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Marmolada, c'è un'immensa discarica ricordo di generazioni passate. Mountain Wilderness in tre ore porta via 12 quintali si rifiuti

A 200 metri dal Rifugio Pian dei Fiacconi si trova una discarica a cielo aperto. Lattine, bicchieri, piatti. Tessadri: "In poco meno di tre ore in quindici abbiamo portato via più di una tonnellata di roba. Ma ci sarebbe da pulire per una settimana"

Di Luca Pianesi - 03 settembre 2017 - 13:40

CANAZEI. Pare sia gigantesca la discarica a cielo aperto che si trova sulla Regina delle Dolomiti. Ieri i volontari di Mountain Wilderness Italia sono saliti in quota e si sono messi al lavoro recuperando in poco meno di tre ore dodici quintali di rifiuti. L'iniziativa è partita a circa 200 metri di distanza dal Rifugio Pian dei Fiacconi. I volontari dell'organizzazione internazionale, che si occupa di difendere e recuperare gli ultimi spazi incontaminati del pianeta, hanno raggiunto i 2.626 metri del rifugio con l'impianto di risalita. Lì al presidente Franco Tessadri e ai suoi volontari si sono aggiunte delle guide alpine e il gestore del rifugio stesso, Guido Trevisan con alcuni del personale. In totale una quindicina di persone, armate di guanti, abbigliamento bello pesante (non prometteva bene il tempo) e scatoloni di plastica, si sono dirette verso il punto individuato dalla stesso rifugista. 

 

 

Lì, dal terreno, spuntavano le prime lattine, scatole e bottiglie ma è bastato smuovere il terriccio con il rastrello per far riaffiorare quintali, è il caso di dirlo, di rifiuti. "Non sono quelli della guerra - spiega Tessadri - che per essere recuperati necessitano di personale apposito e autorizzazioni. Qui stiamo parlando dei rifiuti del turismo degli anni '60-'70 e qualcosa anche più recente. Diciamo che le cose più nuove potevano essere di 12-15 anni fa. Che cos'è? Probabilmente una vera e propria discarica. Riportare in valle i rifiuti, un tempo, pareva inutile. Non c'era la stessa attenzione che c'è oggi per l'ambiente e la natura. Era un mondo diverso del quale oggi paghiamo, ovviamente, le conseguenze. In quel punto c'è la neve da novembre ad aprile e un tempo arrivava il ghiacciaio. Probabilmente gettavano questi rifiuti da cucina, piatti, bicchieri, scatole e lattine, nei crepacci. Sembrava un modo per risolvere il problema. Problema che, chiaramente, oggi riemerge in tutta la sua drammaticità". 

 

Ed ecco quindi i primi 12 quintali di rifiuti raccolti. "In quindici per due/tre ore - prosegue Tessadri - ma lì ci sarebbe da ripulire per una settimana. C'è tanto da fare per recuperare la nostra montagna. Noi ci battiamo anche per togliere i vecchi impianti obsoleti, eliminare i blocchi in cemento che a nulla servono più, insomma per riportare la montagna all'originale splendore". C'è tanto da fare. Durante i lavori di pulizia abbiamo riflettuto sulla pesante eredità ambientale che le generazioni precedenti ci hanno lasciato. Ci sentiamo in dovere di lasciare alle generazioni future un mondo migliore di quello che abbiamo trovato. Per questo serve diffondere una cultura del rispetto e della sensibilità per l’ambiente che ci ospita". Le 20 casse di rifiuti sono state portate con l'impianto a valle, a Fedaia e finiranno nel residuo. Poco di quanto raccolto, infatti è parso differenziabile. Sul posto si è recato anche il sindaco di Canazei Parmesani. "Tante volte non siamo d'accordo con le scelte dell'amministrazione per la montagna - conclude Tessadri - ma questa volta lo ringraziamo per la vicinanza espressa".

 

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