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Moranduzzo, Cia e Loss, candidati acchiappa-voti. Per la serie: “Votami ma fregatene di quel che farò del tuo voto perché ho altro da fare”

Martina Loss è parlamentare leghista. Devid Moranduzzo e Claudio Cia sono consiglieri regional-provinciali: il primo leghista e il secondo di Agire. Se saranno inviati dagli elettori in consiglio comunale, gli ultimi due dovranno scegliere su quali scranno sedere. La prima, invece, potrà tenere entrambe le cariche (come ha già fatto tra assenze e ubiquità) e allora eccola presenta anche in consiglio circoscrizionale (carica incompatibile con quella comunale)
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Di Carmine Ragozzino - 12 agosto 2020

Giornalista, ha lavorato per Alto Adige, Gazzettino e Trentino

Capita che anche un vocabolario approssimato venga in aiuto ai concetti. “Non diamo alito alle polemiche” è, per esempio, un’uscita indimenticabile del consigliere provinciale Devid Moranduzzo. Uno scivolone linguistico sul quale è ingiusto infierire. La vita, si sa, è spesso un refuso. Per dirla con un altro leghista doc – magic Mirko Bisesti – non si può pretendere che tutti abbiano la “conoscienza” dell’italiano corretto. Tutti no, un assessore all’istruzione magari sì. Per non dare ''alito'' alle polemiche è utile tenersi leggeri. Occhio, leggeri ma non digiuni. Se ti rifiuti di mangiare un po’ di politica sarà inesorabilmente la politica a mangiarti. Tuttavia è meglio evitare i piatti pesanti di una demagogia che purtroppo è frequentemente trasversale negli slogan e nelle azioni dei partiti.

 

Più di tutto è d’obbligo riconoscere le portate più infide nel menù della politica. La cucina più indigesta? Quella che usa in abbondanza il condimento della furberia. Nell’infinita anagrafe delle candidature per il futuro consiglio comunale di Trento la furberia ha nomi e cognomi.Tre nomi e cognomi spiccano: Martina Loss, Devid Moranduzzo e Claudio Cia. Mettiamo subito in chiaro una questione per parare con anticipo la Voce (del Trentino) di chi ci vomiterà addosso le accuse di pregiudizio comunista. Sui valori e sui voleri, (se eletti), dei tre campioni della destra non si ha né tempo né voglia di disquisire. C’è, al contrario, tempo, voglia e perfino obbligo di porre un quesito a cavallo tra l’etica e la coerenza ai tre candidati e chi li apprezza, apprestandosi a votarli.

 

Martina Loss è parlamentare leghista. Devid Moranduzzo e Claudio Cia sono consiglieri regional-provinciali: il primo leghista e il secondo di Agire. Se saranno inviati dagli elettori in consiglio comunale, (e non occorre scomodare Mago Merlino per pronosticare i successi personali), Moranduzzo e Cia dovranno scegliere su quali scranno sedere. E a quale “ufficio compensi” rivolgersi mese dopo mese. Per i due consiglieri esiste infatti l’incompatibilità tra le cariche in Provincia e in Comune. Per la deputata no: può bellamente tenere i piedi in due staffe istituzionali, “una e bina”. Così come per altro ha già fatto nella scorsa legislatura e così come ha già dichiarato di voler fare in futuro. Senza alcun patema. Il patema, però, potrebbe averlo chi si prende la briga di scorrere l’elenco delle presenze/assenze dalle sedute del consiglio comunale di Trento nella legislatura ormai in archivio. La deputata una e bina avrà certo una gran forza di volontà ma difetta del dono dell’ubiquità.

 

Risultato: su 53 riunioni del consiglio comunale di Trento ha giustificato la sua mancata presenza per ben 29 volte. E quanto alla presenza nelle commissioni, (il vero e irrinunciabile lavoro di un consigliere), l’essenza della deputata è l’assenza: prolungata. Va considerato inoltre che le assenze della deputata sarebbero state sicuramente di più se in tempi di Covid il consiglio comunale non si fosse riunito in streaming, (realta virtuale), per almeno una quindicina di volte. Ha un bel dire, legittimo dire, la deputata-consigliera quando sottolinea la sua forza di raccordo tra “locale” e “nazionale”: da lei incarnato. Resta il vago dubbio che se c’è da decidere una qualsiasi opera pubblica a Trento è difficile immaginare che ne trattino a Roma.

