Specie alloctone, arriva il parere dell’Ispra e la Pat esulta. La rabbia dei pescatori: “Noi non siamo stati informati”
Fra la Provincia e i pescatori si è creata una frattura: “È la prova lampante, al contrario di quello che viene riportato nei comunicati, che il servizio e l’assessora Zanotelli non considerano affatto le associazioni e i loro rappresentanti”

TRENTO. Mentre il Parco Naturale Adamello Brenta ha dato il via libera all’immissione delle trote fario nelle acque dell’area protetta (andando contro il divieto nazionale), l’assessora competente Giulia Zanotelli ha fatto sapere che l’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ha fornito il proprio parere tecnico sullo studio del rischio elaborato dalla Provincia, per consentire l’immissione della trota fario nelle acque del Trentino per la pesca sportiva. Cosa ci sia scritto sul parere però non è stato reso noto.
Come spiega la Pat si tratta di una tappa fondamentale nell’ambito del complesso percorso amministrativo, per superare il divieto di immissione in natura delle specie ittiche considerate non autoctone dal Ministero dell’Ambiente di Roma. “Con determinazione continueremo ad affermare in tutte le sedi la necessità di riconoscere la trota fario come specie ‘parautoctona’, alla luce della secolare presenza di questo importantissimo pesce nelle acque del Trentino”, afferma Zanotelli.
La notizia però è stata accolta con distacco dai pescatori trentini. “Apprendiamo dal comunicato stampa della Provincia che è stata ricevuta da Ispra una risposta in merito allo studio del rischio”, il comunicato che arriva dall’Unione pescatori del Trentino presieduta da Stefano Martini. “Questa – prosegue la nota – è la prova lampante, al contrario di quello che viene riportato nei comunicati, che il servizio e l’assessora competente non considerano affatto le associazioni pescatori e i loro rappresentanti in quanto non informati di questa riposta che è il problema principale che ad oggi le associazioni devono gestire”. Da tempo le associazioni di pescatori lamentano di non essere sufficientemente coinvolte, tanto che erano arrivate a minacciare lo stop alla pesca.
Ad ogni modo, una volta conclusa la verifica di assoggettabilità a valutazione, procedura attraverso la quale valutare se determinati progetti possono avere impatti negativi sull’ambiente, l’Amministrazione provinciale potrà approvare lo studio del rischio aggiornato, tenendo conto delle indicazioni contenute nel parere Ispra e nel provvedimento dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente.


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