Il lago di Garda sfiora il livello medio: non succedeva da oltre un anno. Ecco la situazione siccità dopo le piogge delle ultime settimane
Attualmente l'altezza idrometrica nel più grande lago italiano è di appena 1,4 centimetri al di sotto della media per il periodo (103,7 centimetri contro 105,1), tornando quindi sostanzialmente su livelli normali. L'ultima volta che il Benaco si è trovato in questa condizione è stato nell'aprile dello scorso anno, prima dei lunghi mesi di siccità e caldo record che hanno caratterizzato il 2022 (e le cui conseguenza, nonostante le abbondanti piogge di maggio, si vedono ancora oggi)

TRENTO. Dopo le piogge di maggio l'altezza idrometrica nel lago di Garda è tornata sostanzialmente a toccare il livello medio per il periodo. Guardando allo storico fornito dalle autorità degli Enti regolatori dei grandi laghi, l'ultima volta che il Benaco aveva segnato livelli pari (o estremamente vicini) a quelli medi per il periodo risale a oltre un anno fa, per la precisione alla prima settimana di aprile 2022. Da allora, a causa dei lunghi mesi di siccità e caldo estremo vissuti da buona parte del Paese, il livello nel più grande lago italiano si è mantenuto costantemente al di sotto dell'altezza idrometrica media, arrivando intorno alla metà di aprile di quest'anno a toccare addirittura i minimi storici per il periodo (intorno ai 47 centimetri sullo zero idrometrico).

Al momento la differenza tra il livello del lago e la media è di appena 1,4 centimetri (103,7 centimetri rispetto a 105,1): dal 1 maggio ad oggi, in sostanza, l'altezza idrometrica del Benaco è aumentata di oltre 50 centimetri (da 52,3 centimetri a 103,7). Si tratta di una crescita importante alimentata, come detto, dalle abbondanti precipitazioni che hanno interessato il territorio nel mese di maggio (e che stanno continuando anche in questo primo scorcio di giugno). Come già riportato, in Trentino per esempio il mese scorso è stato più piovoso dei quattro mesi precedenti insieme (a maggio nella stazione di Trento Laste è stata registrata una cumulata di 177,2 millimetri a fronte dei poco meno di 130 millimetri caduti tra gennaio e aprile, Qui Articolo) e per i prossimi giorni gli esperti prevedono ancora instabilità dal punto di vista meteorologico sul territorio (Qui Articolo).

Una buona notizia insomma per quanto riguarda lo stato di salute di uno dei più importanti corpi idrici del nostro Paese, ma quanto hanno influito le recenti precipitazioni sulla situazione siccità in Italia? Gli esperti del Consiglio nazionale delle ricerche e dell'Istituto per la BioEconomia rispondono nell'ultimo bollettino siccità, precisando che “rispetto al breve e medio periodo, le piogge di maggio hanno fatto recuperare il deficit praticamente ovunque, eccetto alcune aree ancora interessate da valori negativi in Piemonte e Valle d'Aosta (sui 6 mesi). Rispetto al lungo e lunghissimo periodo invece, una percentuale più o meno variabile di territorio regionale del Nord Italia continua ad essere interessata da siccità severo-estrema”. In altre parole, il deficit di piogge a 12 e 24 mesi, nonostante le ultime precipitazioni, non è stato ancora appianato.

Una situazione, dicono gli esperti, che non riguarda certo solo il nostro Paese: “A fine maggio – si legge infatti nel bollettino – la siccità di lungo periodo a livello europeo continua a non mollare la presa soprattutto sulle aree occidentali mediterranee e ad est. In diverse zone dell'Europa sud-occidentale, infatti, persiste una siccità che si può far risalire a quasi due anni, nonostante le piogge di maggio (in alcuni casi anche alluvionali) abbiamo ridotto i deficit accumulati sul breve e medio periodo. In Spagna, ad esempio, maggio si è chiuso con cumulati di pioggia nella media se non superiori in alcune aree, ma la riserva idrica media ha continuato ad essere inferiore al 50%”. In Italia è sicuramente incrementata, come visto, la riserva idrica nei grandi laghi e bacini del nord: “Portando i valori quasi al valore massimo di invaso nel Lago Maggiore e d'Iseo e le altezze idrometriche finalmente sopra i valori medi del periodo”. Eccezione in questo caso il Garda che però, come anticipato, sta recuperando terreno.

“Anche i livello del Po – si legge nel documento – dopo mesi di stagnazione ben al di sotto dei valori medi, sono risaliti lungo l'intera asta, in particolare nella seconda metà del mese (con oscillazioni anche elevate dovute agli eventi di pioggia più intensi). In Piemonte, anche i livelli delle falde stanno aumentando, anche se i livelli di soggiacenza delle acque sotterranee (la distanza tra il piano campagna ed il livello dell'acqua di falda) permangono ampi”. Guardando in particolare al Trentino, le precipitazioni hanno come detto dato un apporto positivo a livello sia stagionale che semestrale. Guardando però ai dati annuali, anche sul nostro territorio permangono situazioni di siccità severo-moderata in particolare nelle zone sud-orientale e occidentale.