 

La Loss, tuttavia, non si scompone. C’è solo da sperare che non si proponga anche per la presidenza di un condominio perché se ad “uno e bino”, (nel caso una e bina) ci si può arrivare con un certo sforzo l’idea dell’uno e trino, (una e trina) sarebbe davvero troppo. Perfino un po’ blasfema. Davvero troppo per tutti ma non per la Loss. Per non farsi mancare nulla la deputata ubiqua si candida pure in circoscrizione, (Centro Storico – Piedicastello). I ruoli di consigliere circoscrizionale e consigliere comunale sono incompatibili ma nel vocabolario della deputata la pagina dove si spiega il significato di coerenza deve essere stata strappata. In circoscrizione lei chiede un voto che non “eserciterà”. Oddio, sarebbe divertente essere smentiti con Loss che si dimette dal consiglio comunale per fare la consigliera circoscrizionale (mantenendo lo stipendio da parlamentare). Tranquilli, non accadrà.

 

Moranduzzo e Cia? Loro difficilmente saranno protagonisti di scelte eclatanti e spiazzanti. Se eletti lasceranno il consiglio provinciale per sedere a palazzo Thun con uno stipendio decimato? C’è chi crede che la terra sia piatta e dunque mai dire mai. Chi vivrà, (almeno fino al 22 settembre) vedrà. Chi da qui al 20 settembre elettorale vivrà e vedrà come e quanto ogni candidato correrà alla ricerca di voti potrebbe trovare istruttivo seguire la campagna di Loss, Moranduzzo e Cia. Ma attenzione, non si tratta di stabilire la validità degli argomenti e dei programmi che propongono. Quella vale per loro come per tutti gli altri, a tutte le latitudini politiche. Si tratta, semmai, di stabilire un grado minino di coerenza e serietà che vale per loro come per tutti. Ma per loro – vista la particolare condizione di “già eletti” - vale un po’ di più.

 

Dovessero dire all’elettore di riferimento “votami ma fregatene di quel che farò del tuo voto perché ho altro da fare” sarebbero quasi degli eroi: estemporanei ma “veri”. In qualche modo Loss, l’ubiqua, ha già scoperto le sue carte: continuerà ad essere una presenza-assente in consiglio comunale. Cattiva volontà? Ma no, impegni istituzionali improrogabili vista l’improbabilità che Fico modifichi il calendario del Parlamento in base a quello del consiglio comunale di Trento. Gli altri due stanno coperti e non si pongono il problema di spiegare “prima” – all’elettore – quel che faranno dopo. Che comunque è prevedibile.

 

Cosicché nel marasma respingente della politica locale si impone grazie a Moranduzzo e Cia la categoria dei “segnaposto”. A prova di smentita, i due consiglieri provinciali lasceranno lo scranno di Trento città ad altri delle rispettive liste. “Non diamo alito alle polemiche” ripeterà Moranduzzo ad ogni legittima osservazione sulla contraddizione di cui è felice ed orgoglioso protagonista. “La mia – ha già spiegato – è una candidatura di servizio”. Un servizio certamente utile alla Lega ma uno scarso servizio, anzi uno sgambetto, a chi crede ancora che tra elettore ed eletto ci debba essere un rapporto di massima trasparenza. Del tipo “Ti chiedo di votarmi per un consiglio comunale e farò il consigliere comunale. Costi quel che costi al mio portafoglio”. Merler e Carli, i due aspiranti sindaci sostenuti da Moranduzzo, Loss e Cia, parlano di tutto con piglio deciso e passione dichiarata per “squadre” piene di qualità. In queste qualità Merler e Carli avranno considerato anche coerenza e correttezza verso gli elettori delle “punte” nelle rispettive squadre?

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