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| 23 mag 2021 | 18:35

Coppola: “La Pat ha dato il via libera all’uccisione di 1.000 cornacchie e 500 ghiandaie, eppure esistono delle alternative all’abbattimento”

La consigliera dei Verdi punta il dito contro il piano per l’abbattimento di cornacchie e ghiandaie: “Vengono catturate e uccise, talvolta anche a bastonate o a colpi di fucile ma esistono delle alternative, perché non sono state prese in considerazione?”

Coppola: “La Pat ha dato il via libera all’uccisione di 1.000 cornacchie e 500 ghiandaie
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Nonostante le pressioni del mondo ambientalista in Trentino si continua ad abbattere un numero importante di uccelli ritenuti dannosi per l’agricoltura. Ad oggi la situazione non è cambiata. Come riferisce la consigliera provinciale dei verdi Lucia Coppola: “In base al Piano provinciale di controllo della cornacchia nera, grigia e della ghiandaia la Provincia ha disposto la cattura e soppressione di 1.000 cornacchie e 500 ghiandaie”. La giustificazione, già anticipata, è quella di contenere i danni provocati da queste due specie che possono prendere di mira semi e frutta.

 

In genere per catturare questi uccelli si utilizzano le cosiddette trappole “Larsen” che, servendosi di un altro esemplare che funge da richiamo, ne attirano altri in trappola (QUI il caso di Lavarone, oggetto di un’interrogazione). Dopodiché vengono prelevati e uccisi. “Presumibilmente – osserva Coppola – vengono colpiti violentemente contro uno spigolo vivo di un masso o con un bastone sul capo. Le gabbie poi vengono ubicate in posti idonei e lasciate in loco anche per molti giorni, senza che il personale spesso vada a visionarle. Oppure si ricorre all’abbattimento con fucile qualora risulti inefficace l’uso delle gabbie trappola”.

 

Eppure ci sarebbero delle alternative. Accanto a questi metodi cruenti ne esistono altri di più ecologici che consentono comunque di contenere i danni all’agricoltura. “Si può fare uso di dissuasori acustici, visivi, meccanici e sostanze repellenti. Ma non solo, protezione acustica tramite ‘cannoncini’ che con il rumore degli scoppi allontanano gli uccelli. Sagome dissuasive, protezioni meccaniche. Evidentemente questi metodi ecologici non sono stati attuati considerato l’alto numero di cornacchie e ghiandaie che si intendono abbattere”.

 

Allargando un po’ lo sguardo poi bisogna ricordare che le cornacchie (così come tutte le altre specie) si inseriscono comunque in un ecosistema più ampio: “Questo uccello è importante per altre specie – sottolinea la consigliera dei Verdi – rappresenta una componente importante per il controllo naturale di alcune insetti e in generale dei roditori. Gli organismi sono legati tra loro da un intreccio di relazioni complesse e delicate che permettono a tutti di avere un ruolo funzionale al benessere di tutto l’ecosistema. Anche le cornacchie e le ghiandaie ne fanno parte”.

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