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A Trento l’acqua “del sindaco” è da 5 stelle, l’esperta: “Buona, sicura, controllata e migliore per l’ambiente”

Altroconsumo punta ad una maggiore sensibilizzazione per ridurre l’acquisto di acqua minerale. Claudia Chiozzotto: “L'acqua pubblica è paragonabile a quella in bottiglia. Gli esercizi commerciali dovrebbero proporre l’acqua dal rubinetto e le amministrazioni dovrebbero incoraggiarne l'uso”

Di Sabina Boscaro - 21 giugno 2021 - 18:50

TRENTO. L’acqua del rubinetto è buona: lo rivela uno studio condotto da Altroconsumo (associazione per la tutela e la difesa dei consumatori in Italia), in cui Trento si guadagna 5 stelle. Le rilevazioni sono state effettuate alla fontanella di piazza Duomo, ma “c’è coerenza con l’acqua del rubinetto” afferma Claudia Chiozzotto.

 

Altre 34 sono state le fontanelle localizzate e analizzate in diverse regioni italiane, tra gennaio e febbraio 2020 e 400 i parametri esaminati nei campioni di acqua raccolta. “Abbiamo ampliato i parametri includendo l’analisi di diversi pesticidi e trovarne così poche tracce ci ha piacevolmente sorpresi - dichiara l’esperta – il quadro è positivo e ci permette di incoraggiare i cittadini a usare l’acqua di casa”.

 

Come nella città trentina anche a Bolzano l’acqua del rubinetto è buona. Nella città altoatesina infatti i valori generali esaminati sono molto simili a quelli trentini, con un rilevamento leggermente superiore di arsenico, “ma di gran lunga sotto i limiti di legge”, tranquillizza Chiozzotto. 

 

Quindi, secondo quanto sostiene Altroconsumo, l’acqua pubblica italiana ha mostrato caratteristiche paragonabili a quelle dell’acqua in bottiglia. Una dimostrazione è fornita dalla contaminazione di pesticidi, che su 374 ricercati, solo in due casi sono stati rilevati in tracce minime, di gran lunga sotto i limiti di legge, a Torino e Palermo.

 

 “La fiducia nell’acqua di rubinetto è in aumento, per la diffusione di apparecchi di trattamento domestici, come caraffe filtrate e gasatori e per la salvaguardia dell’ambiente – sostiene Chiozzotto – ma nonostante questo lo scorso anno, anche se le scuole erano chiuse, non sono calati i consumi di acqua minerale; forse per il panico iniziale causato dalla pandemia”.

 

“Le amministrazioni locali dovrebbero incitare all’utilizzo di acqua potabile – continua l’esperta – e gli esercizi commerciali dovrebbero proporre l’acqua dal rubinetto”.

 

È dunque necessario, secondo l’associazione Altroconsumo, garantire una maggior sensibilizzazione e informazione ai cittadini, in modo da ridurre il consumo di plastica e le emissioni di co2 nell’aria e agevolare la manutenzione degli acquedotti, in cui spesso vi sono perdite e malfunzionamenti.

 

Trento è stata inoltre una delle 15 città in cui sono stati effettuati rilevamenti sulle microplastiche presenti nell’acqua delle fontanelle, ma “la modalità di rilevamento è ancora molto immatura” si affretta ad affermare Chiozzotto, specificando però che “Trento non è tra le più alte”.

 

Come fare quindi per verificare che l’acqua di casa sia salutare? “Sul sito di Altroconsumo si possono acquistare dei kit per valutare l’acqua di casa propria, prelevandola e spedendola al laboratorio. I risultati vengono pubblicati e sono accessibili a tutti”, dice Chiozzotto.

 

"L’analisi di ben 400 parametri (tra i quali durezza, residuo fisso, sodio, nitrati, metalli pesanti, pesticidi, solventi, disinfettanti) svolta sull’acqua prelevata dalle fontanelle di 35 città italiane ha dimostrato che la scelta di prediligere l’acqua pubblica è sicura", commenta Alice Rovati, rappresentante di Altroconsumo Trento, che aggiunge: "Tutti i valori delle realtà considerate risultano ampiamente sotto i limiti di legge (90% delle fontanelle con giudizio buono ottimo, con Trento al top e una sola insufficiente) e la scelta di rinunciare all’acqua in bottiglia risulta la più sostenibile perché permette di evitare circa 17 chili di rifiuti di plastica per persona all’anno".

Tuttavia, dall’analisi emerge un altro problema: la presenza di microplastiche. "Questi contaminati, che potrebbero provenire da fattori esterni, sia nell’acqua pubblica che in quella in bottiglia, sono stati trovati in tutti i campioni analizzati. Ritengo importante - conclude Rovati - portare avanti attività di indagine, anche sul nostro territorio, al fine di scoprire e risolvere le problematiche che ancora ci sono, procedere con monitoraggi e con la definizione di limiti. E' meglio scegliere l'acqua del rubinetto che, come dimostrato, è buona, sicura e controllata. Nei prossimi giorni potrei inviare una lettera all'Appa chiedendo di introdurre l'analisi delle microplastiche (che non penso facciano parte del capitolato) e di comunicare alla popolazione i risultati, soprattutto in caso di positività".

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