"Si stima la presenza di 8-13 orsi, le unità riproduttive dei lupi passano da 25 a 28": sempre più grandi carnivori in Lombardia
Nel report Grandi carnivori relativo al 2024 numeri in aumento per orsi e lupi in Lombardia. Il Presidente della commissione Montagna Giacomo Zamperini: "È fondamentale gestire questa fauna in modo compatibile con la presenza dell’uomo, che non può essere costretto a rinunciare ai propri spazi. Sebbene finora non si siano verificati incidenti gravi, la crescente diffusione dei grandi carnivori comporta un rischio reale per le persone e per le loro attività"

MILANO. Crescono i segnali di presenza dei lupi (+110% dal 2023) e degli orsi (+77% in due anni) e la Lombardia "corre ai ripari".
A raccontarlo è la quinta edizione del Rapporto Grandi Carnivori 2025 presentata oggi in Commissione Speciale Montagna della Regione Lombardia: il rapporto illustra le informazioni sulla presenza in regione dei grandi carnivori (orso bruno, lupo, lince e sciacallo dorato) e sulle attività svolte durante l’anno relative al monitoraggio delle specie, alle iniziative realizzate a supporto di allevatori e apicoltori per prevenire e indennizzare i danni, alla gestione di situazioni di emergenza, all’antibracconaggio, alla formazione e alla informazione nei confronti dei cittadini.
LUPO.
Nel 2024 il monitoraggio del lupo ha portato alla raccolta di 2.019 segni di presenza (avvistamenti, fotografie, foto e/o video da fototrappolaggio, predazioni, tracce, inclusi 170 campioni organici analizzati). Nel 2023 il dato era stato di 961 (la crescita è del 110%).
Il monitoraggio ha confermato una presenza in crescita della specie sia in ambito alpino che in zone di pianura, con un minimo di 28 unità riproduttive accertate, di cui 24 branchi e 4 coppie e ulteriori 4 branchi e 1 coppia non confermati da accertare. 25 esclusivamente in territorio lombardo e 8 condivisi con le regioni italiane confinanti e con la Svizzera. Rispetto all’anno precedente le unità riproduttive minime sono passate da 25 nel 2023 a 28 nel 2024.
ORSO.
Il monitoraggio dell’orso bruno nel 2024 ha portato alla raccolta di 78 segni di presenza, per la maggior parte in Provincia di Brescia (55 segni di presenza). Le analisi genetiche hanno consentito di individuare 8 orsi maschi (M68, M74, M80, M82, M85, M109, M115 ed M88). Nel 2024 non è stata confermata sul territorio lombardo con segnalazioni di avvistamenti di femmine accompagnate da cuccioli dalle aree di confine (Valle Caffaro e Passo Tonale), ma è avvistata una femmina con un cucciolo sul limitrofo versante trentino. In mancanza di ulteriori evidenze genetiche, incrociando date, luoghi, elevata capacità di spostamento giornaliera e sesso degli individui, è possibile stimare che circa 8-13 orsi abbiano frequentato la Lombardia nel 2024. Non sono riportati incontri ravvicinati o casi di orsi problematici.
LE PAROLE DI GIACOMO ZAMPERINI (Presidente della commissione Montagna Regione Lombardia).
“Le presenze di lupi e orsi sono più che raddoppiate e non si limitano più alle aree montane o rurali: oggi si registrano anche in pianura e nei centri urbani. È fondamentale gestire questa fauna in modo compatibile con la presenza dell’uomo, che non può essere costretto a rinunciare ai propri spazi. Sebbene finora non si siano verificati incidenti gravi, la crescente diffusione dei grandi carnivori comporta un rischio reale per le persone e per le loro attività. Il recente declassamento dello status di protezione del lupo a livello europeo consente finalmente di avviare un piano di gestione anche in Lombardia”.
INTERVENTI.
Le attività di supporto agli allevatori per prevenire i danni del lupo sono state realizzate attraverso 6 Unità di Intervento di Prevenzione dei danni da Lupo che hanno condotto 62 interventi a sostegno degli allevatori, inclusa la cessione in prestito gratuito di 19 kit di prevenzione (recinti elettrificati, in particolare). L'88% degli interventi ha riguardato l'area prealpina e alpina del territorio regionale, con una maggiore frequenza registrata nelle province di Sondrio (17), Como (14) e Brescia (14). Il 32% degli interventi sono stati preventivi, il 53% a seguito di eventi di predazione e il 15% per il controllo dei recinti e il sostegno alla gestione dei cani da protezione del bestiame.
Regione Lombardia indennizza i danni causati dai grandi carnivori attraverso una specifica assicurazione: nel 2024 sono stati richiesti 123 indennizzi per complessivi 77.780,00 €, di cui 8.660,00 € per 13 danni da orso ed i restanti 69.120,00 € per 110 danni da lupo. Per l’anno 2024 non è ancora stata conclusa l’istruttoria di 18 pratiche. Le province di Brescia, Bergamo, Como e Sondrio sono state le più colpite. Il 77% degli episodi di danno da lupo sono a carico di ovicaprini. Per quanto concerne i danni al patrimonio zootecnico (116 sul totale di 123 pratiche di danno), 89 pratiche di danno al momento dell’evento predatorio non era presente alcuna misura di prevenzione. Le analisi genetiche effettuate su campioni organici rinvenuti su predazioni in 23 campioni rilevano DNA di cane.
Nel 2024 12 lupi sono stati trovati morti, la maggior parte per incidenti stradali. La lupa ritrovata ferita in un laccio trappola, è stato curato e poi rilasciato, dotato di radiocollare. I due Nuclei Cinofili Antiveleno creati nell’ambito del progetto Life WOLFALPS EU, nel 2024 hanno condotto 172 pattugliamenti sistematici del territorio di cui 123 a scopo preventivo, 49 operazioni urgenti di ispezione e bonifica, con il ritrovamento di esche avvelenate in 7 casi. Da parte della polizia Provinciale di Bergamo con l’ausilio dell’Unità Cinofila Antiveleno di Brescia sono state condotte 2 operazioni antibracconaggio.
Per quanto riguarda la gestione delle situazioni di emergenza che coinvolgono gli orsi, nel 2024 non si sono verificati episodi. È stato unicamente gestito un caso di un orso che si è alimentato del mangime di un silo presso una cascina stabilmente abitata dal conduttore e famiglia, per prevenire ulteriori danni è stata quindi installata una recinzione elettrificata e in aggiunta sono stati installati dei dissuasori acustici a seguito del cui funzionamento l’animale non è più tornato.












