Lupi sul Baldo, la Leal accusa la Provincia: "Usa i bovini come alibi per la mattanza e tradisce profonda irresponsabilità gestionale"
La Leal interviene dopo la comunicazione della Provincia sul caso di predazione dei lupi nella zona di Avio: "Condanniamo questo tentativo di strumentalizzare l’episodio per giustificare una politica di gestione letale, ignorando che la protezione degli animali da reddito prevale sulle responsabilità gestionali e sulla gerarchia delle norme"

AVIO. "La dichiarazione della Provincia di Trento secondo cui, nel caso di bovini adulti, 'non sono previste opere di prevenzione' è l'elemento più grave e inaccettabile della comunicazione, e tradisce una profonda irresponsabilità gestionale". A dirlo Cristiano Fant, fauna selvatica Leal. "Condanniamo questo tentativo di strumentalizzare l’episodio per giustificare una politica di gestione letale, ignorando che la protezione degli animali da reddito prevale sulle responsabilità gestionali e sulla gerarchia delle norme".
La Provincia ha comunicato che "sei bovini adulti al pascolo sono rimasti feriti e si trovano attualmente in cura al veterinario aziendale. Si tratta di un branco diverso da quello che gravita nella Lessinia trentina e, nel caso di bovini adulti, non sono previste opere di prevenzione. L'Amministrazione sottolinea come la possibilità di rimuovere esemplari problematici o dannosi rappresenti un elemento fondamentale per la gestione della specie sul territorio, come avviene nel resto delle Alpi" (Qui articolo).
L'episodio è avvenuto nella zona di malga Lavacchio sul territorio di Avio. "Il lupo è un predatore opportunista", prosegue Fant. "L'attacco non è legato alle dimensioni della preda, ma alla sua vulnerabilità, dovuta alla mancanza di misure di guardia, all'assenza di recinzioni elettrificate adeguate o di un efficace presidio umano (guardiania), soprattutto in pascoli montani o non custoditi. Affermare che la prevenzione non è prevista per i bovini adulti equivale ad ammettere un deficit nella pianificazione zootecnica. Le misure non letali (cani da guardiania specifici per grandi mandrie, recinzioni mobili e rinforzate) sono dimostrate come l’unica soluzione efficace e duratura per la coesistenza, a prescindere dalla categoria di bestiame".
La Leal sostiene che la mancata adozione di misure preventive da parte degli allevatori e della Provincia stessa, anche per i bovini adulti, crea artificialmente le condizioni per il conflitto e, di conseguenza, per la richiesta di abbattimento, trasformando l'assenza di tutela in un casus belli contro il selvatico.
"La norma permette la deroga, l’abbattimento, solo in assenza di 'altra soluzione valida' ma anche a condizione che non venga pregiudicato lo 'stato di conservazione soddisfacente' della popolazione di lupi. Ricordiamo alla Provincia che il Consiglio di Stato è già intervenuto (nel caso di malga Boldera) disponendo la sospensione del decreto di abbattimento. Ciò conferma che la rimozione non è una misura automatica, ma l’estrema ratio da applicarsi con massima cautela e su basi scientifiche inoppugnabili".
Nella nota ufficiale sull'evento in Vallagarina, la Provincia ha comunicato di lavorare al piano di gestione, anche perché è strumento propedeutico in attesa del recepimento del declassamento del lupo a livello nazionale.
In questo caso la Leal chiede che il nuovo Piano di gestione del lupo in corso di elaborazione "respinga ogni ipotesi di riduzione della protezione del lupo rispetto allo status di 'specie rigorosamente protetta'. Impieghi la totalità delle risorse disponibili nella fornitura, installazione e formazione all'uso di strumenti di prevenzione non letale (recinzioni, cani da guardiania, sistemi di allarme) per tutte le categorie di bestiame, inclusi i bovini adulti. Subordini tassativamente ogni richiesta di rimozione (abbattimento) alla prova documentata del fallimento di tutte le misure di prevenzione attuabili. Continueremo a batterci affinché la gestione del lupo in Trentino sia basata sulla scienza, sul diritto e sull'etica e non sulla facile via della soppressione", conclude Fant.












