un territorio come quello della Provincia di Trento, ribadisco però che siamo concentrati anche su tutta la parte delle opere di prevenzione”. Anche in questo caso le dichiarazioni dell’assessora rasentano la disinformazione visto che da sempre esiste il protocollo Pacobace che offre già tutti gli strumenti necessari per la gestione dei plantigradi, compreso l’abbattimento se necessario. Inoltre le opere di prevenzione devono essere ben nascoste negli uffici della Pat visto che in buona sostanza dal 2018 la Giunta trentina si è limitata a completare dei progetti che erano stati già avviati dall’amministrazione precedente, mentre gli investimenti (così come le opere) sono calati.

 

“È avvilente sentire certe affermazioni – attacca Dallapiccola, che recentemente si è visto bocciare una mozione sul tema – sostenere che la Provincia è concentrata sulle opere di prevenzione è una falsità. Qualsiasi proposta è ferma al palo. Delle casette per le api, dell’aiuto alla guardiania, degli investimenti per i recinti sperimentali su modello di quello costruito alla Sega di Ala, dei box in quota per i pastori, non se ne è fatto nulla”. Verso la conclusione dell'intervista però, Zanotelli si è spinta anche oltre e alla giornalista che le chiedeva se saranno introdotte delle quote di abbattimento per gli orsi ha risposto: “Noi abbiamo fatto presente che il numero è eccessivo, sul come chiaramente ci confrontiamo con la parte tecnica e scientifica, anche rispetto ad un eventuale quota”. Parole che di fatto non escludono che nel prossimo futuro il modello di prevenzione sul quale “è concentrata” la Giunta non si risolva in una battuta di caccia all’orso.

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