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“Fiemme e Fassa il ritorno del lupo”, chiude il gruppo social fra i primi a fare informazione e smentire le fake news sui grandi carnivori in Trentino

Il gruppo Facebook “Fiemme e Fassa il ritorno del lupo” chiuderà i battenti a inizio giugno: “Ora le autorità competenti sul territorio inizino a chiedere informazioni dettagliate su questo animale e sulla sua espansione e si facciano promotrici di serate informative verso i cittadini. Il gruppo ha fatto la sua parte, ora tocca alla politica, e agli amministratori locali”

Di Tiziano Grottolo - 25 maggio 2022 - 19:27

TRENTO. In 3 anni ha raggiunto oltre 1.900 iscritti ma il gruppo Facebook “Fiemme e Fassa il ritorno del lupo” chiuderà i battenti a inizio giugno. Ad annunciarlo Paolo Scarian, fondatore e amministratore del gruppo: “Il lupo è un animale troppo spesso preso di mira come capro espiatorio, di problematiche che non lo riguardano e che l’essere umano ha tentato di cucirgli addosso”.

 

Il gruppo di fatto chiude perché ormai la presenza del lupo sul territorio del Trentino è acclarata e non si tratta più di una novità. Dal 2010 infatti, quando venne segnalato il primo esemplare, i branchi presenti in Provincia di Trento si sono moltiplicati e oggi sono 26. “Alla luce degli ultimi report nazionali e provinciali le informazioni raccolte sono tante e dimostrano in maniera inequivocabile che questi grandi carnivori sono tornati ad abitare le Alpi, per questo è giunto il momento di farci da parte e lasciare che l’informazione sia fatta da chi di dovere, anche se continueremo a vigilare sul fatto che questo compito sia svolto in maniera puntuale”, fanno sapere dal gruppo.

 

Il gruppo infatti era nato per informare la gente su tutto ciò che riguarda il ritorno del lupo e smentire una serie di fake news che circolavano su questa specie. Una di queste era stata sostenuta e rilanciata anche dall’attuale presidente della Provincia Maurizio Fugatti. Un percorso iniziato nell’aprile 2019 e che nel tempo ha coinvolto esperti che sono diventati parte attiva del gruppo.

 

“Mi auspico che ora le autorità competenti sul territorio inizino a chiedere informazioni dettagliate su questo animale e sulla sua espansione e si facciano promotrici di serate informative verso i cittadini. Il gruppo ha fatto la sua parte, ora tocca alla politica, e agli amministratori locali”, conclude Scarian.

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