Contenuto sponsorizzato

LE FOTO. Corvi e lupi storia di “un’amicizia” proficua. L’esperto: “L’interazione del mondo animale è molto più complessa di ciò che crediamo”

L’uomo non è l’unico essere vivente a intrecciare relazioni con le altre specie, per esempio corvi e lupi possono collaborare fra loro con gli uccelli che indicano ai carnivori la presenza di prede o carcasse. Ma non solo perché alcuni corvi sono stati visti giocare con i cuccioli del branco

Foto Angelina Iannarelli
Di Tiziano Grottolo - 20 January 2021 - 11:04

TRENTO. “L’interazione del mondo animale è molto più complessa di ciò che crediamo”. Così Duccio Berzi, esperto di conservazione della fauna e attualmente fra i responsabili dell’importante progetto di monitoraggio sui lupi in Veneto, introduce un argomento poco esplorato ma estremamente affascinante. Sì perché l’uomo non è l’unico essere vivente a intrecciare relazioni con le altre specie.

 

Lo spunto per trattare questo argomento ci è stato fornito dalle immagini scattate dalla fotografa naturalista Angelina Iannarelli. La sequenza, immortalata all’interno dell’area faunistica di Civitella Alfedena in Abruzzo (uno spazio recintato di circa 4 ettari dove il predatore vive in stato di semilibertà), mostra un lupo e una cornacchia grigia a pochi passi di distanza. A ben guardare sembrerebbe quasi che i due animali si stiano parlando. E la realtà non è poi così distante dall’immaginazione. Come documentato in più occasioni da alcuni dei più importanti esperti del settore (fra cui lo stesso Berzi) queste due specie possono sviluppare un rapporto di simbiosi (lo stesso vale per i corvidi) che può declinarsi anche in forme di mutualismo dove entrambe traggono vantaggio da una forma di collaborazione. “Per sintetizzare – spiega Berzi – si potrebbe parlare di tre livelli di collaborazione, nel primo può essere il corvo a seguire il branco di lupi per arrivare a una carcassa, mentre nel secondo livello sono gli stessi corvi ad avvertire i lupi della presenza di possibili prede o carcasse di animali morti”.

 

 

Interazioni simili sono state documentate dal Nord America all’Italia: i corvi grazie a una visuale più ampia possono individuare le carcasse dall’alto, a quel punto cercano di attirare l’attenzione dei lupi che vengono guidati fino all’animale morto. Il vantaggio per il corvo sta nel fatto che se un animale è morto da poco può essere difficoltoso accedere alla carne, ma il discorso cambia dopo l’arrivo dei lupi che sventrano alla carcassa permettendo anche al corvo di cibarsi. “C’è poi un terzo livello – aggiunge Berzi – che esula l’ambito alimentare, è stato dimostrato come i corvi si intrattengono, giocando, con i lupi con i quali hanno confidenza”. In letteratura vengono riportati casi in cui i corvi giocano con i cuccioli di lupo, oppure si concedono piccoli dispetti verso gli esemplari adulti, dando dei pizzicotti o tirando loro la coda.

 

Rapporti di simbiosi che sono stati osservati sul campo anche da Fabio Dartora, che partecipa al progetto di monitoraggio sui lupi in Veneto. Dartora inoltre, collabora anche con gli allevatori locali per prevenire le predazioni sul bestiame e ha una certa dimestichezza con i corvidi visto che raccoglieva e curava gli esemplari feriti. Ora però, da quando sul territorio è tornato uno dei grandi predatori per eccellenza ha scelto di non farsi sfuggire l’occasione buttandosi a capofitto nel monitoraggio del lupo. “Nella nostra zona Dolomiti e Prealpi il corvo imperiale è un po’ il messaggero del territorio, colui che sa cosa sta succedendo”. Non è un caso che, soprattutto nei primi tempi, per individuare la presenza dei lupi, Dartora si affidasse ai corvi: “Quando cerco le carcasse i corvi sono sempre i primi ad arrivare”.

 

 

Anche se va detto che con il procedere del progetto di monitoraggio alcuni esemplari di lupo sono stati dotati di radiocollare per seguirne gli spostamenti e ora, grazia alla tecnologia, è l’uomo ad arrivare per primo. “Talvolta ho l’impressione che le parti si siano invertite – racconta Dartora – e che adesso siano i corvi a seguire me per rintracciare le carcasse. Quando un lupo abbatte una preda si innescano sempre delle dinamiche di interazione con le altre specie”. Come anticipato dall’esperto, in genere, le predazioni avvengono di notte e i primi ad arrivare, all’alba, sono corvi. “Poi è il turno dei rapaci diurni come aquile e poiane, mentre la notte sulla carcassa arrivano tassi e volpi. Può capitare che volpi e corvi si incontrino e da quanto ho potuto osservare le due specie attendono il loro turno in base all’orario”. In pratica se all’alba una volpe sta banchettando prima di ritirarsi i corvi attendono il loro turno, mentre se sulla carcassa è già presente un corvo è la volpe ad attendere pazientemente. Questo almeno quanto emerso dalle osservazioni sul campo.

 

Corvi e volpi però non sono l’unica specie ad aver interazioni con i lupi, anche i cinghiali entrano in contatto con i grandi carnivori e non sempre nel ruolo di vittima. “A livello nazionale – afferma Berzi – il cinghiale è la specie preferita dal lupo ma può capitare che i cinghiali adulti sfruttino i lupi attendendo che abbattano una preda per poi rubargliela”. Questo fenomeno è noto come cleptoparassitismo e la prima pubblicazione sul tema è tutta italiana con le firme di Stefano Focardi, Massimo Materassi, Giacomo Innocenti e ovviamente Duccio Berzi. Non va dimenticato che il cinghiale è una specie onnivora e sono stati documentati casi di predazione su cuccioli di ungulati e anche su pecore, “in taluni casi – ricorda l’esperto – i cinghiali adulti possono rappresentare una minaccia per i cuccioli del lupo”. In altre parole, a seconda della situazione, dell’età e di altri fattori il cinghiale può essere sia un preda del lupo ma anche entrare in competizione con il grande carnivoro sottraendo le prede o uccidendone la prole. Tutto ciò non può che confermare quanto sostiene Berzi: “L’interazione del mondo animale è molto più complessa di ciò che crediamo”.

 

 

 

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 17 settembre 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Società
20 settembre - 10:02
L’associazione Mercato Solidale, che ha sede a Pescara, ha “incontrato” il sogno di Mirko Toller, il 16enne di Segonzano affetto da Sma morto [...]
Cronaca
20 settembre - 10:06
L'evento si è tenuto nell'ultimo fine settimana e ha visto numerosi camionisti raggiungere i boschi a poca distanza dal lago Santo. La consigliera [...]
Cronaca
20 settembre - 06:01
I tagli degli scorsi anni al sistema sanitario sono stati un fallimento con conseguenze drammatiche ed ora questa situazione va a sommarsi alle [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato