Alla Mostra del cinema di Venezia la regista danese Kvinde Ukendt indaga sul corpo femminile come "campo di battaglia": cosa si è pronti a fare pur di difendere la vita che si è conquistata?

Appassionata di arte e cinema con Chaplin nel cuore
Memoria e contemporaneità. Kvinde Ukendt presenta l’intenso film danese “Woman unknown” in concorso ed è l’unica regista quest’anno in concorso con Rachel Szor che presenterà “Naza” con Yvan Abraham, film in concorso a sorpresa.
La regista indaga profondamente sulle donne che, durante la Seconda guerra mondiale, intrecciarono relazioni con soldati nazisti e furono punite dopo il conflitto. Vengono chiamate collaboratrici orizzontali, sono tante in Europa, per sopravvivere devono nascondersi o cambiare identità.
Donne umiliate, con i folti capelli tagliati e con scritte denigratorie sul corpo. Un corpo che loro hanno svenduto. Il film è ambientato nell’immediato dopoguerra in Danimarca. Un periodo anarchico, in cui non esistevano leggi definite. La regista, di madre danese e padre egiziano, cresciuta in un sobborgo di Copenhagen, è al suo debutto in Concorso a Venezia.
La sensibilità nella scelta delle inquadrature ricorda, tra specchi e stanze con lunghi corridoi, i quadri del pittore danese Vilhelm Hammershoi, il “poeta del silenzio”. La protagonista Marie, Mathilde Arcel, vive nella casa del ricco vedovo imprenditore padre di una bambina.
Marie lavora come domestica e bambinaia, per il suo aspetto e per la personalità discreta ed attenta, viene chiesta in sposa dal vedovo. Lei ha dei segreti nel suo passato che riguardano una relazione avuta con un soldato tedesco durante l’occupazione.
Il corpo di Marie, come quello di tante donne, diviene un “campo di battaglia”, un conflitto universale, al di fuori del campo bellico.
"Le donne hanno spesso pagato il prezzo della guerra con il proprio corpo: attraverso il controllo, la punizione e la violenza sessuale”. Parole di Ukendt. Non c’è spazio per chi offende l’identità nazionale.
Tra portoni sbattuti e finestre che mostrano la vita degli altri, le luci sfiorano i corpi per mostrarne la bellezza delle forme e nascondere la violenza subita. Cosa si è pronti a fare pur di difendere la vita che si è conquistata?


















