Presenza dei lupi a Mori, Moiola (Patt): “Parlare di abbattimenti è pura demagogia, in Vallagarina pensare piuttosto ai corridoi faunistici”
Negli scorsi giorni in Consiglio comunale a Mori si è tenuto un incontro, alla presenza anche dell'assessora Zanotelli, per discutere della presenza sul territorio del lupo, dopo i numerosi avvistamenti e investimenti (purtroppo anche mortali) avvenuti nella zona

MORI. “Continuare a pronunciarsi a favore degli abbattimenti dei lupi è pura demagogia e anche se per ipotesi fosse permesso, sarebbe una scelta scientificamente sbagliata in quanto l'abbattimento non è un intervento risolutivo”. A parlare è il consigliere comunale del Patt di Mori Cristiano Moiola, intervenuto negli scorsi giorni in consiglio durante l'incontro che si è svolto per discutere, alla presenza (online) anche dell'assessora competente Giulia Zanotelli, della presenza del lupo sul territorio. Negli scorsi mesi infatti, nel territorio del Comune della Vallagarina, sono stati molti gli avvistamenti e investimenti (purtroppo anche mortali) di lupi. Ed è proprio da questa situazione, dice Moiola, che è nato il dibattito tra la popolazione: “Si parla di lupo a Mori – ha detto il consigliere – principalmente perché ha fatto scalpore che numerosi esemplari di questa specie siano stati investiti dalle automobili, su strade altamente trafficate, sulle quali mai si erano visti passare”.
Tra i moriani insomma, secondo l'esponente del Patt, si è parlato della questione in un modo differente rispetto a quanto è stato fatto in passato in altri territori, con uno “sguardo più 'cittadino'” proprio di un “territorio di bassa quota, altamente popolato, trafficato e con molte infrastrutture”. Per Moiola è quindi fondamentale calare i ragionamenti sulla questione in quella che è “la realtà moriana e della Vallagarina” la cui economia “non si fonda sui grandi allevamenti di bestiame e chi è preoccupato qui a Mori perché il lupo possa mangiare i suoi animali è per lo più un hobbista e possiede pochi capi. Certamente dispiace se il lupo mangia a quest’ultimo la gallina, l’asino o la capra ma trasformare tale fatto in una questione da affrontare con urgenza, così come giustamente magari si fa in altri comuni ben diversi dal nostro, e sperare che tale argomento possa interessare ai diecimila moriani per le stesse ragioni a cui interessa per esempio ai primierotti o ai valsuganotti, credo sia un errore di analisi della questione così come è un errore generalizzarlo e strumentalizzarlo a fini politici”.
Tra gli interventi proposti da Moiola per il territorio di Mori (dove, ribadisce il consigliere, “ci si è accorti del lupo non per i numerosi danni provocati da quest'ultimo ad una delle principali economie del territorio, ma principalmente per un pericolo stradale e gli incidenti di cui il lupo stesso è stato vittima”) ci sono i corridoi faunistici. Un intervento che pochi mesi fa anche l'Enpa aveva descritto come “particolarmente valido” (Qui Articolo) ma sul quale il Consiglio provinciale si era espresso in novembre bocciando una mozione presentata da Filippo Degasperi per impegnare la Giunta a realizzare uno studio sulla dislocazione e sulle caratteristiche dei possibili corridoi faunistici sul territorio provinciale (Qui Articolo). “Per dare una risposta a chi possiede animali per hobby a Mori e teme possibili attacchi di lupo – sottolinea Moiola – esistono già delle misure precise messe in atto in questi anni dalla Provincia come l'indennizzo totale di eventuali danni da lupo, il sostegno economico per la corretta predisposizione di opere di prevenzione, come le recinzioni, ed il finanziamento fino al 90% del totale per quanto riguarda l'acquisto di cani da guardiania”.
Sul fronte politico invece il consigliere ha poi parlato del tema degli abbattimenti, ribadendo come l'applicazione delle deroghe previste dalla normativa europea sul tema (e che permetterebbero, in extrema ratio, anche il prelievo, la cattura e l'uccisione dei predatori) risulti al momento “in stallo”. “Il piano lupo – scrive il consigliere – deve essere tecnicamente nazionale, non vi sarà alcun permesso esclusivo al Trentino da parte dell'Europa a possibili abbattimenti. In Europa ci sono già state delle deroghe ma solo per richieste arrivate a livello nazionale, cosa che invece non sta avvenendo in Italia”. Per questo, dice Moiola: “Continuare a pronunciarsi a favore degli abbattimenti dei lupi è pura demagogia, ma anche se ipoteticamente dovessero esser concessi, si tratterebbe comunque di una scelta scientificamente sbagliata in quanto l'abbattimento, come dimostrato proprio in questi Paesi dove è stata concessa la deroga, non va a risolvere la conflittualità che può nascere tra lupo e uomo”.
“La comunità scientifica internazionale, e basterebbe solo ascoltare gli esperti del Muse – conclude Moiola – ha sottolineato ormai da tempo come i metodi di prevenzione siamo molto più efficaci di quelli letali per ridurre i danni causati dai predatori agli allevamenti. Nei territori europei dove si è attivata una lungimirante politica di prevenzione i danni sono calati mentre dove sono stati applicati gli abbattimenti nella maggior parte dei casi i danni non solo non sono calati, ma addirittura spesso sono cresciuti”.





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