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Santi e Malfer incontrano Signoretti per l’ex Cattoi, il Comitato: “Giù le mani dalla fascia lago”

Il Comitato Salvaguardia Area Lago avverte amministrazione e proprietà: “Non possono nascere compromessi che mascherino la cementificazione, devono prevalere il volere della cittadinanza e l’interesse pubblico. L’ex Cattoi diventi un grande parco”

Di Tiziano Grottolo - 20 ottobre 2020 - 16:46

RIVA DEL GARDA. Area ex Cattoi, una vicenda che si trascina da moltissimo tempo, più meno da quando Heinz Peter Hager e Paolo Signoretti, a capo di una cordata di imprese, hanno dato vita alla ‘VR101214’ per acquistare il terreno sulla fascia lago. Quasi 5 i milioni di euro spesi per aggiudicarsi l’area ex Cattoi. Una vicenda che di fatto aveva spaccato la maggioranza di allora e sbarcata anche nelle aule di tribunale con l’ex sindaco Adalberto Mosaner citato in giudizio per un danno patrimoniale di oltre 20 milioni di euro.

 

Da allora sono cambiate molte cose, una su tutte: l’amministrazione comunale, perché al ballottaggio del 4 ottobre la candidata leghista Cristina Santi ha battuto per una manciata di voti il primo cittadino uscente. La notte stessa, fra i primi a complimentarsi con lei per la vittoria, ci fu Signoretti. Nei giorni scorsi invece, precisamente il 19 ottobre, è avvenuto il primo incontro ufficiale fra la sindaca, accompagnata dall’assessore all’urbanistica Mauro Malfer, e la proprietà dell’area ex Cattoi.

 

“L’incontro è avvenuto su richiesta della proprietà – si legge nel comunicato – alla quale sindaca e assessore hanno garantito la volontà della nuova Amministrazione di aprire un dialogo e di trovare una soluzione condivisa in merito al destino dell’area, soluzione che tuttavia dovrà anche ottemperare all’interesse della collettività. Precisamente, è negli intendimenti dell’Amministrazione realizzare in quella zona la fascia lago più bella d’Europa”. Già fissato il prossimo incontro per il 2 novembre.

 

Ne frattempo si è inserito nel dibattito il neo-Comitato Salvaguardia Area Lago, nato proprio per difendere gli ultimi lembi non ancora edificati del litorale rivano del lago di Garda, che senza troppi giri di parole ha ribadito la volontà che quell’area non venga toccata da un solo metro cubo di cemento. “Ci teniamo a ricordare all’Amministrazione che la città si è già espressa rispetto alla destinazione d’uso che deve avere quell’area specifica, attraverso il percorso partecipativo deliberato e concretizzato nel 2018. Non possono nascere compromessi che mascherino la cementificazione di quell’area, ma devono prevalere il volere della cittadinanza e l’interesse pubblico”.

 

Al Comitato non è piaciuta l’espressione “soluzione condivisa”, utilizzata nel comunicato. Gli ambientalisti chiedono che in primis venga salvaguardato l’interesse delle comunità: “Inoltre – si domandano dal Comitato – com’è possibile conciliare questa apertura nei confronti della proprietà con l’impegno assunto e dichiarato nel patto di coalizione proposto al ballottaggio delle ultime elezioni, dove veniva idealizzata la realizzazione di un parco urbano e la conservazione dell’integrità dell’area?”. Una domanda che almeno per il momento resta senza risposta.

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