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Il Veneto contro il divieto di immissione di specie di pesci aliene (anche nel Garda): “Salvaguardare la pesca sportiva”

Il Veneto vuole proseguire con la semina di Coregone, Trota fario e Trota iridea nelle acque regionali anche se queste non sono specie autoctone: “Un eventuale rigetto metterebbe letteralmente in ginocchio l’attività del settore della pesca”

Di Tiziano Grottolo - 24 ottobre 2021 - 13:41

VERONA. Continua a far discutere l’imminente entrata in vigore del provvedimento nazionale che prevede il divieto di “immissione e qualsiasi azione di introduzione, reintroduzione e ripopolamento di esemplari di specie e di popolazioni non autoctone”. Questo divieto riguarda in particolare diverse specie di pesci (da sempre oggetto di reintroduzioni da parte dell’uomo) e quindi va a toccare molti settori e interessi economici, come quello della pesca sportiva che solo in Veneto conta oltre 70.000 appassionati praticanti.

 

Questa volta a schierarsi contro il provvedimento è l’assessore regionale alla Pesca del Veneto, Cristiano Corazzari, che il prossimo 29 ottobre parteciperà al tavolo promosso dalla Commissione Politiche Agricole della Conferenza delle Regioni per difendere la posizione assunta dalla Regione in merito alla gestione delle popolazioni di Salmonidi in Italia settentrionale.

 

L’assessore ha indirizzato una lettera ai presidenti delle associazioni di pesca sportiva, con i quali ha sempre ribadito l’importanza di una adeguata politica di gestione delle immissioni delle specie ittiche per salvaguardare anche un’attività sportiva e amatoriale: “Coregone, Trota fario e Trota iridea sono tre specie, non autoctone, ma presenti da centinaia di anni nei corsi d’acqua del Veneto e la loro presenza garantisce sia una corretta gestione della fauna ittica sia il mantenimento dell’attività di pesca sportiva”.

 

Eppure, non bisogna dimenticare che le cosiddette specie aliene, spesso e volentieri, entrano in conflitto con quelle autoctone con il forte rischio di soppiantarle nella catena alimentare o di far nascere degli ibridi che “inquinano” la genetica delle specie indigene. Come spiegava a Il Dolomiti lo zoologo specializzato in ittiologia, Nicola Fortini, le principali minacce al patrimonio faunistico delle acque italiane sono rappresentate proprio dalle immissioni di materiale ittico non adeguatamente selezionato per favorire la pesca sportiva.

 

“La Carta Ittica Regionale adottata a luglio di quest’anno – riprende Corazzari – prevede l’immissione di Salmonidi per ripopolare corsi e specchi d’acqua nel rispetto dell’habitat naturale. Questa scelta verrà ribadita in tutti i tavoli istituzionali perché oltre ad alimentare il comparto della pesca dilettantistico sportiva di tutto l’arco alpino sostiene l’attività di pesca professionale sui laghi del Veneto e della Lombardia. È giunto il momento di avere delle risposte per salvaguardare una passione e garantire ai nostri pescatori l’attività della pesca sportiva”.

 

L’obiettivo della Regione Veneto è dunque quello di “avviare un dialogo costruttivo con il Ministero per la Transizione Ecologica” per ottenere il rilascio definitivo per l’autorizzazione alla semina di tre distinte specie ittiche nelle acque regionali: “Un eventuale rigetto – conclude l’assessore – metterebbe letteralmente in ginocchio l’attività di questo settore”.

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