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“Non dimentichiamo che la crisi climatica resta un’emergenza”, Extinction Rebellion torna in piazza e lancia una serata pubblica

Una foto al giorno nei luoghi simbolo di Trento per denunciare che al fianco dell’emergenza sanitaria permane anche quella climatica, così il movimento Extinction Rebellion per il 20 giugno terrà una serata per riportare l’attenzione sulla crisi climatica: “L’emergenza globale del covid-19 dovrebbe obbligare tutti a ragionare in una prospettiva sistemica e orientata al bene comune, non torniamo a ciò che eravamo ieri”

Di Tiziano Grottolo - 09 giugno 2020 - 18:45

TRENTO. Il gruppo ambientalista di Extinction Rebellion era salito alla ribalta delle cronache locali quando per lo scorso Natale organizzò un inedito scambio di regali al grido di “liberiamoci dai lacci del consumismo e dalla logica dell'usa e getta”. Così cappelli, sciarpe, maglioni, libri, usati ma in buono stato, venivano regalati ai passanti incuriositi. Un’iniziativa ecologista per esortare le persone a consumare meno, ribellandosi allo spirito consumistico, senza contribuire all’eccesso di produzione.

 

Durante la quarantena gli attivisti non si sono mai fermati e le assemblee pubbliche sono state sostituite dagli incontri virtuali, anche se questo ha significato fare dei sacrifici ed accettare il distanziamento. Non appena è stato possibile però, il gruppo trentino di Extinction Rebellion è tornato in azione e a partire dal 3 giugno ha organizzato dei piccoli flash mob nei luoghi simbolo della città. Piazza Duomo, ponte San Lorenzo, via Verdi, Piazza Dante, ma anche il palazzo del consiglio comunale e il palazzo della Provincia sono stati “invasi” da attivisti e striscioni che recitavano “Dove vogliamo andare?” e “Un altro mondo è possibile”.

 

“Questa crisi – spiegano riferendosi alla pandemia che ha sconvolto anche il Trentino – ci offre l’occasione di provare a immaginare cosa accadrebbe se mettessimo in discussione i nostri stili di vita, le nostre relazioni, la nostra gerarchia di valori e le nostre priorità. Non possiamo più credere di essere il centro dell’universo – sottolineano gli attivisti – non siamo altro che minuscole esistenze, sulla scena sconfinata dell'universo, che abitiamo insieme alle altre specie viventi con le quali condividiamo una comune vulnerabilità”.

 

 

L’obiettivo dichiarato è quello di far tornare l’emergenza climatica al centro del dibattito pubblico, perché con la pandemia di coronavirus che sembrerebbe avviarsi verso una risoluzione, secondo gli attivisti, sta andando riaffermandosi quella che viene definita “l’ossessione per il consumo”, in altre parole quello che serve a far girare l’economia malridotta dal lockdown. “Questa però non può essere una soluzione – affermano – dobbiamo smettere di sacrificare ciò che è essenziale per ottenere ciò che è effimero, questo ci ha già portato sull'orlo del baratro e non possiamo più permetterci di giocare sul filo del rasoio”.

 

L’importante dunque, è ribadire che l’emergenza sanitaria non è l’unica a minacciare la società, “bisogna tornare a parlare di crisi climatica”, senza dimenticare le connessioni tra devastazione ecologica e la stessa pandemia (QUI articolo). “Siamo davvero incapaci di pensare a lungo termine?” si domandano in maniera retorica i militanti di Extinction Rebellion: “Non è possibile prendere decisioni considerando solo le conseguenze immediate, bisogna valutare anche le ricadute secondarie, e la loro efficacia nel tempo. Non è più concepibile ragionare per compartimenti stagni e considerare separatamente economia, società, ambiente, cultura, tecnologia e politica, anziché vedere queste come variabili di un sistema complesso”.

 

Per fare questo il gruppo ha organizzato una serata pubblica di presentazione, aperta alla cittadinanza, che si terrà sui gradoni fuori la Bookique il 20 giugno alle 18. “L’emergenza globale del covid-19 – avvertono – dovrebbe obbligare tutti, governanti e politici, imprese, istituzioni, associazioni, cittadine e cittadini, a unirsi in un titanico sforzo di pensiero a lungo termine, ragionando in una prospettiva sistemica e orientata al bene comune. Non torniamo a ciò che eravamo ieri”.

 

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