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| 27 feb 2023 | 16:16

“È più importante la pista da bob di Cortina o la bonifica delle aree inquinate da Pfas?”, Guarda contro la Regione: “Si deve fare di più, serve un progetto definitivo”

L’area interessata dall’inquinamento da Pfas è pari a circa 180 chilometri quadrati, la consigliera di Europa Verde Cristina Guarda: “Sono dieci anni che attendiamo un progetto di bonifica definito, con scadenze chiare”

“È più importante la pista da bob di Cortina o la bonifica delle aree inquinate da Pfas?”
di Tiziano Grottolo

TRISSINO. A partire dal 1977, in Veneto, si sono susseguite una serie di segnalazioni per via dell’inquinamento di alcune falde acquifere. Nel 2013 l’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto indicò che la contaminazione delle acque superficiali, delle acque di falda e degli acquedotti pubblici, legata a sostanze perfluoroalchiliche (meglio note come Pfas), avrebbe come fonte principale lo scarico industriale della Miteni Spa, un’industria chimica situata nel comune di Trissino.

 

Come sottolinea Legambiente in Veneto l’area interessata dall’inquinamento è pari a circa 180 chilometri quadrati di un vasto territorio che si estende tra le province di Vicenza, Verona e Padova, per una popolazione stimata di 300mila abitanti. All’interno di questo territorio trenta comuni si sono trovati a dover far fronte all’inquinamento anche dell’acqua potabile, visto che la loro fonte di approvvigionamento risulta fortemente inquinata da queste sostanze.

 

Al momento è ancora in corso un processo che vede imputati 15 manager di Miteni, Icig e Mitsubishi Corporation, accusati a vario titolo di avvelenamento delle acque, disastro ambientale innominato, gestione di rifiuti non autorizzata, inquinamento ambientale e vari reati fallimentari.

 

Nel mentre la Regione sta cercando di intervenire ma secondo la consigliera regionale di Europa Verde, Cristina Guarda, lo sta facendo troppo lentamente. “Gli sforzi compiuti dalla Regione hanno sin qui permesso solo la parziale sostituzione degli acquedotti, tant’è che 18.000 persone sono ancora senza allacciamento acquedottistico, e di certo non rassicura apprendere che la gara per una parte dell’allacciamento più importante è stata sospesa dall’ente gestore”. Secondo Guarda manca all’appello anche lo studio epidemiologico che era stato promesso nel 2017.

 

Sono dieci anni che attendiamo un progetto di bonifica definito, con scadenze chiare – incalza la consigliera – è evidente che per quanto ci si sforzi a dire che si è fatto tutto il possibile, la Regione Veneto avrebbe dovuto fare molto di più”. Secondo Guarda sono mancate un’informazione trasparente, interventi per i lavoratori, controlli più efficaci sulle contaminazioni in corso, difesa dell’agricoltura e interventi per i cittadini più esposti, donne, bambini e agricoltori, i più contaminati dopo i lavoratori della ex Miteni. “Chi inquina deve pagare – conclude – ma dobbiamo davvero attendere i tempi della azienda? È più importante una pista da bob a Cortina o la protezione della seconda falda più importante d’Europa?”.

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