Lo sci è in pericolo, 200 campioni chiedono alla Fis una rivoluzione: ''Serve strategia spinta per la sostenibilità. Il cambiamento climatico sta mettendo in crisi il comparto''
Dalla neve che non c'è al surriscaldamento delle temperature, dall'opinione pubblica che è sempre meno favorevole alla riduzione dei ghiacciai i campioni di sci, snowboard, freestyle chiedono alla Fis azioni concrete e impattanti: ''Questa è la nostra gara più importante, vinciamola insieme''

TRENTO. Ci sono alcuni dei più grandi, da Mikaela Shiffrin a Federica Brignone, per non parlare dei campionissimi dello snowboard e quelli del fondo. Il mondo dello sport che di neve, in qualche modo, vive finalmente chiede un cambio di passo dopo una stagione, l'ultima, che è stata funestata dal cambiamento climatico con gare saltate, appuntamenti rimandati, piste in condizioni pietose. D'altronde basta il dato sulle Alpi che fanno registrare un 56% in meno di neve rispetto alla media del decennio precedente (2011-2021) a far capire come la situazione sia drammatica. Il tutto con un carico di disagi e problemi che a cascata colpiranno tutto e tutti perché neve significa acqua e significa riserve (anche in termini di copertura dei ghiacciai) idriche e quindi sopravvivenza di flora, fauna ed economia e allevamento e agricoltura e chi più ne ha più ne metta. Per sintetizzare con una parola, significa vita.
Tra i tanti settori colpiti c'è anche quello del mondo dello sci che con i suoi campioni ha deciso di chiedere un deciso cambio di passo alla Federazione internazionale (Fis) con una lettera dal titolo ''Il nostro sport è in pericolo''. ''Come atleti Fis - scrivono gli oltre 200 campioni - stiamo già sperimentando gli effetti del cambiamento climatico nella nostra vita quotidiana e nella nostra professione. Sempre più spesso le competizioni devono essere cancellate a causa di eventi meteorologici estremi o per mancanza di neve. Le piste per gli allenamenti pre-stagionali diventano sempre più rare e ogni anno più brevi, perché i ghiacciai si stanno riducendo a un ritmo spaventoso. Un'ondata di calore a gennaio porta la prossima mancanza di neve in Europa. Presto non saremo più in grado di produrre neve artificiale in alcune piste classiche della Coppa del Mondo, dato che le temperature invernali salgono sopra lo zero nelle stazioni sciistiche a bassa quota''.
Infatti ci sono studi che certificano come di questo passo entro il 2050 non si potrà più sciare a Cortina d’Ampezzo e Torino, ma anche nelle vicina Austria a Innsbruck, Garmisch-Partenkirchen e a St. Moritz, in Svizzera se non verranno attuate azioni concrete per contrastare il cambiamento climatico.
E poi c'è la percezione che i cittadini ormai hanno verso l'industria dello sci che è in caduta libera. Un'attività dispendiosa, costosa, che intacca l'ambiente profondamente artificiale. E non è un caso se un report recentemente pubblicato dall'Osservatorio Confcommercio-Swg, piazza al quinto e ultimo posto lo sci fra le "motivazioni che spingono i vacanzieri a muoversi". ''L'opinione pubblica sullo sci - proseguono i 200 professionisti - ormai lo ritiene ingiustificabile. Ciò metterà in difficoltà anche l'industria. Il nostro sport è minacciato nella sua essenza e urgentemente''. E quindi ecco le richieste che vengono poste alla Fis per combattere il cambiamento climatico e di ''ripulire'' l'immagine dello sci agli occhi del mondo.
''I rappresentanti della FIS devono impegnarsi a raggiungere lo zero netto per tutte le operazioni e gli eventi FIS entro il 2035 o prima - chiedono i campioni della neve -. FIS deve creare una strategia di sostenibilità per raggiungere la riduzione delle emissioni del 50% entro il 2030, come da impegni assunti nell'ambito dello Sport per il Clima delle Nazioni Unite, e presentarla al pubblico prima dell'inizio della stagione 2024. FIS deve istituire un dipartimento di sostenibilità che garantisca che la sostenibilità diventi un aspetto chiave di tutti i processi di governance e delle azioni che devono essere controllati e certificati da un'organizzazione indipendente. È necessaria una piena trasparenza per sostenere il ruolo di FIS come pioniere''.
E poi una serie di azioni da mettere in campo che vengono lasciate in coda alla lettera (che pubblichiamo con le firme) perché, concludono i campioni dello sci ''questa è la nostra gara più importante, vinciamola insieme''.












