“Troppe falsità e voci allarmistiche su lupi e orsi” riapre il gruppo social fra i primi a fare informazione e smentire le fake news sui grandi carnivori in Trentino
Il gruppo “Fiemme e Fassa il ritorno del lupo” riapre i battenti: “Una decisione che non è stata presa alla leggera visto che sul tema orsi e lupi si preannunciano tempi difficili ma sui grandi carnivori si fa ancora troppa disinformazione”

TRENTO. Dopo 3 anni di attività e oltre 1.900 iscritti il gruppo Facebook “Fiemme e Fassa il ritorno del lupo” aveva chiuso i battenti. Ad annunciarlo, la scorsa estate, era stato lo stesso fondatore e amministratore Paolo Scarian: “Alla luce degli ultimi report nazionali e provinciali – spiegava – le informazioni raccolte sono tante e dimostrano in maniera inequivocabile che questi grandi carnivori sono tornati ad abitare le Alpi, per questo è giunto il momento di farci da parte e lasciare che l’informazione sia fatta da chi di dovere, anche se continueremo a vigilare sul fatto che questo compito sia svolto in maniera puntuale”.
Eppure con l’avvento del Governo Meloni le cose sono cambiate rapidamente. Dall’Alto Adige e dal Trentino, così come da altri territori, si sono moltiplicate le richieste per ottenere delle norme meno restrittive sugli abbattimenti inoltre lo stesso Governo ha presentato quello che è stato ribattezzato dagli ambientalisti “l’emendamento sulla caccia selvaggia”.
Così Scarian ha deciso di riaprire lo storico gruppo. “Prima di tutto devo ringraziare Valter Grossi che si è reso disponibile per mantenere aperto il gruppo “Fiemme e Fassa il ritorno del lupo”, facendo in modo che non venisse rimosso dai canali social”, afferma Scarian.
Alla luce di quanto sta avvenendo sulla scena politica nazionale e provinciale il gruppo riaprirà i battenti. “Una decisione che non è stata presa alla leggera – si legge in una nota firmata da Scarian e Grossi – visto che sul tema orsi e lupi si preannunciano tempi difficili. Sui quotidiani stiamo leggendo fatti resi allarmistici da chi scrive gli articoli, mi riferisco alla presunta aggressione da parte di un’orsa con i suoi cuccioli ai danni di un signore accompagnato dal suo cane. Tutto questo mentre le indagini sono in corso e la dinamica è ancora tutta da chiarire”.
Non solo, perché in Trentino le cose non vanno meglio. “Altro caso – proseguono Scarian e Grossi – è quello del lupo che si aggirava vicino ai paesi con una zampa amputata, o da una tagliola posizionata da bracconieri, o da un colpo di fucile sparato nel periodo venatorio. Anche qui la Provincia di Trento è assente in ambito informativo e non è chiaro cosa si stia facendo per quel lupo. In questi due casi molto recenti possiamo renderci conto di come ci sia ancora tanto da fare in ambito informativo sia per evitare allarmismo e panico fra le persone, sia per sollecitare gli organi preposti a dare notizie”.
Secondo gli amministratori del gruppo ci sono altri temi su cui è necessario riportare l’attenzione dell’opinione pubblica, come la gestione da parte della Provincia di Trento degli animali feriti o investiti. “Sul gruppo vogliamo raggiungere numeri ancora più significativi, perché i numeri rappresentano persone e queste contano quando si trattano temi che riguardano la tutela della biodiversità di un territorio”




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