"Forme circolari sui prati in quota", le foto sui social diventano virali. L'esperto: "In antichità venivano chiamati 'cerchi delle streghe'". Ecco di cosa si tratta
Fenomeni di cui parlava anche Shakespeare nel 1611 nella sua opera teatrale "La tempesta": "E voi minuscole figurine che al chiaro di luna tracciate cerchi d'erba amara, che le greggi rifiutano. E voi che per gioco fate nascere i funghi a mezzanotte felici nell'udire il solenne coprifuoco", scriveva il drammaturgo. Ecco di cosa si tratta

BELLUNO. Sono sempre oggetto di grande curiosità e conducono (non di rado) alcuni a dare le più fantasiose delle spiegazioni. Sono quei 'cerchi' fotografati sui prati in quota: "Si tratta di fenomeni naturali - esordisce Marco Avanzini, geologo del Muse -. Forme recentemente fotografate sul Monte Pavionet ma che vediamo comunemente anche sulle nostre montagne in Trentino", anticipa.
A raccontare di cosa si tratti, a partire da alcune fotografie recentemente circolate sui social e ritraenti un versante del Monte Pavionet, è il geologo del Muse: "Sono forme che si vedono comunemente anche sulle nostre montagne - torna a sottolineare - soprattutto sull'Arco Prealpino, in particolare dove ci sono suoli fertili e uniformi, formatisi su rocce calcaree e argillose", premette.
Si tratta quindi di aree dove il terreno risulta piuttosto fertile, come accade "sull'Altopiano di Asiago o quello di Folgaria, sul Monte Baldo o ancora sui monti Lessini - prosegue -. Grandi superfici a pascolo con versanti dolci coperti da praterie d'alta quota". Punti in cui si possono intravedere zone dove l'erba si fa più scura formando semicerchi, mezzelune, o ancora cerchi veri e propri: "Là la vegetazione è molto più verde rispetto al resto del prato".
Di questi fenomeni naturali ne parlava anche Shakespeare nel 1611 nella sua opera teatrale "La tempesta" in cui si legge: "E voi minuscole figurine che al chiaro di luna tracciate cerchi d'erba amara, che le greggi rifiutano. E voi che per gioco fate nascere i funghi a mezzanotte felici nell'udire il solenne coprifuoco", scriveva il drammaturgo, anticipando il 'segreto' di quelli che in antichità erano stati definiti "i cerchi delle streghe".
"Questi circoli marcati da una vegetazione più rigogliosa sono dovuti al modo di vegetare del micelio di alcune specie di funghi - rivela finalmente l'esperto -. Il fungo produce enzimi in grado di digerire la materia organica presente nel terreno, trasformandolo in molecole nutrienti, motivo per cui la vegetazione che si trova ai bordi del cerchio, dove spuntano i funghi, risulta più rigogliosa".
"A volte si tratta di funghi 'evidenti', grandi con cappello, altre volte invece sono funghi più piccolini e difficili da vedere. In questi ultimi casi, domina il carattere macroscopico dell'erba". Cerchi creati da colonie funginee che si espandono radialmente (creando 'naturalmente' dei cerchi in particolare quando il terreno è uniforme ndr), con la possibilità che nel tempo queste forme si ingrandiscano sempre più - conclude Avanzini -. In Francia esistono cerchi larghi parecchie decine di metri: in quei casi si tratta di colonie vecchie centinaia d'anni".












