Contenuto sponsorizzato
Belluno
14 marzo | 17:42

Idroelettrico, scontro Provincia-Enel: "Non hanno versato milioni di euro". Sul tavolo anche diga del Vanoi e rinnovi delle concessioni

Presentata in Sala Piloni l’attività dell’ufficio Acque-Ambiente-Cultura della Provincia di Belluno. Tre le principali questioni sul tavolo: la controversia con Enel, che non vuole pagare i canoni stabiliti dalla nuova normativa, la diga del Vanoi e il rinnovo del mini idroelettrico, voce fondamentale per il bilancio dei piccoli Comuni che ora rischiano di perderla

BELLUNO. “Il settore idroelettrico è complesso. Le partite più importanti che stiamo conducendo sono tre: la diga del Vanoi, per la quale sembra ci si avvii alla conclusione, i rinnovi delle concessioni per il piccolo idroelettrico, che sono fondamentali per il bilancio dei piccoli Comuni, e quella attualmente più importante per la Provincia che riguarda l’enorme cifra che avanziamo dall’Enel per il canone binomio, con la quale potremmo realizzare delle opere di messa in sicurezza di cui il territorio ha bisogno”.

 

Così Massimo Bortoluzzi, consigliere provinciale delegato al demanio idrico, alla presentazione dell’attività dell’Ufficio Acque-Ambiente-Cultura della Provincia di Belluno.

 

Il servizio svolto dall’ufficio è molto importante per il bilancio della Provincia. Gli incassi totali avuti nel 2024 sono stati di 16.309.702 euro. Tuttavia, a questo bilancio manca un’ingente quota da parte di Enel, che non sta versando il dovuto perché ha fatto ricorso contro la normativa regionale di aumento del canone binomio per le grandi concessioni idroelettriche.

 

La partita aperta con Enel

 

Questione centrale per la Provincia è il contenzioso con Enel, che deve ancora versare il canone dovuto per il 2023 e il 2024: risorse, spiega il consigliere, sottratte alla realizzazione di servizi per lo sviluppo economico e sociale del territorio. Recependo la normativa nazionale, nel 2023 la Regione Veneto ha stabilito un aumento dei canoni per le grandi concessioni idroelettriche, sia la quota fissa (da 31,49 a 40 €/kw) sia la quota variabile, che dipende dalla produzione dichiarata (5% per il 2023 e 6% per il 2024). I grandi concessionari hanno però impugnato la decisione e, di conseguenza, si oppongono anche alle richieste da parte della Provincia di pagamento degli importi dovuti.

 

“Ad oggi - spiega Bortoluzzi - la Provincia avanza da Enel un totale di quasi 6,5 milioni di euro (6.462.048,24) per la quota fissa del 2023 e 2024, ai quali si dovranno aggiungere gli importi ancora da calcolare sulla quota variabile e che, secondo le stime, per il 2023 potrebbero valere circa 12,3 milioni mentre per il 2024 saranno anche superiori. Con questi soldi possiamo realizzare interventi per tenere le persone sul territorio: abbiamo già messo in piedi una serie di politiche che ci permettono di fare degli accordi con vari enti, come Unioni montane e Comuni, per poter usare queste risorse per politiche sociali che possano contrastare lo spopolamento”.

 

In situazioni analoghe in Piemonte e Lombardia, dove il percorso processuale è a uno stato più avanzato, Enel ha perso in primo grado e il canone binomio è stato riconosciuto come legittimo: Enel ha chiaramente impugnato l’esito, ma l'auspicio è che, se dovesse essere confermato il primo grado, non prosegua il ricorso anche in Veneto e, quindi, decida di versare l’importo dovuto.

 

La diga del Vanoi: buone prospettive con il cambio di presidenza al Consorzio

 

Altra questione affrontata a livello politico riguarda la diga del Vanoi, rispetto alla quale la Provincia ha assunto una posizione di contrarietà. “Sul tema - prosegue Bortoluzzi - abbiamo sempre partecipato agli incontri facendo osservazioni puntuali sia in sede tecnica sia nel dibattito pubblico. Il problema fondamentale è che lo sfruttamento idroelettrico dell'opera è molto sottopotenziato rispetto alla grandezza dell’opera. Inoltre l’impianto ricadrebbe in provincia di Trento e, per la Provincia di Belluno, oltre a non esserci un guadagno, si profilerebbe il rischio di effetti negativi sia a livello sociale sia a livello economico, nel caso di eventi avversi legati all’alterazione del regime idrogeologico. In passato abbiamo portato le nostre istanze al Consorzio Brenta e ora sembra che il nuovo presidente non sia a favore dell’opera, per cui auspichiamo che si vada verso soluzioni alternative”.

 

Piccolo idroelettrico: a rischio i bilanci di molti piccoli Comuni

 

Infine, il rinnovo delle concessioni idroelettriche per gli impianti sotto i 3 MW. La direttiva europea Bolkestein impone che i servizi siano messi a gara, ma per le piccole derivazioni la mancanza di chiarezza su come procedere ha spinto la Provincia ad agire in difesa dei Comuni.

 

“Molti piccoli Comuni - conclude Bortoluzzi - si reggono sul bilancio che deriva dall’idroelettrico ma per le piccole concessioni in scadenza non era stato stabilito come procedere con la gara. Dopo aver chiesto chiarimenti all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcom) e alla Regione, ricevendo solo l’indicazione di fare la gara, abbiamo deciso di mantenere lo stato di fatto per le centraline con le concessioni scadute. Al momento la Regione ha prorogato le concessioni al 2029 e rimaniamo in attesa del giudizio della Corte di Giustizia europea, alla quale la stessa Corte Costituzionale ha chiesto di risolvere i dubbi".

 

"Dobbiamo portare avanti questa partita perché le mini idroelettriche tengono in piedi i bilanci dei piccoli Comuni: sono soldi che rimangono sul territorio a favore dei suoi abitanti. Ci sembra quindi giusto che siano stabiliti dei criteri a livello nazionale per chi utilizza questo bene per fini pubblici e ne gestisce i ricavi a beneficio della pubblica utilità. Mi aspetto, a livello nazionale ed europeo, un serio pronunciamento sul tema”.

 

 

 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 24 aprile | 07:08
Il dramma nella serata di ieri, l'allarme è stato lanciato dai famigliari. L'uomo aveva appena acquistato il tornio e lo stava sistemando in [...]
Cronaca
| 24 aprile | 06:00
La denuncia di Verdi e ambientalisti: "Due mesi dopo i giochi, non resta nulla se non una sacco di spese e costi fuori controllo"
Cronaca
| 23 aprile | 19:59
Da quando è stato sostituito con una struttura nuova, moderna e accogliente, il bivacco "Fiamme Gialle", realizzato nel 1958 dalla Guardia di [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato