Troppe fake news su lupi e orsi, Scarian: “Il bracconaggio non può sostituirsi alle leggi e la politica non può far passare quest’idea”
Nei prossimi giorni una serata informativa dedicata al lupo in val di Fiemme e Fassa: “Da quando la Lega ha iniziato a governare il Trentino l’informazione fatta sui grandi carnivori si è ridotta sensibilmente, oggi molti incontri servono solo a gettare benzina sul fuoco creando solo delle contrapposizioni ideologiche”

PANCHIÀ. In queste settimane si stanno moltiplicando le iniziative che riguardano lupi e orsi. Non sempre però l’informazione veicolata è corretta. Troppo spesso per esempio alcuni “esperti” ripropongono quella che è una vecchia fake news che però è ancora in circolazione: e cioè che i lupi sarebbero stati reintrodotti e quella di Slavc e Giulietta, i due esemplari che hanno contribuito in maniera determinante a ripopolare il Trentino, sarebbe solo una storiella. Nonostante persino Fugatti sia stato costretto a scusarsi per aver dato adito alla stessa diceria questa versione della reintroduzione coatta sarebbe stata riproposta anche a un recente incontro che si è tenuto a Cavalese.
Fra i presenti all’incontro c’era anche Paolo Scarian, appassionato di lupi e fondatore del gruppo Facebook “Fiemme e Fassa il ritorno del lupo”: “Ho assistito a un’assemblea pubblica dove non c’è stata la possibilità di avere un contraddittorio, durante il mio intervento sono stato zittito da un consigliere leghista che si è comportato in maniera maleducata”.
Ovviamente durante l’incontro si è parlato anche della tragica morte del 26enne di Caldes, Andrea Papi, ucciso da un’orsa lo scorso aprile. “La famiglia chiede che venga fatta giustizia – commenta Scarian – e la politica ha delle responsabilità oggettive. Da quando la Lega ha iniziato a governare il Trentino l’informazione fatta sui grandi carnivori si è ridotta sensibilmente e la maggior parte degli eventi organizzati dopo la morte di Papi servono solo a gettare benzina sul fuoco creando solo delle contrapposizioni ideologiche”.
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Secondo Scarian la questione va risolta a livello legislativo e non con soluzioni ‘fai da te’. “Come osservato da alcuni soccorritori, c’è la paura che eventuali esche avvelenate finiscano per compromettere le attività svolte con in cani da ricerca, utilizzati per trovare le persone scomparse. Bracconaggio e gli atti criminali non possano sostituirsi alle leggi, i rappresentanti delle istituzioni non possono far passare quest’idea. Farsi giustizia da sé sui grandi carnivori un errore grave da persone ignoranti”.
Lo stesso Scarian si auspica un intervento a livello legislativo. “Quando si parla di montagna bisogna coinvolgere tutti, non solo gli allevatori, inoltre bisogna aprire un tavolo di confronto sui grandi carnivori. Ispra e altri esperti hanno fatto capire che l’idea di spostare la metà degli orsi fuori dal Trentino serve solo per spostare l’attenzione da una questione che non si riesce a risolvere”.
Per l’appassionato gli esemplari problematici vanno messi in condizione di non nuocere. “Rossi si era preso la responsabilità di rimuovere un’orsa ritenuta pericolosa, Fugatti non ha avuto la capacità di farlo anche se ne avrebbe avuto la possibilità”, conclude Scarian. Per parlare dei grandi carnivori, e in particolare del lupo, è stato organizzato un incontro che si terrà il prossimo 3 luglio alle 20e30 al teatro parrocchiale di Panchià.









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